Nasce l'Alta Via Dolomiti Belunesi

Il tracciato, che sarà ultimato per il 2019, partirà da Forno di Zoldo e arriverà a Feltre: tra lunghe distanze, ambienti spettacolari e accoglienza genuina. Collaborano varie Sezioni CAI del bellunese

Le Dolomiti Bellunesi

2 ottobre 2018 - Siamo in provincia di Belluno nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, uno degli ultimi angoli di wilderness delle Dolomiti rimasto tale perchè caratterizzato da valli impervie e poco accessibili che nascondono dei veri tesori naturali.

L’Alta Via Dolomiti Bellunesi, questo il nome di questo tracciato che sta prendendo vita, è pensata per essere percorsa in 7 giornate. Tappe e punti di appoggio sono liberamente programmabili con un unico denominatore comune: grandi dislivelli, lunghe distanze, ambienti spettacolari e sentieri distanti dal turismo di massa.
Una riscoperta di una montagna che è rimasta immutata nel tempo e dove la natura si sta riprendendo spazi abbandonati dall’uomo.

Il percorso parte da Forno di Zoldo, punto più a nord del Parco e attraversa i gruppi del Prampèr - Mezzodì del Talvena e della Schiara. Aggira i selvaggi e quasi impenetrabili Monti del Sole, sale sui Piani Eterni, ci permette di ammirare le imponenti dolomitiche cime del Cimonega e poi, con una lunga traversata lungo le Vette Feltrine ci porta a Feltre, la porta meridionale del Parco. Sono Dolomiti inaspettate per chi è abituato alla loro versione “patinata”.

Rifugi alpini, dove l’atmosfera e il contatto umano valgono più di tanti comfort e tecnologia. Dove non sempre si trova acqua calda, corrente elettrica, menù à la carte o il segnale per il vostro cellulare.
Sicuramente però stringerete dei legami con le persone che incontrerete, camminerete affianco a branchi di camosci, cervi e mufloni. Avrete la possibilità di ammirare più di 1700 specie botaniche tra cui alcune rarità a livello mondiale.

L’Alta Via Dolomiti Bellunesi nasce dall’impulso di un gruppo di ragazzi della Sezione CAI di Feltre, basandosi sulla Transparco, un tracciato delineato da Teddy Soppelsa nel 1994 quando il Parco Nazionale era appena nato.
Attraverso gli strumenti web l’obiettivo del progetto è quello di portare questi luoghi all’attenzione internazionale di persone che desiderano vivere una esperienza autentica di trekking nella natura selvaggia a pochi passi dalle Dolomiti più antropizzate.

La comunicazione viene fatta cercando di promuovere un escursionismo responsabile che vada ad approcciarsi in maniera consapevole all’ambiente.
Il progetto è sviluppato con il contributo del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e in collaborazione con le sezioni CAI di Agordo, Belluno, Longarone, Oderzo e Val di Zoldo e Feltre.

Fondamentale è stato il contributo di tre grandi aziende del mondo outdoor che hanno apprezzato il progetto e deciso di supportarlo: AKU , Ferrino e Karpos.
Oltre al sostegno economico Ferrino fornirà dei kit bivacco (tenda, materassino e sacco piuma) offrendo un supporto diretto a quei rifugi che per l’esiguo numero di posti letto faticano a dare ospitalità a tutti gli escursionisti. AKU e Karpos forniranno inoltre abbigliamento e calzature ai gestori dei rifugi.

L’estate 2018 è stata dedicata alla definizione degli ultimi aspetti logisitici, la tracciatura GPS del percorso, l’apposizione di targhette segnaletiche del percorso, la raccolta di materiale foto e video per la promozione.
Da poco ha aperto i battenti il sito web www.altaviadolomitibellunesi.it e nel corso dei prossimi mesi si arricchirà di approfondimenti e contenuti multimediali.

Sono attivi anche i canali Facebook e Instagram dove potete seguire gli avanzamenti del progetto e scoprire di più sui luoghi dell’Alta Via.
Dalla stagione 2019 l’Alta Via Dolomiti Bellunesi sarà a pieno regime.

Marco Tonet
Responsabile del progetto

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