Grotte turistiche. Quando si spegne la luce nel buio

In questo momento di grave emergenza, le grotte turistiche sono state prese in considerazione per le loro specifiche peculiarità dal ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo

Sala delle candeline Grotta di Frasassi

La Sala delle Candeline nella Grotta di Frasassi © Archivio Grotte Frasassi

Il Mibact ha stanziato un fondo per il ristoro delle perdite subite nel 2020 in modo specifico dalle grotte turistiche. Le grotte turistiche sono spesso, e superficialmente, considerate solo come meta di turisti distratti che rimangono sorpresi da qualche concrezione inusuale, non si interessano all’ambiente di grotta, si accontentano di frettolose spiegazioni, impattano sull’ambiente e se ne vanno.
Se pensiamo al culmine del periodo estivo in anni normali, in una grotta turistica di grande richiamo questo aspetto è certo presente. Ma lo stesso affollamento lo ritroveremo in molti luoghi che meriterebbero una più discreta frequentazione.
Non si può dimenticare che le grotte turistiche sono una straordinaria opportunità per far conoscere il mondo sotterraneo, riducendo al minimo i rischi per i visitatori, operando con costante attenzione per ridurre l’impatto con l’ambiente e elevando, al contempo, la qualità delle visite guidate.
Occorre ricordare che molte grotte turistiche sono meta di gite scolastiche, propongono laboratori didattici e sono inserite in percorsi di grande interesse naturalistico, storico e culturale. Non possiamo non citare il laboratorio carsologico della grotta di Bossea, e la Grotta Gigante di Trieste, gestita dalla Commissione Grotte Eugenio Boegan della Società Alpina delle Giulie del Cai di Trieste; impossibile fare un elenco di tutti gli studi e le ricerche che hanno come teatro le cavità turisticizzate.
Per sapere cosa è successo nelle grotte turistiche in Italia e nel mondo abbiamo posto qualche domanda a Mario Verole Bozzello, titolare della Grotta del Vento nelle Alpi Apuane, consigliere dell’Agti (Associazione grotte turistiche italiane) e dell’Isca, che riunisce associazioni nazionali e anche singole grotte turistiche a livello internazionale. Mario, inoltre, continua una tradizione di famiglia, poiché Vittorio Verole Bozzello, suo padre (ora presidente onorario Agti) creò oltre cinquant’anni fa la Grotta del Vento turistica, con la precisa intenzione di far conoscere le grotte a molte persone, in un ambiente adattato, ma protetto.

Lago dei cristalli Grotta del Vento di Fornovalasco

Il Lago dei cristalli nella Grotta del Vento di Fornovalasco © Mario Verole Bozzello

Mario, tu sei anche speleologo, ma oggi parliamo di grotte turistiche. Cosa è successo e cosa sta succedendo in questo difficile periodo?
«Nel 2020, come la quasi totalità delle aziende del settore turismo, anche l’attività delle grotte turistiche è stata duramente colpita dall’emergenza Covid-19. La prima sfida è stata capire come applicare le direttive per la prevenzione del contagio a un ambiente estremamente peculiare come quello di una grotta. A questo fine la Commissione scientifica dell’Isca ha elaborato una serie di suggerimenti e linee guida specifici per le grotte turistiche. Le differenze tra le caratteristiche delle varie grotte hanno fatto sì che in alcune di esse siano state limitate le dimensioni dei gruppi, in altre il numero di gruppi in grotta, in altre ancora siano stati variati i percorsi. Quasi ovunque adesso viene richiesta, o fortemente incoraggiata, la prenotazione. Per effetto di questi accorgimenti, quello che ha accomunato quasi tutte le grotte turistiche è stato un calo più o meno marcato del numero dei visitatori».

Nel 2019, le grotte turistiche, nel mondo, erano state visitate da ben 144 milioni di persone. Cosa è successo nel 2020?
«Da una indagine Isca compiuta sui primi sei mesi del 2020, il calo medio su scala mondiale rapportato allo stesso periodo del 2019 era di circa il 59%. Per compensare i mancati introiti sono state ridotte le spese di promozione, anche in considerazione della minore disponibilità di posti e sono state fatte riduzioni del personale, che hanno gravato sulla già precaria situazione occupazionale delle zone montane in cui si trovano molte delle grotte. In Italia, la Cassa integrazione straordinaria è stata di sollievo solo nei confronti dei pochi lavoratori a tempo indeterminato, in un settore a regime fortemente stagionale. Pesante anche l’effetto sull’indotto, visto che molte attività turistiche, normalmente trainate dal traffico generato dalle grotte, oltre ad avere dovuto affrontare lunghi periodi di fermo, a causa dei contingentamenti dei gruppi nella tregua estiva non sono riuscite a raggiungere quella soglia di fatturato che consentisse loro di tenere aperto».

Mario Verole Bozzello grotta Lamprechtsofen

Mario Verole Bozzello alla grotta Lamprechtsofen in Austria © Massimo (Max) Goldoni

Riesci a vedere qualche elemento positivo in questa risposta all’emergenza, che coinvolge anche il 2021, Anno internazionale delle grotte e del carsismo?
«In questo quadro non certamente buono, va detto che la pandemia, come avviene in molti casi di crisi, ha fornito degli spunti per possibili miglioramenti da attuarsi sia prima che dopo la fine dell’emergenza. L’obbligo di prenotazione aiuta a gestire più razionalmente le risorse e ad alleggerire l’impatto delle ore di punta sul delicato ambiente sotterraneo. Le visite effettuate in gruppi più piccoli sono state particolarmente apprezzate dal pubblico. Le limitazioni al turismo di massa, in particolare quello balneare e delle città d’arte, ha spinto i visitatori alla riscoperta dell’ambiente montano e questo può fare sperare in una buona ripartenza, quando finalmente verremo fuori da questa crisi sanitaria.
Per ultimo il ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo ha stanziato un fondo per il ristoro delle perdite subite nel 2020 specificamente per le grotte turistiche. I dettagli della misura e le modalità di assegnazione dei fondi di ristoro decisi dal ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo ancora non sono noti, ma fa piacere che per la prima volta grotte turistiche siano state prese in considerazione tenendo conto della loro peculiarità.
Non ci resta che confidare in un prossimo futuro, quando gli speleologi torneranno a illuminare il vuoto delle montagne e le grotte turisticizzate accoglieranno nuovi, interessati visitatori».