Un trekking per riscoprire la via Micaelica

A fine settembre un gruppo di soci Cai ha camminato lungo il percorso che collega Benevento a Monte Sant'Angelo in Gargano, parte di un pellegrinaggio molto importante nel Medioevo

3 dicembre 2019 - La Via Micaelica è un grande itinerario storico che nel Medioevo portò i pellegrini ad attraversare l’intera Europa da Mont Saint Michel a Monte Sant’Angelo in Gargano. Al centro di questo Cammino lungo 2000 chilometri è posta la Sacra di San Michele, imponente monastero in Val di Susa, costruito nell’anno mille esattamente. La Sacra è stata oggetto di studi che hanno coinvolto anche alcuni soci delle Sezioni Cai del sud, in particolare Enzo Di Gironimo, Napoli, già Presidente del Comitato Scientifico, Vilma Tarantino, Benevento, attuale Presidente del Comitato Scientifico e Michele Del Giudice, che nel 2013 effettuò in solitaria l’intero percorso. L’impegno di questi nostri soci non si è però limitato allo studio. Aiutati dalle rispettive sezioni, da un decennio si impegnano nella segnaletica e nella valorizzazione di questo cammino, prolungandolo a sud fino a Santa Maria di Leuca, da cui i pellegrini si imbarcavano per la Grecia e da lì per raggiungere Gerusalemme. Da dieci anni questi studiosi del Cai organizzano il trekking lungo il Cammino. In occasione del decennale, quest'anno l'evento si è tenuto nell’ultima decade di settembre, per arrivare alla meta il 29 dello stesso mese, quando si celebra la festa del Santo.
Accolti da Enzo, Vilma e numerosi soci della Sezione di Benevento, il pomeriggio del 20 settembre è iniziata una meravigliosa avventura per conoscere luoghi bellissimi, persone accoglienti e camminare attraverso la storia. I partecipanti hanno avuto l'occasione di fraternizzare con compagni di viaggio provenienti da tutta Italia, alcuni presenti per l’intero percorso, alcuni solo per pochi giorni. Il gruppo però è sempre stato numeroso e coeso, non c'erano mai meno di 35-40 persone. A guidarli  Vilma, Michelina, Emilio, Antonio e Umberto, che come premurosi pastori hanno provveduto a tenere il gruppo compatto, soccorrendo le pecorelle smarrite. Preziosa è stata Raissa, nipote di Vilma, che, alla guida del grande pulmino, non solo ha trasportato i bagagli ma ha portato generi di conforto, raggiungendo gli escursionisti nei posti più reconditi, rinfrancandoli sempre con il suo fresco e grazioso sorriso.  
Tutto è iniziato con la visita dei sotterranei del Duomo medioevale di Benevento, ricostruito dopo la devastazione della Seconda guerra mondiale e caratterizzato da un’incredibile stratificazione di storia (dal villaggio fenicio, al mercato romano, alla basilica paleocristiana). Poi salutato dall’amministrazione comunale e benedetto dal Vescovo, il gruppo è partito accompagnato da una folta delegazione della locale sezione Cai. La prima meta è Pietrelcina, una deviazione rispetto alla via Traiana, che sarà seguita nei giorni successivi. Pietrelcina è stata scelta per celebrare Padre Pio, la cui grande popolarità varca ampiamente i confini di Campania e Puglia, come testimonia la folla di turisti e fedeli che si sono accalcati lungo le ripide stradine del suo bel borgo natio.
Con la seconda tappa si ritorna sulla via Traiana, seguita per i successivi tre giorni, addentrandosi nel paesaggio appenninico dell’Irpinia, dove ai campi coltivati (frumento e spettacolari distese di girasoli) si alternano ampi pascoli e boschi. Lungo la strada si incontra il ponte del Diavolo, cinque possenti arcate in pietra, sulle quali resiste alle ingiurie del tempo. Poi gli antichi resti di Aequum Tuticum (Ariano Irpino) e la Taverna delle Tre Fontane, testimonianza di una stazione di posta di quella che fu l’ultima grande opera viaria romana. I rilievi, dai profili molto dolci, sono sempre più segnati da lunghe file di pale eoliche, il cui impatto visivo non necessariamente è negativo: si possono immaginare come moderni mulini a vento. Ad ogni borgo il cammino è piacevolmente interrotto da incontri con associazioni e amministrazioni locali, che festeggiano l'arrivo del gruppo con saluti ufficiali e momenti di folclore, conclusi sempre da lauti banchetti.
Nella parte finale della IV tappa si è valicata la dosale appenninica affacciandoci sull’immensa distesa del Tavoliere delle Puglie. Un susseguirsi di larghe colline, quasi prive di vegetazione arborea, interamente coltivate a frumento. Sulla più vicina spicca la città di Troia, nostra meta giornaliera. Qui le distanze ingannano, si è dovuto camminare più di due ore prima di raggiungere l’ospitale, dove sorridente Michele Del Giudice aspettava gli escursionisti al suono di festose campane. Spettacolare il rosone che caratterizza la ricchissima facciata dell’imperdibile Cattedrale in autentico stile romanico pugliese. Per altri tre giorni si è camminato sul Tavoliere, in un paesaggio sempre più piatto in cui estesi uliveti e vigneti subentrano ai campi di frumento, alternandosi a grandi coltivazioni di pomodori. Nella calura ancora estiva squadre di braccianti neri o dell’est, piegati in due da mattino a sera, raccolgono tonnellate di pomodori che finiranno per poco prezzo sulle nostre tavole insieme ai tanti altri ortaggi. Una Terra ricca di storia, dove si può ammirare la bellezza di Lucera e conoscerne la straordinaria storia di Città Imperiale, scelta come sede dall’Imperatore Federico II di Svevia. Sovrano di grande cultura e invidiabile apertura mentale, che seppe integrare perfettamente in questa sua capitale i saraceni, prima briganti poi fedeli soldati della sua guardia del corpo.
Raggiunto l’accogliente monastero di Stignano tra i fitti boschi alle pendici del Gargano, si lascia il Tavoliere per salire sui rilievi che regalano i profumi ed i panorami dell’Adriatico. Così si giunge a San Giovanni Rotondo, in un tripudio di immagini e statue di ogni dimensione di Padre Pio. Dopo poche ore di riposo il gruppo è ripartito a tarda sera verso la meta finale, Monte Sant’Angelo, dove arriverà all’alba stravolto e felice. L'orario è stato scelto per poter precedere nella visita alla suggestiva Grotta di San Michele, la folla di fedeli in arrivo per la festa del Santo.
Non restano che gli abbracci e gli arrivederci ai tanti nuovi amici. Non si può non citare Flavio che, amorevolmente accompagnato dal papà Roberto, ha saputo sormontare i suoi limiti riscuotendo l’affetto e l’ammirazione di tutti noi, ed il mitico Carlo, leader indiscusso del gruppo di Desenzano del Garda, il più numeroso, che con le sue citazioni ha regalato momenti di saggezza e ha inebriato con i suoi infiniti brindisi celebrativi di luoghi, eventi e persone.
Enrico Bruschi Sez. Casale Monferrato
Carlo Bonisoli Sez. Desenzano del Garda

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