Il Cai Rieti tra montagna e città

Lo scorso fine settimana l'impegno della Sezione è stato rivolto alla cerimonia per i 60 anni del Rifugio Sebastiani e all'organizzazione del trekking urbano

60 anni Rifugio Angelo Sebastiani

La cerimonia al Rifugio Sebastiani © Cai Rieti

I 60 anni del Rifugio Angelo Sebastiani e il Trekking urbano a Rieti. Sono stati questi due gli appuntamenti che hanno visto impegnata la Sezione Cai reatina lo scorso fine settimana.

La cerimonia al Rifugio Sebastiani

La cerimonia al Rifugio Angelo Sebastiani, alle pendici del Terminillo, si è svolta all’aperto sabato in uno scenario autunnale impreziosito dai colori della faggeta che si attraversa salendo da Campoforogna. È stata scoperta una targa per ricordare i 60 anni del rifugio e per ribadire il ruolo di presidio, di condivisione, di cultura e di solidarietà delle strutture in quota per il futuro della frequentazione della montagna.

Scoprimento targa rifugio sebastiani

Lo scorpimento della targa celebrativa © Cai Rieti

I presenti alla cerimonia

Tra i presenti il Sindaco di Micigliano, Emiliano Salvati, il Vicesindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, il Comandante provinciale dei Carabinieri, Bruno Bellini, il Comandante del Gruppo Carabinieri Forestali della Provincia di Rieti, Irene Davì, i rappresentanti della Guardia di Finanza, dell’Aeronautica e il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Paolo Mariantoni.
Per il Cai sono intervenuti Gian Paolo Boscariol, componente Comitato direttivo centrale, Marcello Borrone, Vicepresidente Commissione centrale rifugi, Ettore Martinello, Presidente Commissione centrale alpinismo giovanile, Antonio Di Grottole, componente Commissione centrale tutela ambiente montano. A rappresentare il Cai Lazio il Vicepresidente Ilo Berni, per le Commissioni regionali il Presidente Aldo Mancini (Sentieri e Cartografia) e il Vicepresidente Stefano Trinchi (Medica).
Rappresentate molte Sezioni del Lazio, Umbria e Abruzzo. Carlo Diodati ha portato i saluti del Presidente e del CD del Cai Abruzzo.
Presenti anche Pino Calandrella, Direttore della Scuola “Franco Alletto” della Sezione di Roma e Alessandro Mazzilli, Capo Stazione di Rieti del Cnsas. A rappresentare la famiglia Sebastiani nello scoprimento della targa hanno partecipato tre nipoti di Angelo Sebastiani: Lucia, Angelo e Gino.
Per l’occasione si è avuto modo di riunire quattro gestori di Rifugi Cai dell’Appennino Centrale: Marco Valeri, gestore dell’”Angelo Sebastiani”, Emanuele Ludovisi del “Massimo Rinaldi”, Eleonora Saggioro del “Vincenzo Sebastiani” e Luca Mazzoleni del “Carlo Franchetti”.
Alla cerimonia ha partecipato anche il Coro Cai Rieti con alcuni brani del proprio repertorio di montagna.

Trekking urbano Rieti

Il Trekking urbano a Rieti © Cai Rieti

Il Trekking urbano

Il giorno successivo la Sezione ha aderito come di consueto alla XVIII edizione della Giornata Nazionale del Trekking Urbano, con la consueta collaborazione del Comune. L’itinerario percorso un itinerario cittadino ha voluto richiamare il tema dell’edizione di quest’anno: “Una sana follia. Alla scoperta del territorio attraverso i suoi bizzarri personaggi”.

«Il nostro socio Roberto Marinelli ci ha accompagnato in questa passeggiata “In cammino con il genius loci”, forti dell’immaginazione alimentata dalla ricerca di ciò che è accaduto nel passato», afferma il Presidente del Cai Rieti Angelo Marsini. «Un cammino in città seguendo una sorta di archeologia del suo paesaggio».

La Sezione di Rieti si è messa a disposizione di chi volesse “camminare” questo viaggio di conoscenza urbana,

«con la curiosità nel ricercare chiavi di lettura per una diversa interpretazione dei nostri quotidiani “luoghi comuni”. Così i 38 partecipanti, provenienti anche da altre regioni, hanno avuto modo di percorrere vie, vicoli, piazze e scalinate del centro cittadino “rivedendo” con l’immaginazione luoghi, personaggi e mestieri. Hanno viaggiato nel tempo e nello spazio, in una lettura del paesaggio urbano come una carta geologica, una stratigrafia pseudo archeologica, cercando però di individuare il “Genio” nascosto in ogni luogo, con il riferimento ai toponimi, agli avvenimenti reali del passato e ai fatti leggendari o aneddotici, intessendoli con il ricordo di figure e personaggi che ne hanno caratterizzato il senso. Il genio dei luoghi e la genialità di chi ci ha preceduto nel lungo cammino della storia».