"Sei per sei" sul Sentiero Italia CAI ai piedi del Gran Sasso, all'insegna dell'Alpinismo giovanile

Dal 6 al 12 luglio scorsi 42 ragazzi e 15 accompagnatori di 6 Sezioni di Veneto, Friuli e Marche hanno partecipato al campo Gransassiamo: tanto Sentiero Italia con escursioni e riflessioni sulla fragilità della montagna.

I ragazzi in cammino

17 luglio 2019 - 2019, anno del "Sentiero Italia CAI". Appuntamento importante, per me particolarmente significativo, che mi risuona dentro con un senso di unitarietà che è uno dei motivi che mi lega al Club Alpino Italiano. Un filo, seppur esile e fragile, che collega le diversità, da sud a nord, e che lo fa passando per la parte più affascinante, vera, spontanea, meno contaminata: la montagna. La montagna, nella sua ruvida bellezza è veramente una "via" che può unire un'Italia così frammentata e diversificata.

Su queste riflessioni ho desiderato che il nostro Campo Intesezionale di Alpinismo Giovanile sul Gran Sasso d'Italia si intersecasse con il percorso del Sentiero Italia Cai. Quale iniziativa migliore per rappresentare il senso di questo percorso se non un campo che raccoglie ragazzi dagli 8 ai 18 anni di Marche, Veneto, Friuli e Venezia Giulia?

Dal 6 al 12 luglio scorsi 42 ragazzi, 15 accompagnatori, 3 cuochi, 6 sezioni (Jesi, Senigallia, Vittorio Veneto, Pieve di Soligo, Tolmezzo, Monfalcone) per sei giorni impegnati in attività sul gruppo del Gran Sasso. Il suffisso "d'Italia" al nome del monte sottolinea ancor di più l'attinenza con il clima di unitarietà tra vari territori coinvolti! E in effetti il S.I. è stato onnipresente, percorrendolo, in tre diversi momenti, lungo il "tracciato storico" da Pietracamela per Rifugio Garibaldi e fino a Campo Imperatore.

Ma il 2019 e il S.I. sono anche oggetto della "Gita Nazionale Diffusa" dell'Alpinismo Giovanile, e quindi abbiamo raccolto l'interessante quanto difficile spunto di riflessione della Commissione Centrale di Alpinismo Giovanile: "Sentiero e Italia, due fragilità".

Un tema che ha guidato i nostri occhi nello scoprire il paesaggio che ci circonda, ma anche per guardarsi tra noi e dentro di noi. Perché di fragilità, ne abbiamo viste tante! Fragilità di sentieri, a tratti erosi e che richiedono un continuo immenso lavoro di manutenzione e segnatura, fragilità di un Paese che troppo spesso inciampa nell'errore di mettere persone contro altre persone, anziché costruire e coltivare un'unione armoniosa... Fragilità del nostro rapporto con la Natura, spesso rapace e non rispettoso, fragilità delle relazioni nel gruppo, quando da stanchi i difetti dell'altro appaiono più evidenti e più difficili da sopportare... E infine fragilità del nostro fisico, che di fronte all'immensità della montagna si stanca, si arrende, soffre la sete e il freddo...  Ma la fragilità può diventare anche motivo di unione perché quando ti senti fragile e vulnerabile e con lo sguardo incontri altri occhi fragili e vulnerabili come te allora il legame che scatta non è solo simpatia, condivisione, ma intesa e complicità.

E' un aiutarsi limpido, uno scoprire che in fondo i difetti di chi hai al fianco non sono così brutti e che io, i miei, li potrei anche accettare. E' un sorridersi sereni per quello che si è: piccoli e fragili in una Natura Immensa.
Quindi facciamo i nostri Zaini, con tutto il nostro materiale dove aggiungiamo anche il "Taccuino del Sentiero Italia", la nostra fragilità, le nostre paure e le nostre forti, vere amicizie.

Tra i molti lavori che abbiamo raccolto dai taccuini del S.I., tutti tanto belli da far venire le lacrime di commozione,  cito questa poesia che mi pare particolarmente assonante con i miei pensieri appena espressi:

Il Sentiero Italia,
l'Italia in sentiero
l'unica fragile,
mutevole,
eterna,
bellezza.
(Alessio S., sez. Senigallia)

Un abbraccio speciale a tutti gli Accompagnatori che con me hanno condiviso questa esperienza: siete amici veri, con voi essere stato "fragile insieme" è stata un'esperienza preziosa. Grazie!

Devis Da Lozzo
AAG Vittorio Veneto (TV)

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