“Stambecco Orobie”: conoscere l'attuale distribuzione della specie grazie alla citizen science

Concluso il primo livello dell'elaborazione dei dati raccolti con la georeferenziazione delle 2530 foto inviate dagli escursionisti in tre anni. Le foto supporteranno anche il monitoraggio sanitario della popolazione.

Foto Diego Maffina

17 settembre 2020 - “In queste settimane si è concluso il primo livello di elaborazione di tutti i dati ottenuti con la georeferenziazione delle 2530 immagini raccolte in tre anni grazie al progetto Stambecco Orobie. Immagini che sono state messe in relazione con la rete sentieristica del Cai e con le aree di espansione delle colonie lombarde identificate dallo studio preliminare (1989) e nell’ultimo censimento (2008). In questo modo possiamo ottenere l’attuale distribuzione della specie all’interno del territorio delle Alpi Orobie. Inoltre le foto si sono rilevate anche di supporto al monitoraggio sanitario della popolazione, descrivendo in particolare la presenza in alcuni soggetti di singolari fratture alle corna”.

Il referente scientifico Luca Pelliccioli riassume così lo stato di avanzamento del progetto di citizen science  condotto dal Comitato scientifico centrale del Cai e dalla Sezione di Bergamo in occasione dei 30 anni dalla prima operazione di reintroduzione dello stambecco delle Alpi Orobie, con il supporto di partner tecnici e amministrativi. Un'iniziativa che, oltre alle finalità scientifiche, aveva lo scopo di educare i cittadini alla conoscenza della fauna selvatica del territorio alpino, nello specifico dello stambecco.  Le foto su cui si basa lo studio sono infatti state inviate dai singoli escursionisti dal 2017 al 2019.

Pelliccioli è convinto che Stambecco Orobie sia un'iniziativa che conferma l'importanza dei progetti di citizen science: “stiamo parlando uno strumento complementare per raccogliere dati scientifici, che viene utilizzato sempre di più dalla comunità scientifica. Credo che siamo davanti a una nuova opportunità per il futuro della scienza, soprattutto nelle aree protette, dove questi progetti, associati al turismo fotografico e all'escursionismo, permettono di supportare le azioni di monitoraggio della fauna e flora. I soci Cai possono fornire un importante e strategico contributo a queste iniziative grazie alla loro capillare presenza e conoscenza del territorio.

A questo link la mappa dei soggetti georeferenziati grazie alla collaborazione con Globo maps.

Red

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