Una serata con Franco Perlotto al CAI Rubiera

Con 42 vie aperte sulle Alpi, spesso in solitaria, e impegnative salite in tutti gli angoli del mondo, Perlotto è uno dei più grandi alpinisti italiani. L'appuntamento con la Sottosezione del CAI Reggio Emilia è il 21 febbraio.

Franco Perlotto

19 febbraio 2018 - Grazie al Cai ritorna il grande alpinismo a Reggio Emilia: dopo Hervè Barmasse e Manolo, il 21 febbraio sarà ospite della Sottosezione Cai di Rubiera (RE) Franco Perlotto, in una serata organizzata alle 21:00 al Teatro Hesperia, in piazza Gramsci a Rubiera.

Perlotto, vicentino, è uno dei più grandi alpinisti italiani. Le sue salite su roccia, spesso in solitaria, a partire dagli anni ‘70 hanno rappresentato un grande passo in avanti per l’arrampicata. Fautore del free climbing, ha aperto vie non solo di difficoltà estrema, ma anche con una forte carica innovativa, a partire dalle zone da lui scelte, spesso ai confini del mondo. Basti pensare alla prima ascensione solitaria sulla parete più alta d’Europa, il Troll, in Norvegia: un gigantesco muro di granito di 2600 metri di sviluppo. Messner la definì la più grande impresa solitaria di quegli anni. Per non parlare della prima assoluta della parete sinistra del Salto Angel, la cascata più alta del mondo in Venezuela, nel 1983.

È stato il primo italiano ad arrampicare sulle immense pareti di granito della Yosemite Valley, in California, con la prima europea dello strapiombante Tangerine Trip nel 1980 e la prima solitaria della Lurking Fear nel 1986. Sempre negli Usa ha effettuato nel 1982 la prima italiana della spettacolare Torre del Diavolo nel Wyoming. Al sua attivo ha 42 vie aperte sulle Alpi, spesso in solitaria, e impegnative salite in tutti gli angoli del mondo.

Personaggio esuberante ed eclettico, ha raccontato le sue avventure in libri, articoli e conferenze. Ha anche vinto diversi premi letterari, tra cui il premio Giulio Bedeschi. A un certo punto della sua vita, stanco di un certo ambiente alpinistico, si è dedicato con professionalità alla cooperazione internazionale e cooperazione allo sviluppo: ha operato per organismi internazionali in missioni in Palestina, Sri Lanka, Ciad, Bosnia, Ruanda, Sudan, Congo, Afghanistan. Ha vissuto per tre anni in Amazzonia con gli indios Yanomamö e per altri quattro ha coordinato un programma di prevenzione e controllo degli incendi nella foresta amazzonica in collaborazione con l’ambasciata italiana in Brasile. Nel 2009 è stato poi eletto sindaco di Recoaro Terme. Dopo un infarto, per curarsi, ha pensato bene di ritornare in montagna, diventando gestore dello storico rifugio Boccalatte a 2803 m sul Monte Bianco: un vero nido d’aquile sotto grandi pareti. Paolo Rumiz lo ha definito “un gaucho inquieto, disattento al proprio ombelico, che divora orizzonti a morsi”.

Nel 2017 ha raccontato la sua storia in un libro, “Spirito Libero“, che è stata presentata al 65° Trento Film Festival.

Comunicato CAI Reggio Emilia

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