Cani da guardianìa, dall’allevamento all’inserimento al lavoro

Giovedì 26 maggio il Gruppo grandi carnivori organizza, in collaborazione con il Cai Celano, una serata online per diffondere informazioni su una razza di cane utilizzata sempre più spesso per difendere le greggi dagli attacchi dei lupi. Non mancheranno consigli pratici per gli escursionisti su come comportarsi in caso di incontro

Un cane da guardiania che presidia un gregge di pecore © Cai sezione ligure - Genova

«Una pratica antica e radicata nell’Appennino, più recente e discussa invece sulle Alpi». Con queste parole il Gruppo grandi carnivori del Club alpino italiano definisce l’utilizzo, da parte dei pastori e degli allevatori, dei cani da guardinìa, per difendere le greggi dagli attacchi dei lupi.

Un animale da conoscere

Questa pratica si sta diffondendo sempre di più, di pari passo con la riconquista degli antichi areali da parte del lupo, nei territori montani e non solo. Di conseguenza il Gruppo grandi carnivori ritiene molto importante che i frequentatori della montagna conoscano questa razza di cane, il suo carattere, le modalità con cui lavora in ambiente e i comportamenti da tenere in caso di incontro.

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La locandina della serata online

Serata online con esperienza a confronto e consigli pratici

Questi sono gli obiettivi dell’appuntamento online “Cani da guardianìa, dall’allevamento all’inserimento al lavoro. Esperienze a confronto e Consigli pratici”, organizzato con la collaborazione del Cai Celano (Sottosezione della Sezione di Carsoli), in programma giovedì 26 maggio alle 21.

«Interverranno due grandi esperti del settore, oltre a un allevatore alpino che ha introdotto di recente in azienda il pastore maremmano-abruzzese», si legge nella nota del Gruppo grandi carnivori. «La serata si propone di essere un momento di conoscenza, di approfondimento, di confronto e di chiarimento su dubbi e timori che spesso vengono avanzati perché non abbiamo esperienza su come approcciare questi alleati del pastore».

Il Gcc è dunque convinto che la futura coesistenza tra uomo e lupo passi anche attraverso

«una sempre maggiore presa di coscienza della complessità che il predatore porta con sé al suo ritorno soprattutto nei territori che da decenni non lo annoveravano più come specie presente. Avere elementi di riflessione e dati su cui poter ragionare e costruire una nostra opinione realistica e non basata sulle emozioni, accogliendo tutte le molteplici e non sempre facili o banali sfaccettature che la presenza del lupo ci pone davanti e la strada maestra che il Cai da anni persegue su questi temi».

Per seguire l’incontro clicca qui.

Leggi l’articolo “Alla scoperta del pastore maremmano abruzzese” pubblicato lo scorso anno su Lo Scarpone.