TransLagorai tra modifiche e rinvii responsabili

Viaggio nelle correzioni al Protocollo d’Intesa e dell’Accordo di programma sul percorso futuro, inviate agli enti pubblici coinvolti. I disastrosi effetti del maltempo, dice la SAT, meritano una priorità di attenzione e di risorse economiche

La conferenza stampa di Trento sul progetto

29 novembre 2018 - La TransLagorai può attendere. E’ in estrema sintesi la conclusione di un confronto complesso, articolato e responsabile cui è giunta la SAT sulla materia che sta a cuore alle istituzioni e alle associazioni che fanno della valorizzazione del territorio alpino la loro priorità. Ad assumere questa posizione di attesa del Consiglio della Sat è il senso di responsabilità usato come punto cardinale indispensabile da seguire nella summa dei danni patiti dalla montagna per effetto della recente ondata di maltempo. Va tuttavia reso conto del lavoro svolto sul percorso che si vuole realizzare.

Seguendo un iter istituzionale corretto, il progetto TransLagorai prosegue il suo cammino. Come si sa, è dai primi mesi del 2016 che, su richiesta dell’Assessorato Infrastrutture e Ambiente della Regione Trentino Alto Adige, la SAT porta avanti lo studio di fattibilità di un progetto di valorizzazione territoriale chiamato appunto TransLagorai.

Il Protocollo d’Intesa che ha rappresentato il punto d’avvio progettuale del percorso è stato avviato nell’ottobre 2017 e solo sei mesi più tardi, alla scadenza in carica dei vertici di ruolo, la stesura dell’ipotesi progettuale è stata inviata agli uffici provinciali di competenza territoriale, ideale atto di concepimento della proposta stessa da parte della Provincia Autonoma di Trento, della Magnifica Comunità di Fiemme, dei Comuni di Scurelle, Canal San Bovo, Ziano di Fiemme e Telve, del Parco Naturale di Paneveggio sotto le Pale di San Martino.

È stato quindi avviato un percorso di approfondimento interno da parte dei neo eletti organismi della Sat per conoscere e approfondire la materia.

Rispettando le regole procedurali è stato dunque possibile correggere il documento, in particolare alla voce dei punti tappa, soltanto dopo aver dato vita ad approfondimenti di carattere tecnico con gli organi collegiali e tecnico-consultivi del Sodalizio.

Il capitolo sulle Conclusioni relative al progetto riporta ai compiti della SAT nel fornire un contributo concreto per la valorizzazione della TransLagorai, anche in termini di correttivi e di azioni di tutela.

Uno dei punti focali presi in esame riguarda una sfumatura importante tra “il potenziamento di alcuni punti di appoggio che riutilizzino le strutture esistenti” di cui fa accenno il Protocollo d’Intesa che, nel secondo documento, cioè l’Accordo di programma, era invece stato definito come “allestimento di strutture ricettive in quota, per lo più gestite”.

Motivo del contendere l’indirizzo progettuale dei lavori di ristrutturazione presso la Malga Lagorai, inizialmente indicati come realizzazione di un piccolo rifugio alpino, o di un agriturismo, che consenta pure un pernottamento, il quale nel secondo documento si trasforma in una vera e propria attività di ristorazione realizzata ex novo, con annessa terrazza esterna da costruire.

Il tema è stato messo all’attenzione della Magnifica Comunità di Fiemme quale Ente proprietario della Malga e degli enti sottoscrittori dell’ipotesi progettuale (mentre la SAT è sostanzialmente un ente sostenitore). E’ stata così proposta una revisione delle modalità di destinazione e di utilizzo della malga stessa, con la realizzazione di un bivacco attrezzato, custodito, dotato di cucina e di servizi, in alternativa alla attività di ristorazione.

Ciò comporterebbe una valorizzazione del sito, in una logica di ospitalità fortemente integrata, connessa all’attività della malga e alla gestione zootecnica dell’alpeggio, garantendone tuttavia una continuità e un supporto nel pieno riconoscimento del valore culturale, tradizionale, paesaggistico e ambientale della malga.

Sarebbe questa la risposta concreta ai dubbi e alle polemiche sorte sui sospetti di una “deriva commerciale” non solo della malga ma dell’intero contesto ambientale che si sviluppa attorno alla malga stessa.

Va detto che la Magnifica Comunità di Fiemme è proprietaria millenaria della malga e del territorio che la circonda e che i suoi amministratori hanno sempre dimostrato senso di responsabilità nel preservarla e nel valorizzarne gli aspetti storici, culturali, naturalistici.

A muovere il Consiglio verso il suggerimento di queste modifiche è stata la volontà di rendere sempre più armonico e coerente lo sviluppo riducendo al minimo gli impatti delle azioni adottate.
Si potrebbe obiettare che la tipologia della struttura individuata come punto d’appoggio non è stata oggetto di un’analisi di previsione circa la sua sostenibilità economica, ma il Consiglio ribadisce che è l’esperienza a portare a pensare che un’eventuale insostenibilità aprirebbe la strada a deroghe urbanistiche sull’aumento ricettivo e volumetrico con effetti incontrollabili sull’ambiente del Lagorai.

La SAT quindi sente su di sé il peso della responsabilità morale della conservazione del territorio: la tutela del sistema degli alpeggi passa dalla difesa delle attività zootecniche e da un sobrio sistema di ospitalità.

Un altro rilievo critico mosso da SAT al documento riguarda l’aspetto delle telecomunicazioni. SAT ritiene che l’argomento sia stato trattato in modo vago e che in concreto, non debbano essere installati tralicci e ripetitori del segnale lungo il tracciato della TransLagorai, visto che a oggi sono garantite le chiamate di emergenza.

Questo in estrema sintesi il complesso delle osservazioni che SAT ha fatto presente a tutti i soggetti che hanno sottoscritto l’accordo di programma, mentre una serie di considerazioni che entrano nello specifico dei temi sono state inviate in una comunicazione separata e riservata all’Assessorato all’Ambiente, al Servizio di Sviluppo Sostenibile e delle Aree Protette.

In particolare la specifica inviata agli uffici provinciali riguarda la rete sentieristica, poiché sarà la SAT, mediante convenzione, a progettare, a realizzare tutto ciò che attiene alla sistemazione e all’adeguamento di tutta la rete sentieri della TransLagorai”.

In realtà dovevano già essere avviati alcuni interventi per sistemare i sentieri, ma l’alluvione di fine ottobre ha di fatto stravolto ogni previsione operativa. Si parla di innumerevoli piante cadute, di grovigli quai inestricabili che i sono venuti a formare, di erosioni, di frane, di ponti e guadi asportati, la cui stima è tuttavia impossibile da quantificare almeno fino a una completa ispezione dei luoghi, resa difficile dall’inverno che sta sopraggiungendo e dall’irraggiungibilità di molti tratti. Una situazione che viene definita tragica, non senza riflessi comprensibili sui comparti economici e non solo idrogeologici.

Ad oggi dunque anche dal punto di vista economico, sebbene sia stata approvata la disponibilità di contributi dal bilancio provinciale 2018, la SAT ritiene sia imprescindibile fare una considerazione circa le priorità.

I danni patiti dall’intera rete sentieristica, si parla di oltre 5500 km gestiti dalla SAT, non sono ancora quantificabili ma possono essere definiti enormi.

Solo dopo aver messo in sicurezza e ripristinato i sentieri danneggiati e molto più frequentati, solo allora si potrà completare la definizione anche economica dei sentieri di pertinenza della TransLagorai.

Riflessioni unanimemente condivise e fatte proprie dal Consiglio SAT che, in materia di TransLagorai, si è comunque espressa confermando la propria disponibilità a collaborare per la sua attuazione, aggiornando tuttavia il progetto al post alluvione e nel rispetto delle priorità evidenziate.

Diego Costa

 

 

Segnala questo articolo su:


Torna indietro