Addio a Carlo Zanantoni

"Insignito della Medaglia d’oro del Cai, con i suoi oltre 50 anni di attività da protagonista e mente della Commissione, divenuta poi Centro Studi Materiali e Tecniche, Carlo ha offerto contributi essenziali alla crescita dell’alpinismo in termini di sicurezza dei mezzi impiegati e affidabilità delle manovre", ha dichiarato il Presidente generale Vincenzo Torti

Carlo Zanantoni © Cai

«Ciao Carlo. Ci hai lasciati all’improvviso creando un grande vuoto. Per noi del Centro Studi Materiali e Tecniche che abbiamo avuto il piacere e la fortuna di lavorare con te, sei stato prima di tutto un amico e anche se non è facile parlare di te come uomo, considerata la tua estrema riservatezza, ti ringraziamo per l’esempio di senso di servizio, di profonda cultura e di umanità che hai saputo dare», ha dichiarato Giuliano Bressan, Past president del Centro Studi Materiali e Tecniche del Cai.


Di seguito pubblichiamo una biografia redatta dal CSMT del Cai, con un ricordo del Presidente generale, Vincenzo Torti

Medaglia d’oro del Club alpino italiano

Carlo Zanantoni era nato a Verona il 12 giugno del 1930. Laureatosi nel 1955 all’Università di Bologna in ingegneria elettrotecnica aveva svolto professionalmente la sua attività prima all’AGIP (progettazione della centrale nucleare di Latina), poi nel 1959 alla Commissione delle Comunità Europee, dove aveva operato in Inghilterra al progetto di un reattore di ricerca ad alta temperatura. Dal 1962 aveva lavorato al Centro Comune di Ricerca di Ispra (Varese), prima nel campo della progettazione di reattori e cicli di combustibile, poi nel campo delle politiche energetiche e dell’analisi di sistemi. Era uscito dal mondo del lavoro a fine 1998.

Socio della SAT per alcuni anni a partire del 1947, dopo un lungo periodo dedicato unicamente allo studio e al lavoro era ritornato alla montagna iscrivendosi di nuovo al Cai nel 1962. Carlo era cresciuto alpinisticamente in Dolomiti realizzando anche ascensioni di notevole levatura. La predisposizione verso queste montagne era favorita dalla facilità con cui si potevano raggiungere dalla sua Bologna e dalle consolidate amicizie instaurate. Dopo il suo trasferimento a Varese aveva cominciato a frequentare con gli alpinisti varesini le montagne di granito e le pareti di ghiaccio, facendosi apprezzare da tutti per la sua umanità e la profonda cultura che spaziava in ambiti diversi. Nel 1975 era entrato a far parte del CAAI, Gruppo Orientale concludendo la sua attività alpinistica nel 1997 anche se continuava a frequentare l’ambiente montano.

Zanantoni aveva iniziato a occuparsi di problemi di materiali studiando il ruolo della corda (1967) e dell’assicurazione dinamica (1968) nell’arresto di una caduta. I suoi studi erano stati pubblicati sulla Rivista del Cai ed era stato invitato da Mario Bisaccia come consulente dell’allora Commissione Materiali e Tecniche del Sodalizio.

Gli operatori sul terreno erano Giorgio Bertone, Pietro De Lazzer, Franco Garda, Pietro Gilardoni ed Emilio Marmolada. Grazie alle sue ampie conoscenze in campo tecnico, Zanantoni rappresentava invece la mente scientifica del gruppo trasformando con un ordine matematico ciò che succedeva sul terreno scoprendone l’efficacia del nodo mezzo barcaiolo nel trattenere le cadute.

Nel 1970 era diventato membro della Commissione e per un lungo periodo delegato italiano alla Safety Commission dell’UIAA.  Nel 1980 era stato nominato presidente della Commissione Materiali e Tecniche e nel 1987 delegato italiano presso il CEN (Comitato Europeo di Normazione) per il trasferimento delle Norme UIAA in Norme EN e loro successive modifiche.

Carlo ha sempre offerto generosamente il suo tempo libero dagli impegni di lavoro per partecipare alle riunioni, instaurando a livello internazionale un rapporto tecnico-scientifico di notevole qualità.  Grazie alla sua capacità di dialogo nelle diverse lingue ha saputo, in questo lungo periodo, far apprezzare gli studi italiani anche a livello internazionale nelle varie riunioni svolte nelle diverse nazioni del mondo.

Citiamo solo come esempio il contributo della Commissione alle norme su corde, viti da ghiaccio, chiodi da roccia, dissipatori e freni. Fra le varie attività vanno senz’altro segnalate la realizzazione nel 1990 di una particolare struttura, la Torre di Padova, e nel 2008 del nuovo laboratorio di Villafranca Padovana, poderosi impianti per le varie prove di assicurazione dinamica e utilissimi strumenti di divulgazione didattica.

Nel 1999 non si era ricandidato alla presidenza della Commissione, continuando però il suo lavoro nell’ambito prima della stessa e poi nell’attuale Centro Studi. Recentemente Zanantoni si era fatto fautore nel Cai di un Osservatorio della Libertà con l’ovvio compito di capire e far capire: capire che cosa l’uomo della strada pensa del rischio in alpinismo e fargli capire se e dove sbaglia e per prepararsi poi ad ostacolare iniziative lesive della libertà tramite media e attività politica.

Per l’instancabile lavoro, la dedizione, l’entusiasmo e la professionalità svolta nel campo dei materiali e della sicurezza in alpinismo e in arrampicata ha ricevuto la Medaglia d’Oro del Club Alpino Italiano nell’ Assemblea Nazionale dei Delegati a Porretta Terme nel maggio 2012.

«L’improvvisa scomparsa di Carlo Zanantoni priva il Club alpino italiano di uno dei suoi Soci più competenti e generosi. Insignito della Medaglia d’oro del CAI per l’instancabile impegno profuso nello studio e nella sperimentazione dei materiali alpinistici e nelle tecniche da adottare, con i suoi oltre cinquant’anni di attività da protagonista e mente della Commissione, divenuta poi Centro Studi Materiali e Tecniche, Carlo ha offerto contributi essenziali alla crescita dell’alpinismo in termini di sicurezza dei mezzi impiegati e affidabilità delle manovre da eseguire. Un Socio la cui autorevolezza internazionale è stata universalmente riconosciuta e che ha dato lustro al Sodalizio, ponendosi come esempio di un volontariato autentico e di elevata qualità scientifica, che rimarrà nel ricordo e darà frutti preziosi» , ha dichiarato il Presidente generale del Cai Vincenzo Torti.