Soccorso Alpino Merano, in un anno salve 144 vite

Sono state presentate le cifre dell'attività svolta sul territorio dagli oltre 50 volontari impegnati

Un automezzo del Soccorso alpino di Merano

Il soccorso alpino di Merano ha tenuto l'altra sera, nella sede della protezione civile in via Roma, la sua assemblea annuale nel corso della quale sono state presentate le cifre dell'attività svolta e fatto un bilancio (ancora una volta positivo) dell'impegno svolto dagli oltre 50 volontari che operano sul territorio.

Un territorio vasto che si estende su 14 comuni del Burgraviato. Presenti diverse autorità sia civili che militari, è stato il capo del soccorso alpino Franz Haller a ricordare come, nel corso del 2013, sono stati portati a termine 153 interventi con altrettanti soccorsi che hanno richiesto grande impegno degli operatori che hanno confermato la loro professionalità frutto di un costante aggiornamento oltre che di allenamento.

Nove, purtroppo, le persone decedute, 4 prelevate in pericolo di vita, 25 quelle in gravi condizioni, 102 con ferite tutto sommato leggere e 23 gli illesi che sono stati comunque liberati da posizioni quantomeno scomode. Sono stati 78 (pari al 55 per cento) gli uomini che hanno avuto bisogno del soccorso alpino Merano (Avs e Cai operano di comune accordo), 65 le donne pari al 45 per cento.

Divisi per nazionalità, i soccorsi hanno riguardato per il 40 per cento cittadini di lingua italiana, per il 53 per cento germanici, il 2 per cento austriaci, il 4 per cento svizzeri e l'un per cento belgi. Nel corso dell'assemblea dell'altra sera - dopo aver ricordato gli interventi più impegnativi che si sono registrati nel corso dell'anno - è stato consegnato un diploma di merito a Peter Gamper per i suoi 25 anni di attività nel soccorso alpino Merano.

L'assemblea è servita anche alla dirigenza dell'associazione per ringraziare tutti coloro che hanno operato, con spirito di abnegazione e di altruismo, al soccorso alpino che è stato impegnato anche nel servizio piste in particolare nella zona di Merano 2000.

Fonte: Alto Adige

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