M360 di gennaio, un numero speciale. Vi spieghiamo perché

L'elogio della neve, eccezionali ricorrenze, interviste (anche impossibili). Sono tante le ragioni per considerare “speciale” Montagne360 di gennaio 2021

Piemonte, La Torrette (Casteldelfino - Cn), Lou Fantome

Piemonte, La Torrette (Casteldelfino – Cn), Lou Fantome © Stefano Torrione

Non c’è niente di normale nei giorni che stiamo vivendo. Ripetere il perché, oltre che inutile, risulterebbe perfino ridondante. Per capire ciò di cui stiamo parlando è sufficiente ripensare alle festività natalizie appena trascorse e immaginare il Capodanno che a breve segnerà l’avvento del nuovo anno. Il rosso che generalmente associavamo al Natale, alle palline appese all’albero e al vestito di Santa Claus è ora il colore che contraddistingue tutte le regioni del nostro bel paese. Oggi appartenere al colore rosso significa rispettare un bel pacchetto di regole e divieti. Oggi il colore rosso ha il significato di un confine – relazionale e geografico – che precauzionalmente non possiamo superare.

Il rosso e il bianco

Non è un caso che in questo spazio incerto, fatto di attese e speranze, al rosso si contrapponga un altro colore primario capace di evocare tutt’altre emozioni. Stiamo parlando del bianco. Libertà, fiducia nel futuro e purezza sono i suoi principali significati. Il bianco, più di ogni altra cromia, rappresenta l’inizio di una nuova fase vitale. E il bianco è colore dominante della copertina del numero di gennaio 2021 di Montagne360. La rivista, fresca di stampa, sta per raggiungere le edicole e le case di abbonati e soci Cai. Se ve ne parliamo è perché questo è un numero speciale. Sotto ogni punto di vista.

Elogio della neve

La prima delle particolarità è da associare proprio alla scelta cromatica. Sì, perché stavolta il bianco è dominante. In copertina, nelle pagine interne, nelle narrazioni, nelle proposte di viaggi e itinerari. È il bianco della neve che nonostante i divieti e un dicembre con temperature particolarmente miti ha iniziato a far bella mostra di sé ricoprendo cime, montagne, valli, altopiani e perfino le città. Nel giorno di Santo Stefano si è imbiancato il paese. Non solo le Dolomiti (dove sono caduti due metri e mezzo di neve), ma anche il Vesuvio, i passi appenninici e il cuore della Sardegna. Un contesto nel quale gli impianti sciistici, ormai chiusi da tempo, potrebbero non riaprire neppure a partire dal 7 gennaio. In base alle ultime valutazioni del comitato tecnico-scientifico la riapertura potrebbe slittare a fine gennaio perché la circolazione del virus “rimane elevata”. Prevale la cautela.

Montagne360, copertina di gennaio 2021

Montagne360, copertina di gennaio 2021 © Cai

Con ciaspole e ramponi

Immaginando il futuro incerto, così come durante il periodo estivo sono stati raccolti e proposti nuovi sentieri da scoprire, Montagne360 ha pensato bene di suggerire itinerari da affrontare a piedi, coi ramponi o con le ciaspole ai piedi. Tutti percorsi sulla neve, destinati all’esplorazioni di luoghi e spazi naturali di assoluta bellezza. Dal Trentino-Alto Adige all’Abruzzo, dal Veneto al Friuli-Venezia Giulia. Nel suo editoriale, il presidente generale del Cai, Vincenzo Torti, si dice consapevole “che non basta cambiare calendario perché ogni criticità venga messa alle spalle”. Magari fosse così. “Ma, come del resto accade nella quotidianità di ciascuno, c’è modo e modo di affrontare problemi e contrarietà”. Nel proporre alcune riflessioni nate a seguito della lettura di scritti e resoconti alpinistici – “che potrebbero aiutarci a guardare al futuro, personale e collettivo, con rinnovata e condivisa fiducia” – Torti ricorda come “l’insegnamento che possiamo trarre dalla descrizione della preparazione del viaggio”. Ovvero la “l’attesa paziente”. Le proposte d’itinerari nella montagna imbiancata hanno infatti quest’obiettivo: offrire spunti e stimoli per immaginare l’immediato futuro e quella nuova rinascita che intrinsecamente il colore bianco della neve porta con sé.

Anniversari

Se il numero di gennaio è un numero speciale, non è solo perché si parla di neve (e di un nuovo inizio, meglio se compiuto in luoghi estranei alle frequentazioni massive). Questa rivista è speciale anche perché è la numero 100. Esatto, quello che andrete a leggere è il centesimo numero dalla prima uscita in edicola. Un anniversario che non poteva passare inosservato e che il direttore Luca Calzolari ha ben celebrato nella rubrica Peak&Tip (da conservare il collage a tutta pagina che ripropone tutte le copertine dal 2012 a oggi). Quella di Montagne360 non è però l’unica ricorrenza che Montagne360 ha deciso di rievocare. In questo numero, infatti, c’è spazio anche per i 150 anni del Cai Napoli e per i primi 90 anni del Comitato scientifico centrale del Cai.

Interviste

News, speleologia, cambiamenti climatici, libri, turismo lento, smart working in montagna, cronache alpinistiche. C’è questo è molto altro, nella rivista di gennaio. Soprattutto ci sono le interviste. Interessanti, verticali, inedite. Da una parte c’è la narrazione storica (e non solo) di Pietro Crivellaro, che presenta il libro “Quintino Sella – Il Monviso e altri scritti” (di straordinario fascino le foto d’archivio), dall’altra c’è il dialogo intimo e personale con Andrea Gobetti (il pretesto è l’uscita del libro “Dal fondo del pozzo ho guardato le stelle – Memorie di un esploratore ottimista e ribelle”). E infine c’è l’intervista che non immaginereste mai di poter leggere. A chi?, vi domanderete. È presto detto: stavolta a essere intervistata è stata una giovane Montagna. No, non vi stiamo prendendo in giro. Sfogliare per credere.

[Clicca qui per consultare online il numero di gennaio di M360 o qui per l’archivio della rivista]