Una giornata particolare sull’Ortobene. Studenti, insegnanti col CAI Nuoro per “Educazione alla salute”

750 ragazzi di trenta classi del liceo e quattro delle medie in cammino per comprendere quanto sia importante il camminare per una buona salute.

La folla di ragazzi

16 maggio 2017 - Non riesce a contenerli lo spazio della periferia della Città. Oltre 750 ragazzi, ragazze, insegnanti tra i due simboli della cultura di Sardegna, Grazia Deledda nella sua chiesa della Solitudine, Maria Lai nell’angolo dei suoi fili intrecciati di graniti. Tema della giornata: Educazione alla salute. Niente di teorico o di scolastico.

Fatica e sudore lungo i tornanti del sentiero 101, verso la statua del redentore, in cima al Monte. Promossa dal CAI Nuoro, con l’adesione del liceo classico “Giorgio Asproni” e la scuola media numero tre, la partecipazione del centro diabetologico della azienda sanitaria nuorese. Il responsabile della struttura il dottor Alfonso Gigante: ”per noi è un appuntamento importante, non solo simbolico. Immettiamo, soprattutto nei ragazzi, nel concreto, l’idea che bisogna giocare d’anticipo. Non aspettiamolo il diabete. Sconfiggiamolo prima. Un dato: si stima che nella provincia di Nuoro le persone affette da diabete siano circa novemila”.

Vengono nella struttura sanitaria, la cosa più importante che prescrivete? “Stile di vita sano, dieta ed esercizio fisico. E c’è più consapevolezza. Otto ore seduti è già sedentarietà, anticamera del diabete giovanile, obesità e problemi cardiaci. Allora andiamo, camminare e non solo oggi”. Inizia l’ascesa il dottor Gigante, col suo motto scolpito nelle spalle: run to change diabetes (correre per respingere il diabete).

Ad affiancare le trenta classi del liceo e le quattro delle medie, responsabili di Forestas e del soccorso alpino. Coordinamento e direzione sul sentiero 101 affidato ai titolati CAI con i presidenti Giacomo Attardi, regionale, e Giancarlo Paba presidente del sodalizio nuorese. Primi tornanti sui graniti, verso Su Murrone. La fila si allunga. Sui ragazzi i profumi di una primavera avara, polverosa, stanca. Piega i tentativi di una fioritura tarda sulla macchia sparsa, lungo la carrareccia che ha visto passare i carri con il bronzo di Ierace. Curiosità e vocio composto, rispettoso di quella natura aspra.

Giovanna Monni e Caterina Sechi guidano classi della scuola media. “Li abbiamo preparati. Da questa età, 13, 14 anni, proviamo nelle nostre aule a parlare di stile di alimentazione e di correttezza nei comportamenti personali. provochiamo interesse e attenzione. Oggi sono venuti con l’entusiasmo che tutti possiamo vedere”.  Gli insegnanti Sandra Lai e Francesco Frogheri:  “La scuola cambia pelle. La natura col suo carico di suggestioni è parte integrante dei nostri programmi. Non toccata e fuga ma studio del territorio, consapevolezza di dove mettono i piedi ogni giorno, studio della loro storia con l’archeologia”. 

La salita si fa più dura. Si aprono orizzonti da Sa’e sos frores. La città è ai piedi, lo skyline è chiuso dalla stata del Redentore che svetta lassù. Fanno domande i ragazzi. Chiedono di quelle schegge di pietra verso Mamudine, le aree delle cave che hanno dato la materia prima per la costruzione di antichi quartieri, di chiese e piazze nella Nuoro tra ottocento e novecento. Fa fatica il sole di quest’estate prematura ad entrare tra i rami della fitta trama di lecci. Scarseggia l’acqua nella sorgente di Milianu.

“Anche per l’amministrazione comunale questa è una giornata molto positiva", afferma Giuliano Sanna, assessore all’ambiente. Ma al Monte è ancora tutto da fare? “Partiamo dal suo stato di salute biologico, è ottimo. Il resto va costruito nel piano ZPS (zona a protezione speciale), con il regolamento di fruizione e progetti conseguenti, anche in ambito comunitario. La convenzione con Forestas da una mano formidabile. Direi ad uno di questi ragazzi, il Monte semplicemente frequentalo e rispettalo come un amico”. Ancora  il bosco verso Solotti, con la leggera brezza sul volto dei ragazzi. Gian Luigi  Canu, Ileana Sulas quinto anno del liceo: “esperienza che ci ripaga dalle fatiche, anche quelle scolastiche. Qualche mese ancora e siamo in mare aperto. Università, dove? Ci stiamo pensando. Intanto questa giornata ci da la spinta giusta”. Enrica Puddu, da Galtellì:  “diverso dal nostro Tuttavista. Anche quassù incrocerò il Cristo. Belli i sentieri e la comunità di studenti e docenti”. Così Michela Lunesu da Gavoi e Cinzia Ortu da Orotelli: “osserviamo l’asprezza delle rocce con occhi diversi. Qui la natura è fantastica”.

Ultimi tornanti verso il Redentore. Parole che intrecciano ambiente e spiritualità, Alessandro Cubeddu, di Orgosolo, terza liceo, seminarista. “Sport? Frequentavo il nuoto, quando posso ora, nel seminario, il calcio. Conosco questo monte, è una delle nostre mete nell’intervallo dello studio. Amo il nostro Supramonte, ovvio”. Accarezzano il bianco volto di Luisa Jerace, sopra la poesia di Sebastiano Satta.  “Oggi anch’io ho appreso tanto", dice Antonio Fadda, dirigente scolastico del liceo Asproni. "Non solo vocabolari di greco e latino, una giornata così ci fa crescere tutti. Sarà un appuntamento della programmazione annuale”.

C’è festa dopo la fatica, sotto la statua di bronzo. Con le parole scolpite nella roccia, di Grazia Deledda: ”No, non è che l’Ortobene possa paragonarsi ad altre montagne. E’ solo, è il nostro cuore e la nostra vita. Il suo carattere, tutto ciò che è dolce, duro, aspro e doloroso che è in noi”.

Matteo Marteddu
CAI Nuoro

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