Rivive la montagna dimenticata dei giochi da tavolo

Esce il 5° volume sulle raccolte. Una ricerca senza precedenti

Cultura e divertimento nel nuovo volume

E' da qualche giorno sugli scaffali “Giochi delle montagne”, il quinto di una serie di superbi volumi dedicati al Centro documentazione del Museomontagna: 383 pagine in grande formato pubblicate da Priuli&Verlucca che vengono presentate martedì 20 novembre nella Sala degli Stemmi. Con questa prestigiosa collana si vuole valorizzare un patrimonio del Club Alpino Italiano che negli ultimi anni ha avuto un incremento enorme. Di pagina in pagina, nell'elegante impianto grafico che caratterizza questa collana, si dipana un'incredibile raccolta di giochi da tavola dedicati alla montagna, all'alpinismo, allo sci, all'esplorazione e alle spedizioni polari. Sono la dimostrazione di come, attraverso passatempi assai diffusi, intere generazioni abbiano potuto scoprire la geografia alpina, le vette del mondo e le grandi avventure. Sull’argomento Lo Scarpone ha rivolto alcune domande al direttore del Museomontagna Aldo Audisio, curatore dell’opera con Antonella Lombardo e Ulrich Schadler.

L’INTERVISTA. “La raccolta di queste importanti reliquie, che non trova riscontro al mondo”, spiega Audisio, “è cominciata al Monte dei Cappuccini in maniera piuttosto casuale sotto l’impulso della curiosità suscitata da poche scatole ingiallite e sgangherate, abbandonate tra le cianfrusaglie in case di vacanza dismesse. Ma non ci è voluto molto a cogliere il lato culturalmente più stimolante di questa attività di raccolta. Così il lavoro di ricerca e catalogazione è proseguito con metodo per una decina d’anni e con il contributo di collezionisti e istituzioni culturali di ogni parte del mondo. Oggi si può dire, non senza una punta di orgoglio, che il museo dispone della più grande e completa collezione di giochi da tavolo dedicati alle attività del tempo libero in montagna, in primo luogo alpinismo, esplorazione, sci. Non c’è aspetto di questo fenomeno che non sia stato esplorato, catalogato e messo a disposizione di curiosi e studiosi”.

Sulla base dell'inventario, risultano 533 i giochi conservati presso il Centro documentazione, ciascuno dotato di un'esauriente scheda. Quanto è costato questo lavoro in termini di ore e risorse economiche?

“Il lavoro si è completato solo recentemente in occasione della pubblicazione del libro. E’ difficile quantificare l'impegno economico in quanto è stato in gran parte realizzato con personale interno al museo. Comunque la realizzazione e gli interventi conservativi sono stati  possibili solo grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo. E’ importante ricordare che questa, come le altre collezioni del museo, sono in continuo  incremento; dalla chiusura del volume si sono aggiunti almento altri dieci giochi!”.

Come si è svolto il lavoro di catalogazione?

“Periodi storici, argomenti, personaggi sono stati accuratamente catalogati mettendo in relazione eventi e personaggi all’interno di uno spazio temporale, nel contesto culturale, ambientale e sociale delle varie epoche. Un bel bagaglio di informazioni. Ma per fare questo occorreva partire da zero stabilendo un protocollo, avventurarsi in un universo sconosciuto e misconosciuto, ricollegando le tessere del grande puzzle con altre forme espressive legate alla montagna”.

Una curiosità. Risulta che la Germania sia la nazione più rappresentata tra i produttori di giochi. Da che cosa può dipendere?

“Germania e Francia, in Europa, sono state le nazioni con la maggior diffusione dei giochi da tavolo: le ragioni sono ipotizzate nel testo di Pompeo Vagliani”.

La materia non era mai stata esplorata. In quali altri campi si è esercitata, in particolare, la vocazione esplorativa del Museomontagna?

“Il museo, con i suoi progetti, rappresenta una continua avventura. Ritengo sia importante indagare su tutte le rappresentazioni della montagna: dalle copertine delle riviste ai manifesti, dalle etichette della frutta e degli alberghi ai ventagli, dai calendari ai foulard... Ma l'esplorazione continua!”

Quale è l'elemento che più colpiva nell'aprire tante scatole ingiallite?

“Riscoprire giochi dimenticati per tanti anni, usati da bambini e adulti di tutto il mondo e poi riposti negli scaffali, nelle soffitte e nelle cantine. In qualche modo il museo li ha fatti rivivere in mostre, li ha messi a disposizione per la consultazione, li ha divulgati attraverso la pubblicazione”.

Quale il gioco (o i giochi) da considerare più attuale?

“Tutti senza distinzione. Tutti emanano fascino, da quelli della metà Ottocento a quello più recente pubblicato in agosto!”.

E' il quinto volume della collana dedicata alle raccolte del museo. Quale dei quattro fin qui usciti ha suscitato maggiore curiosità?

“Penso che sia il volume riguardante le iconografie delle montagne. Qui si sono toccati molti temi e tipologie di carta da collezione”.

C'è ancora spazio per un sesto volume?

“Con il quinto volume termina la serie dedicata alle raccolte di documentazione del museo. Stiamo pensando a un altro libro, simile, sulla storia del museo... ma bisognerà attendere”.

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