"Vivere la montagna in amicizia": il week end di alpinismo giovanile di Amatrice raccontato dalla viva voce dai ragazzi del CAI Forlì

I sette partecipanti all'evento nazionale del 7 e 8 ottobre sono rimasti colpiti, senza fiato, ma si sono sentiti parte di un mondo di solidarietà che li ha resi fieri. Apprezzato in particolare il cartello "No selfie", posto nei luoghi della tragedia.

Un momento delle giornate amatriciane

9 novembre 2017 - C’è un legame spesso misterioso che lega i luoghi alle persone. O ai gruppi, come in questo caso. Non parliamo di cime famose, vie di arrampicata entrate nella storia dell’alpinismo, grandi classiche e via
dicendo. Né, tantomeno, di luoghi del cuore o alla moda.

L’anno scorso avevamo individuato Amatrice e i monti della Laga come mete dell’uscita di fine estate del gruppo di Alpinismo Giovanile. A fine luglio avevamo inviato la richiesta di prenotazione per la struttura di Preta, frazione di Amatrice: non abbiamo mai ricevuto risposta. Il terremoto del 24 agosto non ha solo costretto noi a cambiare programma, ma ha segnato in modo indelebile la vita delle popolazioni, colpite da una tragedia di cui non possiamo renderci conto.

L’occasione si è ripresentata quando la Commissione Centrale di Alpinismo Giovanile ha proposto l’iniziativa “Vivere la montagna in amicizia: esperienza vissuta in gruppo, per conoscere e condividere ricominciando dalla montagna”. Abbiamo colto al volo l’occasione non per curiosità o altro, ma perché rispondeva in pieno alla nostra esigenza di riproporre in modo chiaro ai ragazzi e alle famiglie lo spirito proprio dell’Alpinismo Giovanile e del Progetto Educativo del CAI.

Il senso dei due giorni (7/8 ottobre), cui hanno partecipato 120 fra ragazzi e accompagnatori di 19 sezioni provenienti da tutta Italia, lo possiamo ritrovare nelle parole della vice-presidente della sezione di Amatrice. Al termine del suo intervento di saluto, ricordando i due ragazzi del gruppo AG deceduti nel sisma, ci ha ricordato che “loro, i due ragazzini, cammineranno sempre con noi, e il nostro impegno è quello di far rivivere la nostra Terra: e quindi ripartiamo insieme!”

Ma il valore di questa esperienza sta anche negli sguardi e nelle parole dei nostri sette ragazzi, che hanno compreso il forte valore di questo incontro fin dal momento in cui glielo abbiamo proposto. Quanto visto e quanto toccato con mano non potrà certo essere dimenticato e, anche per noi, non è un’esperienza come altre ma un punto di inizio. E già stiamo progettando di ritornare.

Yari
L’esperienza ad Amatrice mi ha colpito molto. È stato emozionante e significativo e molto toccante. Ho trovato molto interessante il cartello che abbiamo visto (anche se penso che non ci sia bisogno di scriverlo…) e le macerie
delle case mi hanno stupito e scioccato perché vedere dal vivo ciò che è successo è più toccante. È stata
un’esperienza molto interessante e nonostante il freddo ne è valsa la pena.

Matteo
Un'uscita che mi ha lasciato senza fiato, una esperienza del tutto nuova: visitare un posto terremotato, dove ho visto e capito che quello che vedi al telegiornale non da effetto fin quando non lo vedi dal vivo. Un'altra cosa che mi ha colpito è stato il cartello "NO SELFIE" in rispetto alle vittime del terremoto, ad esempio i due bambini del
CAI di Amatrice. Una cosa che mi ha reso felice è, che nonostante il terremoto e i suoi danni, gli abitanti di
Amatrice non si sono arresi e stanno costruendo delle casette provvisorie per tutti quelli che hanno perso
casa e, grazie al Trentino, hanno potuto costruire anche la scuola e tutti i ristoranti. A questa uscita
abbiamo costruito un puzzle di 1800 pezzi, con su scritto un frase molto significativa: "Le montagne non
tremano, noi non tremiamo. rimettiamoci in cammino".

Daniele
E' la prima volta che ho partecipato ad un evento del genere e ciò mi ha toccato molto in prima persona, soprattutto per il fatto che la sezione CAI di Amatrice ha subito sulla propria pelle il terremoto, perdendo due ragazzi e un accompagnatore, e anche per aver visto con i miei occhi i danni causati dal sisma in quelle belle montagne e su quei paesi. Esperienza molto bella e toccante per le testimonianze ascoltate. Esperienza arricchente per aver potuto condividere un momento di solidarietà.

Lorenzo e Gaia
Come sappiamo tutti la situazione ad Amatrice è drastica, ma vedere con i propri occhi rende più partecipi. Il fatto
di vedere aziende e imprese che cercano di ripartire, anche se lentamente, dà un senso di speranza anche alle persone che vengono da fuori. Il contributo delle altre regioni come il Trentino ha permesso che le primarie necessità della popolazione siano rese disponibili il prima possibile. Anche nel nostro piccolo abbiamo
contribuito a portare solidarietà con la nostra presenza sia da punto di vista morale che economico e che ci ha reso molto soddisfatti dell’organizzazione alla quale apparteniamo; il CAI Giovanile.

Alex, Daniele, Gaia, Lorenzo, Matteo, Riccardo, Yari, Aride, Chiara, Enrico, Lucia e Marco
Alpinismo giovanile CAI Forlì

Segnala questo articolo su:


Torna indietro