Sentierando sui monti del Piceno

Ad aprile 2018 il CAI Marostica ha aderito alla proposta della sede centrale "Ripartire dai sentieri", con un viaggio sui Monti Sibillini. Salite le cime del Girella, del Vettore e dell' Amandola, con il supporto della Sezione ascolana.

Sulle creste ancora innevate

31 maggio 2018 - La sede centrale del Club Alpino Italiano ha attivato un progetto strategico alla valorizzazione delle emergenze storiche e ambientali delle zone colpite dal sisma, dal titolo “Ripartire dai sentieri”. La rete sentieristica che innerva le zone montane e pedemontane del cratere sismico dell’Italia centrale è importante per sostenere il turismo aiutando la ripresa della vita sociale ed economica.

La proposta della Sede Centrale è stata accolta in pieno dalla nostra sezione di Marostica, che ha voluto inserire nel proprio programma del 2018 una serie di escursioni nel territorio Piceno e nel Parco dei Monti Sibillini.
Avvalendosi del supporto logistico degli amici del CAI ascolano, abbiamo potuto svolgere tre bellissime uscite intersezionali avvalorate dal calore e dalla cordialità dei nostri accompagnatori, Lilly e Filippo in primis, coadiuvati da Claudio e dalla presidente Paola e tutti gli altri volontari che a turno hanno condiviso i nostri passi.

Oltre alle bellezze culturali e storiche della Città di Ascoli Piceno, accompagnati in questo tour dalle brave e belle guide abilitate dell’associazione Lost in Piceno, ci siamo anche interessati dei prodotti tipici locali, con le degustazioni di circostanza.

E veniamo al merito dell’uscita ovvero gli itinerari. Noi gente avvezza alle altezze, volevamo incontrare le cime dei Sibillini, e siamo stati accontentati. Anche perché, a dir la verità, tutti i sentieri sono percorribili in sicurezza, quindi a che pro rimaner all’asciutto delle vette? 

La prima uscita la dedichiamo al monte Girella, uno dei due Gemelli per intenderci, poco a sud ovest del centro piceno. Dopo aver visitato lo spettacolare eremo di S. Marco, raggiungiamo la località “Tre caciare”, antichi ricoveri pastorizi, da dove ha inizio il percorso. Attraverso un bel bosco di faggi, cogliamo gli alti pascoli della Montagna dei fiori, dai quali proseguiamo fino alla vetta del Girella. Il panorama spazia dal Gran Sasso ai monti della Laga e ai monti Sibillini, tuttora ben innevati. Il nostro giro ad anello ci porta verso alcuni specchi d’acqua che avvicinano il Vallone, che poi discendiamo stando a ridosso di spalti dirupati. Alla fine alcuni pascoli per chiudere il cerchio.

Il secondo giorno ci vede impegnati nel percorso più importante delle nostre giornate marchigiane, la salita alla cima più elevata dei Sibillini, il monte Vettore, con i suoi 2476 metri. Dopo aver attraversato alcuni borghi devastati dal sisma nella valle del fiume Tronto, raggiungiamo Forca di Presta. La giornata si annuncia soleggiata, un leggero vento ci accoglie e ci accompagnerà per tutto il tragitto. Non siamo soli in questo percorso, ma accompagnati da vari altri escursionisti che hanno pensato di cogliere la brillante giornata per un’ascesa gratificante. Alcuni portano anche gli sci, noteremo poi che tutte le cime e i canaloni rivolti a nord est sono ancora colmi di neve, varie serpentine la disegnano. Di sicuro il sacrificio di quasi 900 metri di sci in spalla, è ricompensato dalle spettacolari discese. Anche noi raggiungiamo la cima calpestando un bel po’ di neve, ma ne è valsa sicuramente la pena. Il tutto qui attorno è affascinante. Con rimpianto iniziamo la discesa, facciamo anche alcune digressioni fuori sentiero, giusto per evitare i tratti più innevati e a rischio di eventuali cadute. Rientrati alla Forca non possiamo fare a  meno di una visita al Pian Grande e a quanto rimane di Castelluccio di Norcia.

Il terzo giorno ci spostiamo ancora più a nord ovest verso il monte Amandola. La salita, non particolarmente impegnativa, è resa più affascinante da una ricca presenza di varietà floreali, che impegnano i nostri fotografi. La giornata soleggiata pian piano s’ingrigisce e raggiungiamo la vetta sotto una copertura nuvolosa, che non ci permette di godere al meglio del panorama circostante tra cui il monte Priora, la Sibilla e il pizzo Tre Vescovi.  Anche in questa circostanza cerchiamo un itinerario alternativo per la discesa, ma colti purtroppo dal maltempo, siamo costretti ad attraversare verso lidi più sicuri e raggiungere il percorso dell’andata con cui rientrare al rifugio Città di Amandola, fortunatamente aperto e pronto a dissipare l’umidità esteriore e la secchezza interiore.

Non potevamo di certo lasciare la terra marchigiana senza una visita alla rinascimentale città di Fermo, anch’essa colpita dal recente sisma. L’incontro con la città, ricca di eventi e cultura ci ha lasciato un radicato proposito di ritornare su questi territori, tanto martoriati ma sempre ricchi di fascino, storia e natura.

Un’esperienza questa che fa capire quanto sia importante la collaborazione tra le Sezioni, non solo per favorire i propri soci a condividere quanto stabilito nello statuto del CAI per la diffusione della frequentazione della montagna, ma anche per stringere amicizie e conoscenze.
Un grazie sincero, a nome del nostro numeroso gruppo di partecipanti e mio personale, spetta senz’altro alla calda accoglienza degli amici della sezione di Ascoli Piceno che si sono prodigati a trovarci ambienti di sosta e ristoro di ottima qualità, oltre al piacere della loro presenza.

Michele Torresan
Presidente CAI Marostica

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