"Salviamo i Pantani di Accumoli": nuova presa di posizione per la promozione di una frequentazione sostenibile

Puntare su realizzazione di sentieri e creazione di punti ristoro-ricovero partendo da strutture già esistenti è la ricetta del CAI. Il 2 febbraio nuova escursione interregionale.

La locandina dell'escursione del 2 febbraio

23 gennaio 2020 - Il Club Alpino Italiano Gruppo Regionale Lazio, a seguito del comunicato di stampa a firma dei GR Lazio – Umbria – Marche e della manifestazione in località Pantani di Accumoli dell’8 dicembre, che ha mobilitato oltre 250 persone provenienti dal Centro Italia sotto lo striscione “Salviamo i Pantani”, torna a ribadire la necessità di un ritorno consapevole e sostenibile che reca sostegno economico alle attività locali in maniera duratura e distribuito lungo le quattro stagioni.

Le necessarie iniziative di valorizzazione economica e turistica di queste terre, fortemente provate dagli eventi sismici degli scorsi anni, non possono non tenere in considerazione la principale ricchezza di questi luoghi: l’ambiente naturale unico e, per molti tratti, ancora incontaminato.

Il sito, compreso, tra i Parchi Nazionali dei Monti Sibillini e dei Monti della Laga, rappresenta difatti uno degli ambienti più significativi dell’Appennino centrale: i laghi, di origine glaciale, sono adagiati in un pianoro a quota 1.580 m s.l.m. e ospitano habitat e specie di grande valore naturalistico.

Il rischio di compromettere un territorio la cui sola ricchezza è rappresentata dalla natura incontaminata con la costruzione di un Rifugio Montano non necessario, dovrebbe far riflettere le Amministrazioni che, senz’altro in buona fede, cercano di rilanciare un’economia in difficoltà con iniziative irreversibili e quasi sicuramente non idonee a sostenere uno sviluppo concreto dell’area.

Il Club Alpino torna a ribadire che la costruzione di un Rifugio che, con elevata probabilità, sarebbe aperto solo in estate, posto a meno di 3 ore di cammino dall’abitato di Accumoli, garantirà solo un numero esiguo di posti di lavoro, generando un impatto pressoché nullo sull’economia della zona. Se a questo si aggiunge il prezzo in termini di depauperamento delle ricchezze naturali che la costruzione di quell’infrastruttura comporterebbe, appare
evidente come l’iniziativa in questione meriti una attenta riflessione in termine di costi/benefici.

Il Club Alpino Italiano propone invece di:
- revocare il Protocollo d’Intesa tra la Regione Lazio e il Comune di Accumoli per la realizzazione di una struttura ricettiva in un ambiente che merita tutela e rispetto e all’uopo identificato quale Sito di Interesse Comunitario dalla Rete Natura 2000 (SIC Piano dei Pantani – IT6020001);
- promuovere una visione d'area interregionale superando la logica amministrativa delle competenze territoriali e guardando ai Pantani come ambiente in se a forte vocazione naturalistica e culturale;
- privilegiare ed incentivare il turismo lento, ecosostenibile, finalizzato prevalentemente alla “esplorazione” intesa come osservazione ed immersione nella natura in contatto con la cultura e le tradizioni locali, convinto che ciò costituisca un tangibile contributo alla conservazione dell’ambiente. Il CAI in generale ritiene che il turismo in montagna vada sostenuto con il miglior utilizzo dell’esistente ma, soprattutto, con un grande sforzo per la diversificazione dell’offerta mirata alle presenze lungo tutto l’arco dell’anno.
- promuovere la riqualificazione delle strutture già esistenti con un più ampio progetto che, attraverso un pianificazione condivisa tra Enti locali e popolazione e con il supporto delle associazioni ambientaliste, tra cui il CAI, consenta, attraverso fasi successive, la creazione di un’economia diffusa basata sulla frequentazione sostenibile del territorio.

Un progetto che veda:
- la realizzazione e la tracciatura di sentieri e l’integrazione di questi con i grandi
cammini già presenti nel Centro Italia, anche in sinergia con le Amministrazioni delle
aree protette limitrofe;
- la creazione di punti di sosta e ristoro attraverso la già richiamata riqualificazione delle strutture esistenti e l’eventuale realizzazione di altre strutture nei centri abitati;
- la redazione e la diffusione di materiale cartografico e divulgativo, necessario a far conoscere l’area ed a consentirne la frequentazione anche a persone estranee ai luoghi;
- l’avvio di campagne promozionali e conoscitive che veicolino, oltre l’ambiente dei normali frequentatori della montagna, la consapevolezza delle bellezze e delle opportunità turistiche che il territorio potrebbe offrire.

Un progetto, quello appena delineato, che, non appena definito in ogni sua parte, potrebbe già vedere una prima fase attuativa traendo i necessari finanziamenti dai fondi stanziati per l’ipotizzato rifugio ai Pantani.
Il CAI chiede quindi, in alternativa ad iniziative estemporanee di corto respiro, di pensare e realizzare un progetto sistemico, che delinei organicamente le fasi di sviluppo del territorio nel senso indicato.

Un progetto del genere vedrebbe senza dubbio convogliare verso di esso anche iniziative imprenditoriali private che, germogliando in un sistema vivo e sostenuto dalle Amministrazioni locali, troverebbero finalmente una strada concreta e di lungo periodo per “sfruttare”, in modo sostenibile, le bellezze di un ambiente puro ed incontaminato che rappresentano le sole materie prime disponibili in questi territori e da cui produrre quella ricchezza di cui tanto hanno bisogno queste aree. Materie prime che, è necessario ricordarlo ancora una volta, sono facilmente esauribili se non impiegate con l’attenzione necessaria per garantirne la loro salvaguardia.

Soltanto così aiuteremo davvero le comunità colpite dal sisma, che possono tornare a vivere grazie alla bellezza del nostro Appennino.

In occasione della Giornata mondiale delle Zone umide di domenica 2 febbraio 2020, i Gr CAI di Lazio, Marche e Umbria, con le relative Commissioni Tam e le Sezioni della provincia di Rieti, organizzano una nuova escursione ai Pantani, i cui dettagli sono visualizzabili nella locandina qui a fianco.

Amedeo Parente
Presidente CAI Lazio

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