Alla scoperta del pastore maremmano abruzzese

Con la bella stagione è possibile incontrare sui sentieri le greggi protette dai cani da guardianìa. La razza più diffusa è il maremmano abruzzese, che non attacca indiscriminatamente, anche se gli escursionisti devono seguire delle buone norme di comportamento

Pastore Maremmano abruzzese

Pastori maremmani abruzzesi mentre sorvegliano il gregge © Società agricola L'Eremo

A primavera è tempo di transumanza, le greggi vengono portate negli alpeggi per trascorrere lì i mesi estivi. E, insieme a loro, in quota arrivano anche i fedeli cani da guardianìa. Quei cani, ovvero, che hanno il compito di proteggere pecore e capre dagli attacchi dei predatori, in primis dei lupi. La razza più diffusa tra i cani da guardianìa è il pastore maremmano abruzzese, per molti la più indicata a svolgere questa funzione di protezione, insita ormai nel suo Dna. È un cane che, con l’aumento della popolazione del lupo, è il più utilizzato non solo in Appennino, ma anche sull’arco alpino.
Contemporaneamente i mesi primaverili e quelli estivi sono quelli che vedono il maggior numero di escursionisti percorrere i sentieri. A molti sarà capitato di incontrare sui propri passi un gregge con i relativi grandi cani bianchi. Abbiamo dunque cercato (attraverso due interviste ad altrettanti addetti ai lavori) di conoscere meglio la razza del pastore maremmano abruzzese, per avere chiara la sua indole e il suo ruolo, oltre ai comportamenti da osservare in caso di incontro durante le escursioni.

Attitudine innata a difendere qualsiasi cosa gli venga affidata

A Santa Iona di Ovindoli (AQ) l’Allevamento del Velino Sirente alleva da anni proprio i pastori maremmani abruzzesi, con l’obiettivo di prepararli all’inserimento nelle aziende per sorvegliare le greggi.

«Il maremmano abruzzese storicamente è sempre stato utilizzato per la guardianìa, in quanto è una cane con un’attitudine innata a difendere qualsiasi cosa gli venga affidata», spiega Mauro Di Fonzo, che, oltre a lavorare nell’allevamento, è vicepresidente del Circolo del pastore maremmano abruzzese. «È un cane affidabile ed equilibrato, da sempre usato anche nei contesti antropizzati. Trascorrendo i mesi invernali nei paesi, infatti, questa razza è abituata alla presenza umana. Un fatto che la rende meno aggressiva, anche nei confronti degli escursionisti che si avvicinano alle greggi».

Greggi Con cani da guardiana

Un gregge con, in alto, i cani da guardianìa © Società agricola L'Eremo

Un cane abituato all’uomo, che non attacca indiscriminatamente

Il pastore maremmano abruzzese non è un cane che attacca indiscriminatamente ogni escursionista che si avvicina al gregge.

«Prima abbaiano per far sentire la loro presenza. Se la persona si continua ad avvicinare allora si parano tra lui e il gregge. Solo in un terzo momento, se viene palesemente invaso lo spazio del gregge, può intervenire verso quella che considera una minaccia. Dunque è un cane che dà numerosi segnali che bisogna saper cogliere oltre che il margine all’escursionista di evitare incontri ravvicinati tenendo comportamenti appropriati».

Nell’Allevamento del Velino non viene fatta una selezione tra cani idonei alla guardianìa e altri che non lo sono. Di Fonzo spiega che potenzialmente sono tutti in grado di svolgere questo compito.

«È fondamentale dare loro il giusto imprinting fin da cuccioli inserendoli tra il bestiame, in modo da creare un legame con esso. Da non trascurare l’aspetto di interazione con le persone, per fare in modo di poterlo gestire in montagna, dove, appunto, ci sono gli escursionisti. Attenzione però: la socialità con l’uomo non deve prevalere a quella con il bestiame. Il cane si deve affezionare più a pecore e capre che all’essere umano. È doveroso trovare la giusta via di mezzo».

I pastori maremmani abruzzesi generalmente vengono inseriti con il bestiame a partire dal 60esimo giorno di età. Nelle aziende possono essere trasferiti dopo il 70esimo.

Cucciolo maremmano abruzzese

Cucciolo di pastore maremmano abruzzese © Società agricola L'Eremo

Un’arma di difesa che protegge greggi e predatori

I soci del Circolo del pastore maremmano, di cui Di Fonzo è vicepresidente, negli ultimi dieci anni hanno ceduto circa 200 cani ad aziende agricole dell’arco alpino. «Il maremmano abruzzese si adatta a qualsiasi situazione. Bisogna saperlo educare e gestire, il resto è tutto nella sua memoria di razza. In Australia lo hanno utilizzato, con successo, anche nella difesa dei pinguini».
Tra i compiti del circolo c’è proprio questo: facilitare l’inserimento di questi cani, grazie a collaborazioni con enti locali e aree protette, soprattutto dell’arco alpino.

«Utilizzare il cane è un’arma di difesa “biologica”: protegge sia le greggi sia il predatore».

Ma come tutte le armi bisogna saperle preparare ed usare con cura ed attenzione.

Cani necessari per tenere lontani i lupi

Da chi li alleva a chi li utilizza nel proprio lavoro quotidiano. Elisa Stefani lavora nella Società agricola L’Eremo di San Godenzo (FI) e alleva bestiame domestico.

«Abbiamo due cani pastore, un maremmano abruzzese e un meticcio. Li abbiamo presi da cuccioli nel 2012, a seguito di importanti e ripetuti attacchi di lupi, e inseriti stabilmente con le greggi l’anno successivo. In questi anni hanno svolto egregiamente il proprio compito, tenendo lontani i lupi. Dopo il loro inserimento le nostre perdite sono state limitate».

Qualche problema è sorto a causa di alcuni comportamenti sbagliati degli escursionisti, soprattutto quelli con cani senza guinzaglio e in bicicletta.

«Ci sono stati episodi di piccoli morsi ad altri cani liberi e avvisi, senza attacco, a cicloescursionisti che non erano scesi dalla bicicletta. Ripeto, nessuna aggressione a persone. I nostri cani sono buoni, anche perché sono abituati all’essere umano, ma comunque fanno il loro dovere di difesa del gregge. Possono dunque mettere in soggezione».

Pastore maremmano abruzzese sorveglia

Un pastore maremmano abruzzese mentre sorveglia il bestiame

Un recinto per ovviare ai problemi con gli escursionisti

Dopo aver ottenuto un finanziamento pubblico, la società ha allestito un grande recinto antilupo, e i cani da allora stanno dentro il recinto. «Questo proprio per ovviare a eventuali problemi con i frequentatori della montagna. In certi casi i cartelli di avviso non sono sufficienti. Ho apprezzato in questo senso le raccomandazioni del Cai rivolte agli escursionisti sui comportamenti da tenere in caso di incontro con le greggi. Il cane per la sorveglianza del bestiame è fondamentale per ridurre le predazioni, dato che il numero di lupi sta aumentando».
Va sottolineato che in zone con grande presenza di escursionisti che transitano nelle vicinanze di pascoli, serve molta attenzione da parte dell’allevatore. Oltre ai cartelli che segnalano la presenza dei cani, deve valutare e vigilare la situazione che si viene a creare e, in alcune ristrette zone critiche, optare per il già citato recinto, dove inserire gregge e cani.

Pastori maremmani abruzzesi recinto

Cani da guardianìa all’interno del recinto

Le norme di comportamento del Cai

Il Club alpino italiano, come accennato dalla Stefani, è consapevole della necessità di questa educazione dei frequentatori delle Terre alte, sottolineata, tra l’altro, anche da Di Fonzo. Il Gruppo Grandi Carnivori nel 2017 ha redatto un vademecum con le norme di comportamento da tenere proprio in caso di incontro, perché solo attraverso il rispetto e la conoscenza si può dare un contributo valido all’interazione problematica tra attività umane e lupo. Innanzitutto si raccomanda di non attraversare le greggi, non gridare e non fare movimenti bruschi come lanciare sassi e agitare bastoni. Se il cane si avvicina, bisogna stare fermi, non guardarlo negli occhi e poi indietreggiare lentamente fino a che il cane non smette di abbaiare. Dopodiché aggirare il gregge. I cicloescursionisti non devono attraversare il gregge in sella alla bicicletta, ma scendere e aggirare il gregge camminando. Infine, se si ha un cane, bisogna assolutamente tenerlo al guinzaglio e non prenderlo in braccio. Anche in questo caso l’indicazione è allontanarsi dal gregge e dal pascolo compiendo un giro largo intorno a esso.

Clicca qui per scaricare il volantino con le norme comportamentali per escursionisti responsabili indicate dal Cai.