Forcella Marmarole, inaugurato il nuovo bivacco Fanton

Cai Auronzo e Fondazione Architettura Belluno Dolomiti hanno portato a termine un percorso iniziato nel 2015. Per le norme anti Covid, il bivacco è attualmente utilizzabile solo in caso di emergenza

bivacco fratelli fanton

Il nuovo bivacco Fratelli Fanton © Cai Auronzo

«Si tratta della realizzazione di un percorso nato nel 2015. Un progetto, un sogno che sono diventati realtà». Queste le parole del presidente del Cai Auronzo Stefano Muzzi dopo l’inaugurazione, sabato scorso a Forcella Marmarole (quota 2.667 metri), sulle Dolomiti bellunesi, del nuovo bivacco Fratelli Fanton.

Un ambiente si straordinaria e selvaggia bellezza

Alla cerimonia erano presenti una trentina di persone, tra cui i progettisti, alcuni rappresentanti della Stazione di Auronzo del Cnsas e di altri escursionisti saliti per l’occasione.

«Prima il concorso di idee, nato dalla collaborazione tra il Cai di Auronzo e la Fondazione Architettura Belluno Dolomiti e vinto dallo Studio Associato Demogo di Treviso», continua Muzzi. «Ora la collocazione a Forcella Marmarole, in un ambiente incontaminato e di straordinaria selvaggia bellezza».

Accesso consentito solo per le emergenze

Il bivacco ora è aperto, anche se, a causa delle normative anti Covid, l’accesso è da intendersi legato esclusivamente a motivi di emergenza. In questa ottica all’interno della struttura non sono state poste le coperte e i cuscini.

«Invitiamo tutti gli escursionisti che d’ora in avanti visiteranno la struttura a rispettare quanto realizzato, lasciando il bivacco nelle stesse condizioni in cui l’hanno trovato, ben chiuso e al riparo dagli agenti atmosferici», ha detto ancora il presidente del Cai Auronzo.

La presentazione del progetto

L’inaugurazione è stata preceduta, nella serata di venerdì 27 agosto, dalla presentazione del progetto. L’evento, ospitato dal Kursaal di Auronzo, ha visto gli interventi del sindaco di Auronzo, Tatiana Pais Becher, del Vicepresidente generale del Cai, Francesco Carrer, del presidente della Fondazione Architettura Belluno Dolomiti, Angelo Da Frè, e della presidente dell’Ordine degli architetti di Belluno Fabiola De Battista.
L’architetto Simone Gobbo, dello Studio Demogo, ha illustrato lo sviluppo e la realizzazione dell’opera, mentre Massimo Casagrande, architetto e vicepresidente della Sezione, ha illustrato il concorso e il processo di genesi.

«L’aspetto del bivacco è quello di un volume sbozzato adagiato sul crinale. Un’architettura che si caratterizza fortemente per un profilo inclinato in grado di adattarsi all’orografia della Forcella Marmarole», ha spiegato Casagrande. «L’edificio ha una forte valenza anche nella spazialità interna. Interamente organizzata in modo ascensionale lungo il pendio, forma infatti un elegante balcone puntato verso Auronzo. L’opera ha affrontato sfide tecnologiche complesse e si propone come un progetto teso a esplorare la ricerca sui materiali in alta quota. Vuole essere, insomma, un tentativo di ripensare l’ospitalità in montagna».