Roberto Casati, Sandy Allan e il duo francese Gauthier-Fléchais vincono il Premio Itas 2018

Premiati ieri al Trento Film Festival rispettivamente per "La lezione del freddo" (migliore opera narrativa), "La cresta infinita" (migliore opera non narrativa) e "L'uomo montagna" (narrativa per ragazzi).

Paolo Cognetti alla premiazione (foto A. Girardi)

28 aprile 2018 - Il Premio ITAS del Libro di Montagna, il concorso letterario dedicato alle opere in cui si celebra la montagna, è giunto alla sua tappa conclusiva proclamando i vincitori della 44ᵃ edizione nell’ambito del 66° Trento Film Festival.

Il presidente di giuria Enrico Brizzi e Lorenzo Carpanè, coordinatore del Premio e responsabile del progetto formativo dedicato ai ragazzi Montagnavventura, insieme a Paolo Cognetti, vincitore dell’edizione 2017, hanno annunciato i vincitori e i segnalati speciali.

A ritirare il Trofeo Aquila ITAS, realizzato quest’anno dall’artista genovese Corrado Zeni, per ciascuna delle tre categorie in gara sono stati:

- Migliore opera narrativa: Roberto Casati con La Lezione del Freddo (Einaudi)
L’opera del filosofo cognitivista milanese si è distinta perché abbina una grande profondità interiore ad un linguaggio con una forma narrativa gradevole, una scrittura sapiente e raffinata che non gode di sé stessa, ma preferisce mettersi al servizio del lettore. Attenzione, generosità, lentezza, Casati trasforma il freddo nella metafora di un tempo perduto. Ma oltre allo spessore dell’occhio indagatore, abituato ad osservare ciò che lo circonda con coscienza, emerge anche una grande capacità di narrazione del quotidiano.

- Migliore opera non narrativa: Sandy Allan con La Cresta Infinita (Alpine Studio)
Il libro racconta una straordinaria prova di resistenza e impegno ai limiti della sopravvivenza, una delle più grandi recenti imprese alpinistiche: la prima salita, nell’estate del 2012, alla vetta del Nanga Parbat, uno dei più difficili e imponenti Ottomila, lungo la Mazeno Rigde, un’infinita cresta lunga 10 chilometri. Prima di allora dieci spedizioni precedenti l’avevano tentata e avevano fallito.
La straordinaria avventura dei sei alpinisti, raccontata da Allan in prima persona, ha colpito la giuria soprattutto per l’uso, sapientemente calibrato, del tipico understatement inglese che rende la narrazione a tratti anche ironica e non autocelebrativa.

- Migliore opera narrativa per ragazzi: Séverine Gauthier e Amélie Fléchais con L’Uomo Montagna (Tunuè)
Prima graphic novel a ricevere il Premio ITAS, l’opera è stata apprezzata tanto per la bellezza dei disegni quanto per la poeticità del racconto. È un libro per un pubblico giovanissimo, ma chiaramente indirizzato anche ad uno più adulto, per molteplici motivi: dalla simbologia del racconto, ai diversi livelli di lettura fino all’estrema cura nella costruzione di tavole complesse, caratterizzate da colori tenui e disegni romantici. La storia mostra sin dalle prime pagine l’addio che si consuma tra un nipote e un nonno, un lungo arrivederci che diventa anche invito ad intraprendere un viaggio per ritrovarsi ancora.

“La giuria del Premio ITAS, che ho l’onore di presiedere, ha saputo lavorare in piena armonia anche quest’anno, individuando con facilità i libri da segnalare come più meritevoli e i vincitori da premiare”, ha affermato Enrico Brizzi, scrittore e presidente di giuria dal 2013. “La giuria del Premio Itas ha accolto il ritorno all'annualità del premio con piena soddisfazione; mai come oggi l'editoria consacrata alla montagna sembra vivace e capace di presentare un ampio e variegato ventaglio di titoli. Ne sono testimonianza eccellente i vincitori 2018: il saggio narrativo di Roberto Casati sul freddo e i suoi inattesi insegnamenti, l'ironica e potente narrazione di Sandy Allan di un'impresa alpinistica di primissimo ordine lungo la Mazeno Ridge, e la delicatissima opera grafica francese ''L'Uomo montagna'' di Séverine Gauthier e Amélie Fléchais”.

Menzione speciale per Echi nel Silenzio - Paesaggi della Grande Guerra dal Garda al Pasubio (Publistampa edizioni), del trentino Andrea Contrini. Si tratta di un libro fotografico che propone quasi duecento fotografie a colori, che raccontano i luoghi della cosiddetta “Guerra bianca”. Il progetto editoriale si è distinto per la sua maestria nel raccontare tre concetti sublimi con sguardo originale: la Grande Guerra, la fotografia e la montagna.
La giuria ha inoltre segnalato altre due opere significative: L’attraversamento invernale delle Alpi (MonteRosa Edizioni) di Alberto Paleari per la sezione narrativa e Il peso delle ombre (Gabriele Capelli Editore) di Mario Casella per la sezione non narrativa.

Comunicato Premio Itas

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