L’amara eredità della sei giorni internazionale di enduro

Frantumati e divelti i sentieri interessati dalla gara disputata tra l'Oltrepo pavese e l'alessandrino. Le associazioni ambientaliste, tra cui il Cai, diffondono un documento di denuncia

Val Curone enduro

Val Curone, loc.tà Malvino dopo la gara © Fausto Prato

«I percorsi agro silvo-pastorali e i sentieri di Fabbrica Curone e di Montacuto sono interessati da profonde arature e dalla frantumazione della parte superficiale del terreno, costituito principalmente da marne, arenaria ed argille».
Il Forum “SentieriVivi4P” (che riunisce varie associazioni, tra cui i Gruppi regionali Cai di Lombardia e Piemonte con le relative Commissioni Tam e le Sezioni di Novi Ligure, Pavia, Tortona e Voghera) denunciano con un dettagliato documento i danni provocati dalla manifestazione Isde, la sei giorni internazionale di enduro che quest’anno si è tenuta tra l’Oltrepo pavese e l’alessandrino.

Val Curone sentiero

Val Curone, loc.tà Malvino la scorsa primavera © Fausto Prato

Fondo dei sentieri macinato da 630 moto

«Ci sono dai 10 ai 15/20 cm di polvere dovuta alla macinazione del terreno causata dal passaggio delle 630 moto con le ruote tassellate. Il risultato è identico al lavoro delle macine di un mulino, come se tutto il terreno vi fosse passato sotto, producendo farina mista di arenaria, quasi impalpabile, facilmente inalabile». Il documento cita anche un video che mostra con evidenza quanto affermato dalle associazioni.
«La polvere o farina mista tra marne, arenaria ed argilla, è presente anche a diversi metri di distanza dai percorsi, sul fogliame, creando una pellicola che ne limiterà la fotosintesi, così sui fiori, impedendo la semenza, come per le orchidee selvatiche. Sicuramente creerà problemi alla fauna che abitualmente percorre quei tratti di sentieri, in quanto oltre ad essere inalata si deposita in varie parti del corpo sensibili, occhi, orecchie, naso. Ci saranno difficoltà anche per la microfauna, per gli anfibi ed anche per la fauna ittica, quando con le prime piogge la polvere verrà dilavata, raggiungendo i torrenti».

Danni alle vie storiche

Un altro danno rilevante inferto al territorio, continua la denuncia, riguarda i tracciati storici come le antiche vie del sale. Qui sono presenti tratti acciottolati di probabile origine medievale, che sono stati completamente divelti dal passaggio delle moto.
«E’ un fatto indiscutibile, verificabile e chi si ostina a negarlo dimostra solo la propria malafede. La Federazione Motociclistica Italiana  si è impegnata a rilevare sia gli inquinanti in atmosfera che i livelli di rumore. Noi riteniamo che il controllore non possa essere al contempo il controllato. Analisi di questo tipo hanno valore se sono il risultato di uno studio pubblico. In questo caso dovrebbe essere l’Arpa a rilevare i livelli di inquinamento».

Valle Staffora enduro

Valle Staffora, tratto di sentiero dopo la gara © Beppe Ruffo

Una nuova visione di sviluppo turistico

Le associazioni sottolineano la necessità di effettuare un monitoraggio delle conseguenze (naturalistiche e geologiche) anche sul lungo periodo, domandandosi al contempo chi si accollerà i costi del ripristino.
«La Valle Staffora, la Valle Curone e Grue, hanno notevoli potenzialità ma inespresse, per mancanza di volontà politica. Notevoli fondi privati sono stati investiti nei due territori ma ciò che realmente manca è una visione d’insieme che sappia andare oltre l’immediato», è la conclusione del documento. «Se venissero raccordati tutti i grandi cammini che passano tra i due territori (la via Francigena, la Via degli Abati, le Vie del Sale e del Mare, la Via Postumia, la Via dei Malaspina, il Cammino di San Michele, quello di Sant’Agostino e il sentiero europeo E1), sostenuti da una buona rete di accoglienza, si avrebbe anche qui, come in altre parti del paese, un incremento esponenziale di un nuovo turismo».