Sentieri Cai per rinascere dopo il terremoto

A Foligno due nuovi percorsi (da Rasiglia a Casette di Cupigliolo, 8 km, e da Volperino a Popola, 5 Km) stanno riportando i turisti nei borghi abbandonati. A realizzarli la Pro Loco di Volperino e il CAI Foligno.

9 aprile 2019 - Due nuovi sentieri Cai sono stati inaugurati la scorsa estate a Foligno per aiutare la crescita turistica e la rinascita delle piccole frazioni semi-abbandonate del territorio. I due sentieri hanno riportato in queste terre ogni weekend almeno un gruppo di dieci persone, ma nelle ultime settimane alla Pro Loco di Volperino (frazione di Foligno) parlano di un ulteriore incremento.

I sentieri del riscatto sono il Cai 374 B e il Cai 381 B. Il primo porta da Rasiglia a Casette di Cupigliolo (8 km). Il secondo da Volperino a Popola (5 Km). Si tratta proprio di piccole frazioni di questo territorio, che i sentieri hanno lo scopo di valorizzare. Il primo dei due sentieri si congiunge poi ad un altro preesistente che conduce a Colfiorito.
Le due vie sono state riscoperte grazie alla collaborazione di Luisito Sdei della Pro Loco di Volperino e il Cai di Foligno.

Il Club alpino ha aiutato ad individuare i sentieri, a ripulirli e a “tabellarli”, come spiega il neo-presidente del Cai di Foligno, Sandro Mazzei, che l'anno scorso durante i lavori era segretario della sezione. L'associazione ha anche aiutato a redigere il progetto per la riqualificazione di questi sentieri presentato in Regione. Sandro Mazzei spiega: “Stiamo valorizzando una parte di territorio che si sta ripopolando, soprattutto d'estate, quando tornano i vecchi cittadini che ormai vivono a Roma. La riscoperta di questi sentieri e della bellezza del territorio aiutano a riportare qui la gente, in luoghi spopolatisi dopo il terremoto del '97”.

Luisito Sdei ci racconta di una lotta continua per tenere in vita questi sentieri e quindi questi paesini: “Per il territorio è un segnale di presenza importante. Questi sentieri sono costituiti da una rete fatta di alberi e muretti a secco. Bisogna dunque intervenire sempre, perché basta un mese alla natura per invadere queste strade. Una battaglia continua, ma ci siamo impegnati a farlo e continueremo, visti anche i risultati importanti che stiamo ottenendo”.

Il paesaggio è quello di un bosco misto, fatto soprattutto di querce e faggi. Un tempo era un paesaggio agricolo, ma ormai con l'abbandono dei luoghi, iniziato negli anni '50 e continuato soprattutto dopo i terremoti, è diventato prevalentemente boscoso. Alle bellezze naturali si sommano poi quelle dei bellissimi piccoli borghi raggiungibili con i sentieri. All'interno di Rasiglia per esempio nasce un fiume. E l'intero paese è un susseguirsi di cascate e torrenti che percorrono e si intrecciano con il tessuto urbano del borgo.

Valerio Castrignano

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