Una serata "Senza confini" per "La montagna a casa"

Ritorna questa sera la rassegna cinematografica del Cai con una pellicola sul Parco nazionale dello Stelvio. Appuntamento alle 21 sul Canale Youtube del Club alpino italiano

3 giugno 2020 -  Ritorna questa sera l'appuntamento con la rassegna "La montagna a casa" che propone la pellicola "Senza confini". La pellicola racconta le vicende legislative che hanno riguardato il Parco nazionale dello Stelvio negli anni dieci. In particolare si concentra sulla legge del 2013 che divideva il parco nazionale in tre aree protette regionali e sulla contrarietà al progetto delle associazioni ambientaliste, tra le quali il Club alpino italiano. Proprio il Cai propose ad Alpinia nel 2014 la presentazione di un documentario che raccontasse l'esigenza di un parco "Senza confini".

La rassegna è organizzata dal Club alpino italiano in collaborazione con Sondrio Festival, Museo nazionale della montagna e Parco Nazionale dello Stelvio. L'appuntamento è alle 21 sul canale Youtube del Cai. Prevista anche una replica domani alle 17,30. Qui il link per partecipare alla serata: https://www.youtube.com/watch?v=LYKAEfDUr-U

La scheda di "Senza Confini"

Regia e fotografia: Giovanni Peretti
Produzione: Alpinia, Bormio
Musiche: Joachim Lehberger
Voci narranti: Fausto Molinari e Emanuela Bachiocchi
Paese: Italia
Anno:2014, rimasterizzazione 2020
Durata: 47 minuti
Con la partecipazione di Marta e Nathan Murphy

Sinossi:

Era il 27 dicembre del 2013, il venerdì tra Natale e Capodanno, quando il governo italiano (presieduto da Enrico Letta) nella Legge n. 147 (Legge di stabilità 2014) decretò, nella pratica, la fine dell’esperienza ‘nazionale’ del Parco dello Stelvio smembrandolo in tre settori regionali: Lombardia, Alto Adige e Trentino. Il tentativo era in atto da tempo e ben 13 importanti Associazioni italiane (CAI Club Alpino Italiano, TCI Touring Club Italiano, CIPRA Italia, ENPA, FAI, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Mountain Wilderness, PAN-EPPAA, SAT, Federazione ProNatura, WWF Italia) avevano dichiaratamente espresso la loro contrarietà alla eliminazione del carattere ‘nazionale’ di una delle più vaste e più storiche aree protette d’Italia (la Legge istitutiva risale al 1935). In particolare Legambiente denunciò il rischio di rilassamento delle norme di tutela del parco in provincia di Bolzano, con la possibilità di apertura alla caccia, utilizzo delle strade forestali, creazione di impianti da sci e in genere speculazione edilizia, con gravi rischi per la conservazione dell’habitat naturale.

I giornali dell’epoca parlarono di un “accordo politico”, per la verità il tentativo era già stato fatto tre anni prima con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Governo Berlusconi IV) del 22 dicembre 2010 che indicava la frammentazione in tre parti di questo parco nazionale. Come noto, questi atti per diventare operativi devono essere ratificati dal Presidente della Repubblica (era Giorgio Napolitano), il quale però mai lo firmò e il Parco Nazionale dello Stelvio rimase ‘nazionale’ ma in stallo per ben tre anni, appunto fino al fatidico Natale del 2013.

Questa operazione vanificò il sogno di molti cittadini, non solo italiani, di costituire in Europa un’unica grande area protetta: il Parco Nazionale dello Stelvio confinava infatti a nord con il Parco Nazionale Svizzero e a sud con il Parco dell’Adamello, che a sua volta confina con il Parco trentino Adamello-Brenta. In quel momento storico si sarebbe dovuto pensare a un allargamento dei confini a livello europeo ma invece, nella realtà, quelle azioni politiche ne portarono a un restringimento. Nel luglio del 2014, quando ancora erano in atto le procedure attuative e qualcosa si sarebbe ancora potuto fare, la sede centrale del Cai - Club alpino italiano promosse a Bormio (So) un convegno nazionale nel quale si discusse sull’attuazione di questa legge e chiese ad Alpinia di presentare un suo docufilm relativo a questa vicenda: nacque ‘Senza confini’.

Red

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