Lessinia, vince l’Islanda

Successo del cinema islandese al Film festival della. Il massimo riconoscimento è andato a un lungometraggio del regista Rúnar Rúnarsson. Lessinia d’argento alla Cina.

Kjartan Sveinsson con la Lessinia d'Oro

29 agosto 2016. Si è conclusa la ventiduesima edizione del Film Festival della Lessinia, che quest’anno ha visto la partecipazione di ventitré film in concorso. La giuria internazionale, composta da Marianne Chaud, Margherita Detomas, Lisa Eder-Held, Sebastian Michael e Riccardo Vaccaro, ha assegnato la Lessinia d’oro alla miglior opera cinematografica in assoluto al lungometraggio “Þrestir/Passeri” (99’, Croazia, Danimarca, Islanda 2015) dell’islandese Rúnar Rúnarsson.
Questa la motivazione: “Un film potente, Þrestir racconta in modo magistrale una storia ambientata in luoghi desolati dell’Islanda, dove avvenimenti sempre imprevedibili travolgono lo spettatore con immagini di situazioni difficili nelle quali il giovane protagonista del film è costretto a vivere. Nulla è lasciato al caso; tempi, soluzioni registiche, sceneggiatura e fotografia si fondono creando un’opera vigorosa e originale”.
A ricevere il premio è salito sul palcoscenico del Teatro Vittoria il compositore della colonna sonora: Kjartan Sveinsson, ex membro del noto gruppo musicale Sigur Rós.

La Lessinia d'argento, attribuita all’opera con la miglior regia, è stata assegnata a “Tharlo” (123’, Cina 2015), lungometraggio in bianco e nero del tibetano Pema Tseden.
La giuria internazionale ha inoltre assegnato il Premio per il miglior documentario a “Fragments du paradis/Frammenti di paradiso” (85’, Svizzera 2015) di Stéphane Goël, mentre “Rauf” (94’, Turchia 2016), di Soner Caner e Bariş Kaya, ha vinto il Premio per il miglior film a soggetto: la storia di un ragazzino costretto a crescere in fretta in un villaggio curdo della Turchia. Il film si è aggiudicato anche l’ambito premio del pubblico Cantine Bertani.

Come miglior cortometraggio è stato premiato “Esel/Asino” (24’, Austria 2015) di Rafael Haider, il Premio della giuria è andato a “Çevirmen/L'interprete” (22’, Regno Unito 2015) di Emre Kayış, mentre il film di animazione “Ailleurs/Altrove” (6’, Francia 2016) di Mélody Boulissière ha ottenuto una menzione speciale.

Il Premio del Curatorium Cimbricum Veronense alla memoria di Piero Piazzola e Mario Pigozzi al miglior film di un regista giovane è andato al bulgaro Alberto Iordanov per il suo “Bandit and the Ram/Il bandito e il montone” (25’, Bulgaria 2014). La stessa giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a Carlo Malacchini per “La stazione di posta” (16’, Italia 2016), ambientato in Lessinia.

Il Premio speciale della Cassa Rurale Bassa Vallagarina al miglior film sulle Alpi è stato assegnato a “Café Waldluft” (79’, Germania 2015) del regista Matthias Kossmehl, mentre il riconoscimento Log To Green al film che meglio esprime e promuove i valori dell’eco-sostenibilità è stato assegnato ex aequo a due film: “Arreo” (90’, Argentina 2015) di Tato Moreno, e “Sila and the Gatekeepers of the Arctic/Sila e i custodi dell'Artico” (70’, Usa 2015) della svizzera Corina Gamma.

Uno dei premi più attesi, quello della Giuria del carcere di Verona, è andato al lungometraggio di Mano Khalil “Die Schwalbe/La rondine” (102’, Svizzera 2016), una storia che racconta l’odierno Kurdistan iracheno. La Giuria dei bambini ha premiato l'animazione “Moroshka/Lampone artico” (8’, Russia 2015) di Polina Minchenok.

Un ampio servizio sul festival sarà ospitato sul numero di ottobre di Montagne 360.

Natalino Russo

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