Una serata sulla sicurezza in montagna con CAI Reggio Emilia, Soccorso alpino regionale e Trento Film Festival

Martedì 20 marzo 2018 al Cinema Rosebud sarà presentato e proiettato il film sulle attività del CNSAS "Senza possibilità di errore", per compiere "un ulteriore passo sulla prevenzione dei pericoli che si possono incontrare in montagna".

La locandina della serata

16 marzo 2018 - "La sicurezza in montagna. Una serata con il Cai e il Soccorso Alpino": è questo il tema dell'iniziativa organizzata martedì 20 marzo dalla Sezione reggiana del Cai, in collaborazione con il Soccorso Alpino Emilia-Romagna e con il Trento Film Festival. L'appuntamento è alle 21:00 al Cinema Rosebud, in via Medaglie d'Oro della Resistenza 6 a Reggio Emilia.

Nel corso della serata verrà proiettato il documentario "Senza possibilità di errore", sull'attività del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas). Il documentario, presentato nel 2017 al Trento Film Festival, è stato prodotto dalla società di produzione GiUMa con il sostegno di Montura. "Senza possibilità di errore" è stato realizzato in quasi due anni seguendo le esercitazioni degli uomini del Soccorso Alpino.

«Il documentario - ha spiegato il presidente nazionale del Cnsas Maurizio Dellantonio - è una bella occasione per far conoscere ancora di più il nostro lavoro. Operiamo spesso in alta quota, in grotta, in forra, dove è difficile portare al pubblico la complessità dei nostri interventi di soccorso. Con queste immagini vogliamo raccontare, e raccontarci, ai cittadini. Non chiamateci eroi, siamo professionisti che dedicano il loro tempo e la loro passione per aiutare il prossimo».

«Con la serata del 20 marzo - spiega il presidente del Cai reggiano Massimo Bizzarri - abbiamo pensato di svolgere un ulteriore passo sulla prevenzione dei pericoli che si possono incontrare in montagna, affrontando il tema del soccorso organizzato. Per il Cai è fondamentale il concetto che "sicurezza equivale a cultura". Cultura nel senso di conoscere il proprio corpo e le reazioni che questo potrà avere sotto stress e sotto sforzo, conoscere i luoghi in cui ci si avventura, conoscere le attrezzature e l’abbigliamento necessari, le condizioni climatiche e metereologiche, il vento, la bufera, la nebbia, la neve e i relativi pericoli. Cultura significa capire che mi sto assumendo un rischio, che sto superando un limite oggettivo o il mio limite personale ed è meglio ritornare sui miei passi. Nei corsi di alpinismo ed escursionismo del Cai cerchiamo proprio di spiegare questi basilari concetti. Nel momento in cui, poi, si dovesse presentare la necessità di soccorre un compagno - prosegue Bizzarri - dobbiamo mettere in campo il cosiddetto autosoccorso, quello svolto dagli stessi componenti il gruppo. Purtroppo però non sempre si è in grado di porvi autonomamente rimedio. Con la proiezione di “Senza possibilità di errore” abbiamo voluto presentare agli amanti della montagna anche l’altra faccia della medaglia, ossia cosa c’è dietro alla telefonata di richiesta aiuto, a quali sforzi, addestramenti, prove e pericoli si sottopongono volontariamente i membri del Soccorso Alpino. Il loro è un impegno duro, faticoso e rischioso: anche sul nostro Appennino. E non possiamo non ricordare Davide Tronconi, morto durante una operazione di soccorso».

La serata del Rosebud non vuole essere un momento celebrativo o autocelebrativo, conclude il presidente del Cai «ma un ulteriore spunto per far riflettere, per rendere consapevoli alpinisti ed escursionisti che un errato o superficiale atteggiamento, oltre ai danni fisici che ogni persona può provocarsi in montagna, mette a rischio l’incolumità di tanti volontari che si prodigheranno all’inverosimile per portarci in salvo».

CAI Reggio Emilia

 

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