La montagna a Pordenonelegge

Una manifestazione che riscuote ogni anno un ampio successo di critica e di pubblico, e dove anche il Cai continua a fare la sua parte. La 22a edizione della kermesse friulana ha visto quest’anno la presentazione di tre nuovi libri di tema alpinistico

PN legge La libertà è tutto

La presentazione del libro “La libertà è tutto” © Cai

Curiosità, attenzione, voglia di condividere letture e chiacchiere, come ai vecchi tempi. Ha compito 22 anni, Pordenonelegge, la grande kermesse libraria friulana. Che, dopo l’edizione del settembre 2020, coraggiosa ma caratterizzata da un’estrema (e più che giustificata) prudenza, è di nuovo tornata a indossare la sua livrea migliore. Ovviamente, sempre nei limiti imposti dalle norme di sicurezza, che sono stati fatti rispettare a tutti gli appuntamenti previsti con estremo rigore, nell’interesse del pubblico e degli autori.
Quest’anno si è davvero sentita un’aria diversa, una gran voglia di ritornare alla normalità. Tutti gli appuntamenti hanno fatto registrare il numero massimo di spettatori possibile, quello stabilito dagli organizzatori sulla base delle misure anti Covid, ma non è mai mancato l’entusiasmo e la partecipazione di autori e lettori.

Otto anni di montagna

Per l’ottavo anno consecutivo, le presentazioni a Pordenone che riguardano il settore “montagna” sono state organizzate dalla redazione di Montagne360, con il Centro operativo editoriale del Cai, il Gruppo regionale Friuli-Venezia Giulia e la Sezione di Pordenone. A dialogare sul palco con gli autori, come ormai da tradizione, è toccato a Luca Calzolari, direttore di M360, e al giornalista Roberto Mantovani.
Tre le presentazioni previste, che si sono tenute in tre diversi luoghi.

Pn legge un'estate in rifugio

La presentazione di “Un’estate in rifugio” © Cai

Ragazzi in rifugio

Venerdì 17 settembre gli appassionati di montagne hanno potuto assistere a due appuntamenti. Quello del mattino, all’Auditorium dell’Istituto Vendramini, divulgato anche in streaming per i ragazzi delle scuole, ha coinvolto la scrittrice Sofia Gallo, autrice del fortunato romanzo Un’estate in rifugio, uscito perla collana “I caprioli”, edita da Salani in collaborazione con il Cai. Una vicenda che ha come protagonisti un gruppo di adolescenti ed è ambientata al rifugio Albert Deffeyes, nelle vicinanze del Rutor, in Valle d’Aosta. Una bella storia, capace di coinvolgere i ragazzi ma anche gli adulti, narrata con grande perizia dall’autrice, che tra l’altro può vantare una lunga esperienza di insegnamento nelle scuole medie e frequenta la montagna sin dall’infanzia in qualità di escursionista e di alpinista.
Sul palco e in sala, la vicenda narrata ha generato un intenso scambio di opinioni sulla “letteratura per ragazzi”, ma anche sul ruolo che la montagna può svolgere nella maturazione degli adolescenti e nell’assunzione, da parte loro, del principio di responsabilità.

PN Legge premio dolomiti unesco colesanti

La consegna del Premio Dolomiti Unesco a Francesca Colesanti © Cai

Chiaretta Ramorino, un vero mito

Nella serata di venerdì, al Ridotto del Teatro Verdi, si è svolta l’attesa presentazione del libro La libertà è tutto. Chiaretta Ramorino, tante vite in una, uscito di recente per le Edizioni del Gran Sasso. Oltre ai presentatori, sulla ribalta erano presenti la giornalista Francesca Colesanti, autrice della biografia, e la protagonista del libro, la 90enne romana Maria Chiara “Chiaretta” Ramorino.
Personaggio di straordinaria caratura, Chiaretta ha deliziato il pubblico con le sue battute e i suoi ricordi. Senza mai rinunciare a quell’understatement (un atteggiamento che ha strappato sorrisi, apprezzamento e applausi e da parte della platea) che ne caratterizza la personalità e il modo d’essere. Il pubblico era tuttavia a conoscenza della storia di Chiaretta, fatta di eccellenza sportiva e attività scientifica. Grande tennista (competeva con la campionessa Lera Pericoli), stella del basket nazionale, primatista di atletica leggera sulla distanza degli 800 metri, alpinista e istruttrice di alpinismo presso la Sezione di Roma del Cai, scialpinista, campionessa di orienteering, nella quotidianità Ramorino ha lavorato per decenni come fisica nucleare, prima come assistente di Edoardo Amaldi (uno dei “ragazzi di via Panisperna”, il gruppo che faceva capo a Enrico Fermi), e poi al Centro Ricerche Casaccia dell’Enea.
Interessanti anche le confessioni di Francesca Colesanti, anche lei alpinista oltre che giornalista, che ha intrattenuto i convenuti con il racconto del suo lungo lavoro di scavo tra i ricordi e gli album fotografici di Chiaretta (una ricerca certosina svolta in pieno lockdown) e che ha riportato alla luce aneddoti inediti della carriera alpinistica della protagonista del libro.
La serata è terminata con l’assegnazione del Premio Dolomiti Unesco a Colesanti (premio che l’autrice ha voluto condividere con Chiaretta Ramorino) e con un’interminabile firma-copie per entrambe le ospiti della manifestazione friulana.

PnLegge Sherlock Holmes

La presentazione di “Sherlock Homes e il tesoro delle Dolomiti”

Sherlock Holmes e Watson sui Monti Pallidi

Domenica sera, ultimo incontro all’Auditorium PAFF!, con la presenza del giornalista Fabrizio Torchio e  di Riccardo Decarli, bibliotecario della Sat di Trento, i due autori del giallo Sherlock Holmes e il tesoro delle Dolomiti (Mulatero Editore).
Al solito, sala esaurita fino al limite delle presenze consentite e grande attesa per la presentazione di un racconto investigativo “apocrifo” davvero capace di intrigare il lettore. Un romanzo avvincente, scritto rispettando il severissimo “sacro canone” dei fans di Holmes (del romanzo abbiamo anticipato la trama sul numero di settembre di Montagne 360).
Va subito detto che il grande interesse del volume – oltre alla trama, che comincia a dipanarsi a Londra nell’estate del 1895, si sposta poco dopo in Italia e nel Trentino Austriaco e termina a Venezia (allontanandosi dalle Alpi con una digressione nell’Himalaya orientale) – riguarda anche la precisissima e minuziosa ricostruzione storica dell’Italia di fine ‘800 e il racconto delle vicende dell’alpinismo sui Monti Pallidi in quell’epoca. Un ambiente in cui convergono esplorazione e afflati sportivi che vedono sfilare alpinisti inglesi di fama, scalatori di lingua tedesca e guide alpine trentine. Temi e vicende su cui Decarli e Torchio hanno dimostrato di essere ferratissimi, nonostante le domande stringenti (anche se sempre amichevoli) di Mantovani e Calzolari. D’altra parte, i due autori trentini avevano già abbondantemente dato prova delle loro conoscenze storiche nel volume Ad Est del Romanticismo. 1786-101. Alpinisti vittoriani sulle Alpi, uscito nel 2014 per New Book Edizioni.