Segni della Grande Guerra al CAI Belluno

Quattro serate più un concerto del Coro sezionale tra febbraio e marzo 2018, alla scoperta delle tracce rimaste del conflitto non facilmente riconoscibili. Via il 28 febbraio con l'alpinista Antonella Fornari e le esperienze delle donne durante la guerra.

La locandina delle serate

23 febbraio 2018 - Sono trascorsi cento anni dalla fine del tragico conflitto. Il suo ricordo viene sollecitato nell’escursionista che sale le montagne dall’incontrare strade militare e trincee. Accanto a queste tracce visibili se ne possono individuare, grazie al contributo degli esperti o riflettendo, altre non facilmente riconoscibili. Un aiuto viene offerto dai relatori che animeranno le quattro serate organizzate dalla sezione CAI di Belluno in programma nella sala Bianchi, a partire dal 28 febbraio.

La prima relatrice sarà Antonella Fornari, alpinista e fertile produttrice di letteratura dedicata alla montagna che esplora con passione. Con il suo linguaggio poetico racconterà esperienze di donne che con coraggio hanno affrontato il conflitto mondiale.

Un altro amante delle montagne attento in modo particolare alla flora, Carlo Argenti, botanico per passione, svelerà il 7 marzo ai presenti le specie che hanno accompagnato i soldati sulle vette e che si sono insediate nei territori travolti dalla guerra.

Gli appassionati ricercatori di memoria storica, Roberto Mezzacasa e Antonio Zanetti, offriranno il 14 marzo l’opportunità di capire quale progetto, attuato in buona parte prima dello scoppio del conflitto, abbia fornito strade militari e gallerie ai moderni escursionisti. Conosceremo la “costruzione” della “Linea gialla”: linea di fortificazioni pe una eventuale resistenza ad oltranza.

Infine, mercoledì 21, Daniela Mangiola, operatrice naturalistica e culturale del CAI, cercherà di leggere il conflitto attraverso dei paradossi che lo hanno caratterizzato ma che forse non ci hanno ancora abbandonato. Il contrasto tra la bellezza del paesaggio e la ferocia della guerra sarà raccontato dal documentario di Giuseppe Taffarel, “Un alpino della settima”, realizzato ai piedi delle Tre cime negli anni sessanta che testimonia la distruzione delle famiglie causata dal dolore.

In ricordo dei caduti recandoci presso l’Ossario Militare di Mussoi, sabato 17 marzo alle 20.30, il coro CAI della sezione di Belluno offrirà canti nati dal dolore dei soldati che saranno colonna sonora della lettura, da parte di giovani soci, del diario di Giuseppe Boschet, bambino invitato dalla maestra a scrivere i suoi ricordi della vita durante l’occupazione austriaca.

Sotto è scaricabile il pieghevole.

Daniela Mangiola
CAI Belluno

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