SAT, due eventi culturali su uomini e orsi del Trentino

Due libri saranno presentati allo Spazio Alpino il 7 e l'11 dicembre 2018: ”Montanari si diventa” di Ezio Amistadi e “Sulla via dell’Orso” di Anna Susteric e Filippo Zibordi.

Locandina dell'evento dell'11 dicembre

5 dicembre 2018 - A Trento, dove lo Spazio Alpino SAT (via Manci 57) ha messo in carnet nei prossimi giorni due eventi culturali interessanti.
Si comincia Venerdì 7 alle ore 18, con la presentazione di un libro sugli uomini e le montagne, per poi dedicare all’Orso, talvolta bistrattato abitante dei boschi, il secondo evento, in occasione della “Giornata Internazionale della Montagna”, il prossimo 11 dicembre.

Alla scoperta del popolo trentino.
Ogni distinzione “etnica” degli italiani, che sia metropolitana o regionale, porta con sé una serie di luoghi comuni. Sul conto dei napoletani, dei milanesi, dei genovesi o dei romagnoli le parole degli “altri” non fanno sconti. 
Anche i trentini non si sottraggono a pregiudizi: nel bene e nel male. C’è chi li condidera puntigliosi, chi cocciuti e permalosi; chi li definisce schietti e diretti, chi invece finti. Sono “dinamiche” abbastanza normali, insomma. Tutto il mondo è paese. Un trentino, lo storico Ezio Amistadi, invece s’interroga invece su un aspetto più oggettivo della loro identità: ”Montanari si diventa”
E’ questo il titolo del libro che Amistadi ha scritto e viene a presentare, un volume che ha come sottotitolo: “Storia di un popolo libero. I trentini” (edizioni EA pubblishing). 
Il volume è il risultato di una indagine demoscopica che l’autore ha svolto su un campione di trentini senza distinzione di età ma con particolare attenzione a chi studia, dall’università agli istituti superiori. L’autore ha provato a capire se i trentini conoscono il loro territorio, la montagna in particolare, e la sua storia. I risultati verranno spiegati venerdì 7 dicembre alle 18 presso lo Spazio Alpino SAT in via Manci a Trento, dallo stesso autore (che è di Riva del Garda). 
Il saggio racconta la storia dei trentini dai tempi della Magna Grecia a oggi, partendo dall’antichità e dalla valenza spirituale della montagna.

Orso, amico o nemico?
Chi non ricorda la triste storia di KJ2, la mamma orsa abbattuta per aver aggredito una persona nei boschi? Nel 2017 la Regione locale stimava in una sessantina di esemplari gli orsi presenti nei boschi trentini. Da sempre accompagnati da un dibattito popolare e da stati d’animo uguali e opposti, gli orsi sono abitanti controversi delle Alpi. 
Ecco perché l’11dicembre alle ore 20, le parole di Anna Susteric e Filippo Zibordi e le immagini di Massimo Vettorazzi prenderanno per mano i presenti (ingresso libero) per condurli Sulla via dell’Orso”. Questo emblematico abitante silvano racchiude in sé tutte le suggestioni emotive della vita boschiva: la paura e l’insicurezza, la magia e il fascino. 
“Sulla via dell’Orso” è il titolo di un libro (premio Gambrinus 2017 per l’ecologia e il paesaggio) scritto dai relatori della serata di Trento, con l’intento di chiedere ai lettori se l’Uomo ha ancora voglia di dare spazio a “inquilini” del bosco come i lupi o gli orsi. La serata prevede la lettura di tratti della pubblicazione. E forse qualcuno potrà darsi una risposta anche attraverso la proiezione delle immagini di Massimo Vettorazzi, paziente “bear-watching”, che è riuscito a fermare momenti intimi, delicati, molti privati della quotidianità di questi meravigliosi animali.

Red

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