L’anteprima di un Bonatti “inedito” su Montagne360 di aprile

Le anticipazioni della mostra "Stati di grazia", che il Museomontagna dedica al lato umano del grande esploratore, sulla pagine della nuova rivista del Cai

Walter Bonatti scala il vulcano Krakatoa, 1968

Walter Bonatti scala il vulcano Krakatoa, 1968

Su una cosa sono tutti d’accordo: quella di Walter Bonatti è stata una storia fuori dal comune (e forse lontana perfino dai tanti stereotipi che accompagnano certe figure iconiche). Al netto delle tradizionali rubriche, delle proposte d’itinerari (dallo scialpinismo in Grecia alla nuova via sulla Cima Ovest di Lavaredo) e delle recenti scoperte in grotta (raccontiamo infatti il percorso che ha portato alla scoperta di 28 nuove calate nella gola della Val Clusa, nelle Dolomiti bellunesi, già nota come “il canyon con più calate attrezzate d’Italia“), il numero di aprile 2021 di Montagne360 è in gran parte dedicato alla ri-scoperta del più grande alpinista italiano.

L’anteprima della mostra

Di Walter Bonatti si è detto e scritto di tutto. Le sue imprese, negli anni, sono state tramandate e raccontate più e più volte, senza mai perdere d’interesse. Ma stavolta è diverso. Le pagine della rivista non si limitano ad accogliere l’ennesima sintesi di una vita avventurosa, bensì propongono in anteprima documenti, parole e immagini tratte dalla mostra che – virus permettendo – sarà visitabile al Museomontagna di Torino a cominciare dal prossimo giugno.

La copertina di "Montagne360" di aprile 2021

La copertina di “Montagne360” di aprile 2021

Prima uomo, poi esploratore

Tralasciando per una volta le considerazioni sull’attualità e sulla gestione della pandemia, quello che ci preme evidenziare è l’approccio inedito con cui si tratteggia il nuovo ritratto del grande alpinista. Perché stavolta a essere studiata, indagata e raccontata è soprattutto la dimensione più intima e umana di quell’esploratore che aveva trasformato l’avventura nell’oggetto della sua narrazione. Quello tra Bonatti e la montagna non è mai stato un rapporto ìmpari, tutt’altro. Ed è proprio da questa reciprocità fatta di curiosità, scoperta e amore che si forma l’eroe moderno che tutti conosciamo.

«La sua vita avventurosa, agli occhi di alcuni, poteva essere paragonata a quella di un personaggio di fantasia (e forse non è un caso che gli abbiano dedicato pure un fumetto)», scrive il direttore della rivista Luca Calzolari nell’introduzione al focus. «Eppure l’eccezionalità di quelle imprese trova conferma nella quantità enorme di documenti e oggetti raccolti nel tempo e donati dagli eredi al Museomontagna, e oggi raggiunge una sintesi nella mostra “Walter Bonatti. Stati di grazia”, che prende forma anche attraverso un catalogo che merita di essere letto e conservato con cura nelle nostre librerie».

I documenti inediti

Tutto ha origine dall’enorme quantità di materiale che gli eredi hanno donato al Museo. Per catalogare, studiare e archiviare ci sono voluti cinque lunghissimi anni. Un lavoro puntuale e dettagliato, a tratti estenuante, che ora trova il suo perfetto compimento in questa doppia opera di riscoperta della memoria. Da una parte la mostra, dall’altra il catalogo. E poi c’è la terza dimensione, quella che fa di Montagne360 un canale privilegiato di presentazione e approfondimento che ha inizio con le riflessione del Presidente generale del Club alpino italiano, Vincenzo Torti, per proseguire poi con la presentazione dell’esposizione, con il ritratto dello scrittore e giornalista Michele Serra e col racconto dell’analisi d’archivio (ben 63 metri lineari di documenti cartacei cui si aggiungono 150mila immagini) da parte della direttrice del Museo, Daniela Berta. Un focus nel quale trovano spazio le “pagine di storia” di Leonardo Bizzaro, la collaborazione con Epoca (con un testo di Franco Micheli) e numerose citazioni corredate da emozionanti foto a colori e in bianco e nero.

Storie di montagna

Insomma, come il catalogo della mostra, questo numero di Montagne360 è da conservare gelosamente. Ma non c’è solo Bonatti. Sulla rivista di aprile (sfogliabile qui), tra le altre cose, desideriamo infatti segnalarvi due interessanti “storie di montagna”: quella di una giovane lettrice e socia Cai, che “aprendo” il suo diario racconta com’è nato il suo amore per l’escursionismo, e quella degli amici ritrovati a distanza di un quarto di secolo proprio grazie all’appello lanciato dalle pagine della nostra rivista. Non resta che augurarvi una buona lettura.