Scosse, neve e gelo: il Centro Italia messo duramente alla prova

Il Presidente della Commissione centrale tutela ambiente montano CAI Di Donato evidenzia la necessità di prevenzione, con sostegno ai Comuni montani, Piani neve e coordinamento tra Enti.

Uno dei bimbi del Rigopiano (foto F. Catania - CNSAS)

26 gennaio 2017 - Una pesante successione di quattro scosse il 18 gennaio, tre delle quali concentrate in un'ora. Le aree colpite sono le stesse che hanno subito il sisma nei mesi scorsi, accentuando danni e timori. Movimento ed energia sembrano indurre un dinamismo diffuso tra le faglie e nei giorni scorsi una serie di scosse più lievi ha interessato anche il Molise. Del terremoto non possiamo fare previsioni ma la neve era annunciata ed è arrivata abbondante, in una situazione di grande freddo.

Terremoto, manto nevoso, gelo, macchine bloccate dalla neve, viabilità interrotta, mancanza di elettricità, paesi e frazioni in isolamento stanno ancora determinando difficoltà immense.
Importante dunque soffermarsi su alcune considerazioni, in quanto territori e popolazioni già vulnerate avrebbero avuto bisogno di maggiore attenzione e modernità. Noi la chiamiamo Prevenzione, quell'agire che è dato dal senso di precauzione, che dovrebbe tenere conto anche delle diverse facce dell'inverno e del cambiamento climatico, con la possibilità di eventi che possono portare nevicate abbondanti. E così è stato.

- I Comuni montani sono ridotti al lumicino, con le risorse economiche scarse e lo spopolamento in atto;
- Che fine hanno fatto i piani neve, necessari per fronteggiare eventi che un ambiente sempre più vulnerabile manifesta?
- La tempestività d'intervento e il coordinamento tra Enti non possono mancare in queste situazioni di difficoltà diffusa su paesi e frazioni.
- Le Reti di comunicazione sono saltate e paesi, frazioni e case sparse sono rimasti incredibilmente isolati, mostrando i limiti di una realtà che del "tutto connesso" fa un suo vanto.
- La mancanza di energia elettrica ha determinato difficoltà e isolamento, acuiti in presenza di freddo intenso;
- L'emergenza di primo soccorso ha mostrato ampi limiti e ritardi di azione ed è terribile quanto accaduto con la valanga sull'albergo a Rigopiano;
- Determinante l'azione dei soccorritori, tra i quali il nostro CNSAS;
- Ha fatto impressione non vedere in azione il Corpo Forestale della Stato, uomini e mezzi che "sanno" di montagna.

Non si può più rinviare quanto è accaduto all'eccezionalità degli eventi ma riconoscerli come probabili in queste mutate condizioni. E' necessario organizzarsi per tempo responsabilmente ricorrendo a conoscenze approfondite e fare prevenzione con servizi adeguati, attivando condivise risposte mutualistiche.

Filippo Di Donato
Presidente CCTAM del CAI

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