Sentieri a pagamento sui Lattari? La risposta del Cai Castellammare di Stabia: "No, grazie"

La sezione campana invia un comunicato contro la proposta dell'amministrazione di Massalumbrese che vuole istituire un ticket per l'accesso ai percorsi

3 giugno 2020 - Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Cai Castellammare di Stabia in risposta all'amministrazione comunale di Massalumbrese:

"In merito alla ventilata proposta di istituire un biglietto di ingresso ad alcuni dei sentieri dei Monti Lattari, condivido con voi la posizione della sezione di Castellammare di Stabia del Club Alpino Italiano, inviata all’Amministrazione comunale di Massalubrense, nella persona del Sindaco geom.Lorenzo Balducelli:
 
La nostra sezione è impegnata da anni nella valorizzazione del patrimonio sentieristico delle nostre zone unitamente ad altre associazioni. I risultati si vedono: la frequentazione delle montagne ed il turismo escursionistico sono cresciuti esponenzialmente e iniziano ad essere considerati come volano dell’economia locale per i benefici che apportano in termini di destagionalizzazione dei flussi turistici, soprattutto per le aree interne che beneficiano in maniera minore dell’attrattiva delle nostre zone costiere.
 
Abbiamo appreso da alcuni organi di stampa locali che la vostra Amministrazione starebbe pensando di istituire un biglietto di ingresso per l’accesso ad alcuni dei più famosi sentieri della vostra zona, tra cui Punta Campanella che ricade nel percorso dell’Alta Via dei Monti Lattari e del Sentiero Italia, percorso da centinaia di escursionisti italiani e stranieri e affermatosi ben oltre i confini nazionali: https://sentieroitalia.cai.it/costiera-amalfitana/
 
Siamo consapevoli che le attuali disposizioni nazionali e regionali relative alla pandemia COVID 19, nonché alcuni recenti episodi di assembramento a Jeranto, spingono ad un maggior controllo dei flussi turistici in quei luoghi. Riteniamo però che l’istituzione di un biglietto di ingresso sia una risposta sbagliata ad una esigenza sacrosanta.
 
Analoghe iniziative, come l’istituzione di un biglietto di ingresso alla Valle delle Ferriere, si sono dimostrate fallimentari dal punto di vista pubblicitario (numerose le associazioni e i trekking operator che bypassano la visita) e anche da quello strettamente gestionale, non riuscendo a garantire il presidio e la manutenzione dei sentieri nel corso dell’anno.
 
Peraltro da approfondire ci sono le tematiche legali relative al libero accesso ai beni demaniali come la battigia delle spiagge e della responsabilità civile in caso di malori o infortuni occorsi su un sentiero per la cui percorrenza si acquista un biglietto e che legittimamente ci si aspetta di trovare in ottime condizioni. Tali iniziative rischiano di arrecare irreparabili danni di immagine e di arrestare il processo di diffusione di un turismo alternativo a quello balneare, ecosostenibile ed interessato ai vostri territori.
 
Rivolgiamo un accorato appello alla vostra amministrazione invitandovi a guardare alle best practices messe in atto da distretti escursionistici di più antica fama, come quelli alpini o, per restare in ambiti a noi più vicini, agli esempi di Amalfi che, grazie all’incremento del turismo escursionistico ha destagionalizzato i flussi turistici o al comune di Agerola che, avendo promosso nel corso degli anni il proprio patrimonio sentieristico, ha avuto un vero e proprio boom, con operatori escursionistici nazionali ed internazionali che fanno base ad Agerola e con evidenti ricadute sull’economia cittadina.
 
L’escursionista non di balzelli e gabellieri all’imbocco dei sentieri ha bisogno ma:
• di una rete escursionistica manutenuta e ben segnalata
• di servizi di trasporto efficienti: navette e trasporto bagagli
• di operatori dell’accoglienza (alberghi, pensioni, b&b, ristoranti, trattorie…) tarati sulle loro esigenze.
• di appropriati servizi di prevenzione incendi
• di adeguate strutture di soccorso (Soccorso Alpino in primis).
 
Il Club Alpino Italiano sarà sempre vicino a quelle amministrazioni che hanno intenzione di valorizzare e tutelare le bellezze naturali. La libertà e la gratuità d’accesso alla montagna sono valori primari del Cai, come sottolineato dal nostro bidecalogo.
 
A testimonianza della vicinanza e attenzione della nostra antica associazione all’amministrazione comunale da lei presieduta, come specificato in altra missiva, abbiamo intenzione di donare al vostra comune le frecce segnaletiche dei sentieri dell’Alta Via dei Monti Lattari-Sentiero Italia ricadenti nel vostro territorio. Siamo anche disponibili nel supportare gratuitamente chi materialmente procederà alla loro installazione per l’individuazione dei punti di posa.
 
Sicuri che la presente possa avere un positivo riscontro, cogliamo l’occasione per porgervi i nostra sinceri saluti. Siamo altresì disponibili, nell’ottica di un sereno e civile confronto scevro da pregiudizi ideologici, ad approfondire insieme alla vostra Amministrazione qualsiasi tematica inerente la rete sentieristica".

Il sindaco ha dopo questo comunicato inviato una smentita: https://m.facebook.com/groups/44711239647?view=permalink&id=10158239372034648 . Il testo del sindaco non ha soddisfatto però la sezione Cai, scrive il presidente Pio Gaeta: "Per correttezza e completezza di informazione condivido il comunicato del Sindaco di Massalubrense. Purtroppo la smentita conferma l'idea, non ancora concretizzatasi in realtà, di far pagare un ticket per l'accesso ai sentieri ai non residenti, ovvero alla stragrande maggioranza degli escursionisti che frequentano i sentieri lubrensi. Mi auguro di avere la possibilità di far capire che, valorizzando le bellezze naturali, ci sarebbero ritorni economici e di immagine assai superiori ad un balzello inutile".

 Red

 

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