Una giornata a Castelluccio in tempo di fioritura

25.000 veicoli sulla Piana in un solo giorno (domenica 5 luglio). Questo l'aspetto inquietante di una giornata che, dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, sarebbe stata eccezionale. Il racconto di un operatore Tam del Cai Lazio.

Foto Emanuele Valeri

13 luglio 2020 - Trascorsi ormai un paio d’anni dall’ultima volta in cui, armati di fotocamere, ci eravamo recati assieme sulla Piana di Castelluccio di Norcia per immortalare lo spettacolo floreale della Fiorita sui campi coltivati a lenticchie nel famoso altopiano carsico, pochi giorni fa ed in maniera completamente fortuita mi capita di risentire l’amico fotografo Emanuele Valeri di Neve Appennino e decidiamo di ripetere a breve quella bella esperienza passata.

Fatto sta che decidiamo di tornare a Castelluccio domenica 5 Luglio, più per la casualità di riuscire a trovare un giorno adatto per entrambi che non per la consapevolezza di recarsi sul posto in coincidenza di una delle fioriture più belle ed appariscenti degli ultimi anni.

Che ci fosse qualcosa di insolito in quella giornata, lo avevamo intuito quando, abbandonata la SS4 Salaria e salendo lungo gli stretti tornanti che da Arquata del Tronto (ahimè irriconoscibile per i gravissimi danni apportati dai recenti terremoti ) conducevano al valico di Forca di Presta, si poteva vedere dal basso un lunghissimo serpentone di mezzi meccanici (auto, moto, camper e biciclette) che sembravano esser fermi sulla strada, come se fossero tutti parcheggiati, ma che in realtà progredivano molto lentamente.

Ma la conferma che da lì a poco ci saremmo trovati a vivere una giornata decisamente fuori dell’ordinario si è avuta al momento del transito davanti l’affollatissimo valico, punto di partenza principale per le escursioni sulle principali vette dei Monti Sibillini e porta d'ingresso per la Piana, quando, nostro malgrado, ci siamo resi conto di essere imbottigliati all’interno di un maxi ingorgo, con un traffico impazzito di mezzi a motore di cui faccio sinceramente fatica a ricordarne di analoghi.

Confesso che in quel momento sono stato colpito emotivamente da due stati d’animo ben distinti e contrastanti: da un lato la sorpresa di un evento completamente inaspettato, via via sempre più frustrante, che a malapena riusciva ad essere confortato dalla vista di quei meravigliosi paesaggi naturali meravigliosi che mi circondavano.
Dall'altro la riflessione sulle motivazioni che avevano spinto un così gran numero di persone ad mettersi in viaggio e a darsi appuntamento in quel luogo montano, sicuramente ricco di fascino, ma anche complicato da raggiungere e poi non così di moda come tantissime altre località di villeggiatura.

Allo stupore ed alla meraviglia provocata dalla maestosità delle cime e delle Terre Alte che comunque ben conoscevo, si è poi accompagnato un senso di ansia e di stress provocato dal traffico imprevisto, con la progressione a passo d’uomo che ci ha fatto impiegare quasi un’ora per percorrere i circa 5 km che ci separavano dal borgo di Castelluccio di Norcia (avremmo impiegato meno andando a piedi, purtroppo però avevamo l’auto con noi e non era possibile abbandonarla sul posto).

Si è trattato di un tempo quasi dilatato, facendo continuamente attenzione a non incrociarsi (ed incastrarsi ) con le auto provenienti dal senso opposto, compito reso più complicato dalle auto parcheggiate, spesso in maniera poco consona, ai bordi della strada, e controllando continuamente gli specchietti retrovisori per tenere sotto controllo i motociclisti e i bikers che sbucavano da ogni dove.

Eppure il giorno precedente mi ero anche informato in merito alle comunicazioni sulla viabilità ed avevo appreso con interesse che il comune di Norcia aveva allestito ben tre aree attrezzate sulla Piana per accogliere al meglio (e comunque a pagamento) le auto dei visitatori.

Ciononostante, con sommo rammarico, ho dovuto prendere atto che in questa occasione l’impegno degli Amministratori Locali non è riuscito a fornire i frutti sperati e la massa enorme di oltre 25.000 veicoli (come poi appreso in serata dalle fonti di informazione) provenienti dalle tre distinte direzioni di provenienza sulla Piana ha determinato un congestionamento di acciaio, lamiere e gomma che è stato l’aspetto più negativo ed inquietante di una giornata che altrimenti, dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, sarebbe stata eccezionale.

Probabilmente l’impiego di Vigili e Assistenti del Traffico è stato insufficiente in termini numerici, ma nonostante il largo utilizzo di multe e contravvenzioni comminate alle auto parcheggiate fuori dagli spazi consentiti, non si è riusciti a mettere un po' di ordine a quell’impeto di allegra anarchia e di caos che si respirava in giro, tra la gente, sulle strade e sui sentieri ed originata molto probabilmente dai lunghi mesi di fermo nelle case per l’emergenza sanitaria ...

Anche dal punto di vista del rispetto del distanziamento sociale posso dire che si avvertiva indubbiamente tra i presenti un diffuso e condiviso calo dell’attenzione verso quelle precauzioni che andrebbero comunque mantenute in questo periodo, ma ciononostante in quella lunga giornata non ho mai avvertito quello strano senso di timore verso il prossimo che purtroppo persiste ancora mentre ci si trova in città.... Forse si tratta di un ennesimo miracolo degli ambienti naturali.

In sintesi, mi sento di poter affermare che una delle mie maggiori preoccupazioni in quella giornata (forse deformazione per il ruolo di Operatore di Tutela di Ambiente Montano che ricopro) è stata cercare di valutare l’impatto che un così gran numero di persone e di veicoli potessero apportare ad un ambiente sicuramente esteso, ma comunque fragile e particolare, com’è l’altopiano carsico di Castelluccio, ma d’altronde ho anche avvertito in maniera inequivocabile l’apporto del benessere psicofisico e le capacità rilassanti che un ambiente naturale di pregio come quello riusciva a trasmettere non solo a me, ma anche a quella moltitudine di persone accumunate dagli stessi bisogni di Naturalità e di bellezza.”

Alessandro Ferrante
ORTAM Lazio

Segnala questo articolo su:


Torna indietro