Scuola e CAI Nuoro si incontrano sui “sentieri” della didattica

Partito con un incontro in classe e un'escursione (sul sentiero 101 verso il monte Ortobene), il progetto con la scuola media “Mariangela Maccioni”: protagonisti gli alunni di terza.

In aula con i ragazzi

21 marzo 2019 - Il Club Alpino Italiano, sezione di Nuoro e la scuola media  dell’Istituto Comprensivo “Mariangela Maccioni” si sono incontrati sui sentieri non facili della didattica. Progetto voluto dal dirigente scolastico Pietro Masuri e coordinato da Paolo Marteddu, docente di Educazione Fisica, con il sostegno e consenso di insegnanti di diverse discipline tecniche e umanistiche.

Ai responsabili del Cai Nuoro il compito di coinvolgere i ragazzi delle terze attraverso percorsi del camminare per osservare da vicino equipaggiamento e tecniche di arrampicata. Il Presidente della Sezione Matteo Marteddu, i responsabili del settore alpinistico Carlo Melis e Salvatore Cambedda, il direttore della scuola sezionale di escursionismo Peppino Cicalò, insieme ai giovani esperti Ivan Corrias e Doru Potoroaca, hanno portato all' attenzione dei ragazzi le esperienze del Cai e le sue attività nel corso dell’intero anno.

E’ stata ricordata la figura di Giovannino Fenu, l’alpinista fortemente impegnato a costruire l’associazione nuorese e morto tragicamente sugli speroni del Corrasi, sopra Oliena, mentre tentava una discesa in corda. Sono stati richiamati i due alpinisti di fama mondiale, Riccardo Cassin e Walter Bonatti, per i quali recentemente la giunta comunale ha intitolato due vie nella zona nuova di Funtana Buddia.

Sulle slides del Power Point, i dirigenti Cai hanno fatto scorrere i sentieri percorsi nelle zone del Supramonte e dei contrafforti sulle falesie dell’Ogliastra. I ragazzi hanno mostrato interesse all’origine della rete escursionistica del centro Sardegna. Le reti della transumanza, quando i pastori conducevano, per giorni e per notti, le greggi dalle montagne del Gennargentu alle pianure del Tirso o dei campidani, o gli aspri camminamenti sul calcare del Corrasi e del rinnovato sentiero verso punta Lamarmora, dedicato al beato Frassati. Sentiero questo che il CAI Nuoro ha reso di portata regionale durante la manifestazione “La Montagna che unisce” con il coinvolgimento dei comuni di Fonni, Desulo, Arzana Villagrande e Nuoro. Una parte importante il progetto ha dedicato ai sentieri del carbone.

L’Oro nero tra ottocento e novecento che ha dilapidato 400 mila ettari di boschi di lecci e corbezzolo e che ha lasciato la ragnatela di carrarecce e mulattiere, testimoni dalla tragedia ambientale, oggi riproposte per percorsi che hanno una eco planetaria ,come il Selvaggio Blu. Su questi sentieri si cammina seguendo segnaletica orizzontale e verticale, secondo regole Cai, presenti nei circa 200 chilometri già tracciati nell’area del nuorese e dell’Ogliastra.

Ai ragazzi, attraverso l’utilizzo in classe di imbrago, corde e split, sono state mostrate tecniche particolari di arrampicata in sicurezza, sulla base di standard moderni e sequenze di ingresso in grotta, sviluppate nei gruppi speleo, alla ricerca dei “tesori nascosti”, stalattiti, stalagmiti e vele, dei quali abbonda il sottosuolo del calcare del Corrasi e del Montalbo tra Lula e Siniscola. Dalle aule di via Aosta, dai banchi e dalle cattedre, il progetto prevede, per i ragazzi,  il passaggio diretto a zaini e scarponi.

Primo impegno, guidati da uomini e donne Cai, sul sentiero 101 verso il monte Ortobene, alla scoperta delle antiche cave di granito di Mamudine, sino alla Statua di Jerace. Scopriranno poi il gran Canyon di Gorroppu, attraversando la valle di Oddoene e accarezzando le acque bianche del Flumineddu che mantiene, in primavera, la forza acquisita nelle forre del Supramonte orgolese.

Matteo Marteddu
Presidente CAI Nuoro

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