Scuole: due giornate con il CAI Bolzano sul sentiero Glaciologico della Val Martello

Gli studenti dell’Istituto Tecnico per geometri Delai sono stati a contatto con l’ambiente naturale di alta montagna, toccando con mano le condizioni estremamente critiche in cui versano i ghiacciai.

I ragazzi in quota

2 ottobre 2018 - Come ormai da tradizione, anche quest’anno gli studenti dell’Istituto Tecnico per geometri Delai di Bolzano si sono cimentati lungo il collaudato sentiero didattico della Val Martello con i loro esperti professori e sotto l’attenta guida degli istruttori del Servizio Glaciologico del CAI Alto Adige (SGAA), nel quadro della fattiva collaborazione, tra la scuola ed il CAI, che da sempre ha a cuore l’educazione ambientale dei giovani.

Quest’anno ci si è cimentati con una nuova, significativa ed emozionante novità, quella di trascorrere due giornate a contatto con l’ambiente naturale di alta montagna. Per il pernottamento è stato scelto un rifugio d’alta quota, dove si sono fattivamente svolti i compiti istituzionali, integrati da quegli insegnamenti particolari che solo il contatto con la natura può dare.

Si tratta di un’attività che ben si addice al nuovo corso dell’Istituto, dove l’indirizzo geotecnico offre ai giovani la possibilità, mediante uscite sul campo per i rilievi, misurazioni e verifiche in sito, di affrontare discipline specifiche quali la Geologia e le diverse tecnologie per la gestione del territorio.
Col favore di condizioni meteorologiche ed ambientali ideali, i giovani escursionisti hanno percorso il Sentiero Glaciologico della Val Martello, affrontato e superato agevolmente le diverse difficoltà ambientali, giungendo, dopo essere saliti per un dislivello di 650 metri, fino alla ragguardevole quota di 2700 metri dove si è aperto davanti ai loro occhi lo splendido ambiente glaciale dominato dai ghiacciai dell’alta Val Martello.

E’ stata questa l’occasione per constatare di persona le condizioni estremamente critiche in cui versano i ghiacciai, sottoposti ad una drastica riduzione a causa del susseguirsi di condizioni meteo–climatiche sfavorevoli. Una situazione, questa, confermata dagli operatori del Servizio Glaciologico al termine della campagna glaciologica svolta sull’intero territorio, che ha interessato i principali ghiacciai della Provincia di Bolzano.

Il secondo giorno, dopo un indimenticabile quanto divertente pernottamento in rifugio cui ha fatto seguito una abbondante colazione, i novelli aspiranti operatori glaciologici hanno avuto il compito di ricercare i segnali del passato, alcuni risalenti ancora a misurazioni effettuate nel 1979, per la misurazione delle variazioni della fronte del ghiacciaio della Forcola, uno dei maggiori ghiacciai della valle che scende dalla maestosa mole del Cevedale.

Proprio dal confronto tra la distanza misurata allora e quella attuale è stato possibile avere una visione quantitativa del grande regresso subito dalle masse gelate. Nel caso della Forcola, il ritiro della fronte è stato di circa 300 mt in 40 anni.

I giovani studenti hanno potuto veramente emozionarsi in questo ambiente, specialmente davanti alla fronte del ghiacciaio caratterizzata dalla presenza di una grande caverna (glaciale) da cui fuoriusciva il torrente glaciale, suddiviso in parecchi rivoli. In particolare i ragazzi sono stati colpiti dal silenzio rotto solo dallo sciacquio dell’acqua e da sordi e lontani rumori provenienti dal ghiaccio che ha dimostrato così il suo continuo movimento.

Oltre allo svolgimento delle attività suddette, gli studenti hanno avuto l’opportunità di apprendere e di mettere in pratica le semplici tecniche di come ci si deve muovere e comportare nel severo ambiente dell’alta montagna, approfondendo la conoscenza dei diversi aspetti del paesaggio glaciale. Proprio lungo i vari punti di osservazione del sentiero glaciologico, i giovani studenti hanno appreso dalla viva voce degli accompagnatori la storia del clima e dei ghiacciai, attraverso le grandi ed importanti testimonianze morfologiche di cui è ricca la Valle.

Alla fine delle due intense giornate, il rientro al parcheggio della Val Martello con la stanchezza gioiosa e soddisfatta delle due giornate passate nella natura, al di fuori delle aule scolastiche.

Pietro Bruschi
Responsabile del Servizio Glaciologico del CAI Alto Adige

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