Angelo Schena sulla rete escursionistica dell’Ogliastra

Il componente del Comitato direttivo centrale del Cai, accompagnato dal presidente del Cai Sardegna Matteo Marteddu, è entrato in contatto con la bellezza del territorio, elogiando i risultati raggiunti in tema sentieristica grazie all'accordo tra il Cai sardo e l'Agenzia regionale Forestas

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Angelo Schena all’inizio del Selvaggio Blu © Cai Sardegna

«L’avvocato Angelo Schena, venuto da Sondrio e dalla Valtellina, nonostante il caldo torrido del 24 luglio, ha voluto personalmente rendersi conto di alcuni tratti della rete escursionistica in Ogliastra». Queste le parole del presidente del Cai Sardegna Matteo Marteddu, che ha accompagnato sui sentieri ogliastrini il componente del Comitato direttivo centrale del Cai.
Schena ha camminato sui percorsi che dalla costa di Cardedu salgono verso la montagna, mantenuti dall’Agenzia Regionale Forestas con la segnaletica Cai. Ha potuto così vedere di persona l’intreccio dei sentieri verso verso monte Arista, con il sito delle tombe ipogeiche mono e pluricellulari che arricchiscono il patrimonio della cultura archeologica dell’intero territorio Ogliastrino.

Sul Selevaggio Blu

«Dopo che a metà anni Ottanta, Peppino Cicalò, storico fondatore del Cai in Sardegna e a Nuoro, ne ha scoperto e tracciato i quasi trenta chilometri, il Selvaggio Blu è entrato nella dimensione internazionale dell’escursionismo», continua Marteddu. «Angelo Schena ha voluto percorrere il primo tratto, visibile la mulattiera del carbone tra Bacu Orrolossi e la cengia di Giradili verso il Cuile di Us Pighius e Capo di Monte Santo. Per il dirigente nazionale del Cai, è stata l’occasione di entrare in contatto con le storie della devastazione pluridecennale delle foreste sarde, dell’epopea del carbone con le piazzole circolari sparse su tutto il territorio e ancora con il colore nero che rimane indelebile».

L’impegno del Cai Sardegna

Schena e Marteddu hanno poi visitato la piana del Golgo, tra la voragine e «i sentieri che in una fitta rete si diramano verso Coe Serra, Goloritzé, Bacu Maore e Cala Sisine. Nell’incontro conclusivo, Schena ha sottolineato i risultati positivi e gli obiettivi che l’accordo con l’Agenzia regionale Forestas consente di raggiungere. L’impegno, anche con risorse del Cai centrale, è quello di proseguire nel lavoro di formazione di operatori del Cai sardo, sulla sentieristica e sul Sentiero Italia CAI, per contribuire con sempre maggiore consapevolezza ad essere protagonisti nel compimento della Legge Regionale 16 del 2017 che ha istituito la Rete Escursionistica di Sardegna».