«Rifugio Marchetti, patrimonio da salvare». La lettera del Presidente del CAI Emilia Romagna Vinicio Ruggeri

Il rifugio ai piedi del Monte Giovo (Modena) è al centro di un antico contenzioso tra il proprietario e il Comune di Barga. Il CAI regionale si schiera per porre al centro la promozione e lo sviluppo dell'Appennino.

Rifugio Marchetti (ph: Antonella Lizzani)

L'11 febbraio 2016 il Presidente del CAI Emilia Romagna Vinicio Ruggeri ha scritto una lettera al Comune di Barga (LU), al Comune di Pievepelago (MO) e al Presidente della Provincia di Modena Gian Carlo Muzzarelli relativamente alla situazione del Rifugio Marchetti, ubicato sulle rive del Lago Santo, ai piedi del Monte Giovo (Valle dello Scoltenna - MO).

La struttura è infatti al centro di un contenzioso fra il proprietario Giorgio Ballestri e i diritti di superficie dell'Asbuc (Usi Civici) di Barga, che potrebbe causare la diminuzione della sua ricettività.

Di seguito la lettera di Ruggeri.

Sono giunto a conoscenza della attuali vicende riguardanti il rifugio Marchetti al Lago Santo Modenese che, traendo origine da contenziosi territoriali di tempi remoti, ne minacciano oggi la possibilità di continuare ad essere un sicuro punto di riferimento per l'ospitalità del luogo.

Fatti naturalmente salvi i diritti delle parti in causa, il CAI Emilia Romagna esprime una forte preoccupazione per i contrasti che paradossalmente rischiano di danneggiare ulteriormente la già difficile situazione del nostro meraviglioso Appennino, in cui il progressivo abbandono avviato nel secondo dopoguerra non ha ancora visto una significativa inversione di tendenza.

Per queste ragioni ci preme sottolineare che il rifugio Marchetti, oltre a svolgere la già ricordata funzione di ospitalità, per anni è stato, in collaborazione con il Club Alpino Italiano dell’Emilia Romagna, promotore e sponsor di iniziative a favore della montagna, dell'ambiente, della cultura locale come, ad esempio, con le 12 edizioni di Appennino Cinemafestival, senza dimenticare il grosso contributo offerto in occasione della Settimana Nazionale dell’Escursionismo, svoltasi nel 2012 sul crinale appenninico tosco-emiliano.

Attività, quelle citate, finalizzate a pubblicizzare e incentivare la frequentazione dell'Appennino, già colpito fortemente dalla crisi e da dissesti geologici. La chiusura del Rifugio rappresenterebbe un ulteriore colpo per questo territorio montano.

Auspico che quanto sopra possa costituire un contributo per la sensibilizzazione delle parti in causa al fine di scongiurare la chiusura del rifugio e che prevalgano logiche di tutela, promozione e sviluppo della montagna anche a scapito di specifiche convenienze.

Vinicio Ruggeri
Presidente CAI Emilia Romagna

 

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