Un'escursione nelle campagne di Orotelli con la Brigata Sassari

Nell'ambito di un'iniziativa Cai-Amministrazione locale si pongono le basi per la riscoperta, attraverso quattro sentieri, di un territorio sardo celebre per i misteriosi "graniti scolpiti"

18 settembre 2019 - Prove generali di pratica escursionistica nelle campagne di Orotelli. Ci prova il CAI (Club Alpino Italiano), in stretto raccordo con l’amministrazione comunale, domenica 22 settembre su un sentiero di circa 15 chilometri. A dar man forte al progetto, aperto a tutti gli armati di zaino e scarponi,  una rappresentanza della Brigata Sassari di stanza alle porte di Nuoro, a Prato sardo.

“Vogliamo dare man forte al Comune - dice Matteo Marteddu, presidente di Cai Nuoro -. Il sindaco Nannino Marteddu ha intuito l’importanza della creazione di una rete di sentieri che tolga le polveri dalla storia della Comunità orotellese che nella terra, nelle sue campagne ha radicato la sua forza. Ancora oggi quelle mulattiere e cammini dei contadini e pastori trasudano fatica e narrano di lavoro di intere generazioni. Non poteva mancare la sensibilità della Brigata Sassari e del comandante Luigi Moi”. All’iniziativa del 22, Cai-Comune, fa riscontro il progetto, in fase di definizione operativa, per la creazione di quattro sentieri, proposti dall'amministrazione comunale alla Regione e finanziati con il programma per “il rilancio del Nuorese”.

Agli escursionisti, diretti dai soci  Cai di Orotelli, è stato dato appuntamento di primo mattino, nella piazza Primo Maggio del rione Mussinzua. Il tema è: “Predas, Roccas, Chessas”, ad indicare l’intrico di percorsi nei quali dominanti sono i graniti di Orotelli, rocce dalle forme uscite da ignota mano d’artista. In esse si leggono tratti antropomorfi, zoomorfi o altre soluzioni di fantasie e di miti ancestrali. Lasciato il centro abitato, verso Ovest si entrerà in Sas Tancas Mannas, Biralè, dove campeggia uno straordinario Pinnetu (tipica struttura sarda) in pietra, unico in tutta l’area, con copertura a piattabanda. La sua origine parrebbe da ascrivere alla presenza, nei primi anni del ‘900,  di carbonai  del Logudoro.  Il senso della religiosità antica lungo il percorso è  testimoniato dalla presenza della chiesa di Santu Micheli. La struttura è in parte danneggiata. Il tetto è crollato, rimango i muri perimetrali a testimoniare la fede contadina. Importante è anche la chiesetta romanica di San Pietro, unanimemente riconosciuto come gioiello di architettura pisana. Lungo il percorso è possibile ammirare anche il “fungo” in granito, diventato ormai il "brand" del paese. Il sentiero si snoda per 15 chilometri, negli altipiani sopra la valle del Tirso, con lo sguardo verso il Marghine e il Goceano. Arrivati nel rione alto di Orotelli, S’Iscaleddu, ci sarà spazio per un incontro tra amministratori e dirigenti Cai. Sarà l'occasione per fare il punto sul progetto di sentieristica legato alla recente legge regionale istitutiva della RES (Rete Escursionistica Sarda) e per rafforzare il rapporto tra Club Alpino e Comune.
Cai Nuoro

Segnala questo articolo su:


Torna indietro