Bulgaria, la nuova falesia parla italiano

I Ragni di Lecco Simone Pedeferri, Maurizio Tasca, Giovanni Ongaro, Paolo Marazzi e Serafino Ripamonti hanno chiodato, insieme a climber locali, quaranta nuovi itinerari di arrampicata nel comprensorio di Lakatnik, a un'ora da Sofia

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La nuova falesia chiodata dai Ragni di Lecco © Michele Caminati - Archivio Ragni della Grignetta

Quaranta nuovi itinerari di arrampicata sportiva chiodati in dieci giorni, che hanno dato vita a una nuova falesia. È successo in Bulgaria, fra le pareti del comprensorio di Lakatnik, nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale “Italian routes – Montagne senza confini”.
Tra i climber protagonisti i Ragni di Lecco Simone Pedeferri, Maurizio Tasca, Giovanni Ongaro, Paolo Marazzi e Serafino Ripamonti, che si sono recati in un’area tra le più conosciute del Paese, raggiungibile in poco più di un’ora di treno o auto dalla capitale Sofia.
In zona sono state chiodate, a partire dagli anni ’30 del ‘900, centinaia di vie e decine di falesie. Il territorio, inoltre, si presta per la pratica del trekking, degli sport fluviali e di altre attività outdoor.

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In azione lungo le nuove vie © Michele Caminati - Archivio Ragni della Grignetta

Vie di tutte le difficoltà per promuovere il turismo outdoor locale

Il nuovo settore di arrampicata si sviluppa sulla lunga fascia rocciosa della località conosciuta come Vodenitsata, ovvero “Il Mulino”. La zona offre ora un range di itinerari perfettamente attrezzati e in grado di soddisfare le esigenze degli scalatori meno esperti come dei più performanti. Il ventaglio dei gradi di difficoltà, infatti, presenta diverse vie per ogni livello, dal 6a all’8b. Sui tiri più facili la scalata si svolge su splendidi muri grigi e verticali, lavorati a gocce e buchi. Le vie più difficili seguono invece linee strapiombanti dove si scala su roccia rossa a tacche.
L’iniziativa intende contribuire allo sviluppo del turismo locale legato alle attività all’aria aperta e di avviare e rafforzare i rapporti di amicizia fra gli alpinisti bulgari e quelli italiani.

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Arrampicata dall’alto © Michele Caminati - Archivio Ragni della Grignetta

Amicizia ed entusiasmo dei climber protagonisti

Il progetto “Italian routes – Montagne senza confini” è sviluppato dal Gruppo Ragni con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Sofia, in collaborazione con la comunità dei climber locali. Questi ultimi sono rappresentati dallo scalatore e basejumper di fama internazionale Ivo Ninov e da Nikolay Petkov, uno dei più attivi chiodatori bulgari.

«Per me e gli altri quattro Ragni impegnati nel progetto di chiodatura, questa è stata sicuramente una grande esperienza», spiega Simone Pedeferri, l’alpinista dei Ragni che ha coordinato l’iniziativa. «Abbiamo avuto modo di conoscere l’ambiente della scalata bulgara e confrontarci con il loro modo di concepire e realizzare vie di arrampicata sportiva. Ci sono sicuramente modalità operative e visioni differenti, ma la passione che ci anima è la stessa. Questo ci ha consentito di lavorare in modo eccellente, come una grande squadra».

Identica soddisfazione per la collaborazione creatasi con gli scalatori italiani è stata espressa da Nikolay Petkov e Ivo Ninov, nonché da Emil Ivanov, sindaco di Svoge (il comune bulgaro nel cui territorio è collocato il comprensorio di arrampicata di Lakatnik), da Nikolai Petrov Nenchev, direttore del Parco Naturale dei Balcani di Vratsa, e da Plamen Iliev, referente istituzionale del villaggio di Gubislav, il piccolo centro abitato situato nelle vicinanze della nuova falesia. Apprezzamenti all’iniziativa sono arrivati anche dalla dirigenza del Club alpino bulgaro e del Club alpino Planinetz.

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Panorama dalla cima della falesia

Un’idea sviluppata inizialmente in Italia

«Quanto realizzato in Bulgaria prende spunto dal progetto “La pietra del Sud”, con cui il nostro gruppo supporta, attraverso il proprio knowhow e le proprie risorse, lo sviluppo dell’arrampicata e la creazione di nuove falesie nelle regioni del centro e sud Italia», conclude Pedeferri. «A partire da questa esperienza, attraverso la mediazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione allo Sviluppo italiano, che ne ha riconosciuto e apprezzato il valore sociale e culturale, è nata l’idea di ampliare il progetto a un ambito internazionale. Alla proposta ha risposto con entusiasmo l’Istituto Italiano di Cultura di Sofia, che si è messo a disposizione per sostenere la realizzazione dell’iniziativa».