Montagne360, ‘Animali e scienza: come reagisce la fauna alla crisi climatica’

Il focus del numero di gennaio 2022 della rivista del Cai approfondisce gli ultimi studi e le azioni messe in atto per tutelare le specie minacciate.

Stambecchi adulti

Stambecchi adulti nel versante valdostano del Gran Paradiso © Cesare Re

Che anno sarà il 2022 per la montagna? Ancora troppo presto per fare previsioni, certo.
L’auspicio però è quello di un recupero sempre crescente delle attività, sia pur con l’adozione delle dovute precauzioni e tenendo conto dell’evoluzione della situazione sanitaria.

Di sicuro in questi ultimi due anni, nonostante le difficoltà, il Club alpino italiano ha promosso una ripresa delle proprie iniziative, al punto che non poche Sezioni hanno visto aumentare il numero dei propri iscritti. Ciò è stato possibile, operando le dovute accortezze, anche grazie a nuove modalità gestionali, sempre dalla parte di chi la montagna la vive e la ama.

Il ritorno della neve ha fatto ripartire lo sci su pista, proprio in contemporanea con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 40 del 2021 sulla sicurezza nelle discipline sportive invernali. Una disposizione normativa di cui parliamo, in maniera approfondita, nel primo numero del 2022 della rivista del Cai. Particolare attenzione viene dedicata all’obbligo di munirsi di artva, pala e sonda per chi pratica scialpinismo, sci fuori pista e attività escursionistiche in ambienti dove sussistono rischi di valanghe.
Fra le novità che impatteranno più direttamente sul “portafoglio” degli sciatori troviamo la necessità di possedere una assicurazione che copra la responsabilità civile per danni o infortuni causati a terzi. In assenza della polizza R.C., infatti, la nuova norma prevede sanzioni da 100 e 150 euro, oltre al ritiro dello skipass. A tal proposito, il presidente generale del Cai Vincenzo Torti ricorda nel suo editoriale che i Soci Cai, in regola con il tesseramento 2022, possono dotarsi di assicurazione R.C. al costo di 12,50 euro annui, in tutta l’attività personale, compresa quella dello sci su pista.

Monte dell'Ascensione

L’aspro profilo del Monte dell’Ascensione (Ascoli Piceno) © Giorgio Marini

L’effetto clima sugli animali

Come reagisce la fauna alla crisi climatica? Questo è l’interrogativo al quale cercano di rispondere i tre articoli del focus di questo numero di Montagne360. Il primo contributo ci informa del ritorno dello stambecco delle Alpi sulle montagne della Lombardia. Una storia di successo del rapporto fra uomo e natura possibile anche grazie ad un progetto di citizen science curato dal Comitato scientifico centrale e dalla Sezione di Bergamo del Cai. Gli esemplari simbolo delle alte quote, in passato a rischio estinzione, oggi grazie a questa iniziativa vengono monitorati e fotografati da cittadini, escursionisti e soci Cai che contribuiscono attivamente alla raccolta di dati sulla presenza, distribuzione e stato sanitario della popolazione di stambecchi delle Alpi Orobie a distanza di trent’anni dalla loro reintroduzione. Le immagini, pervenute in modalità digitale, sono state in seguito validate, georeferenziate e caricate sulla pagina Facebook e Instagram del progetto @stambeccorobie.

Un secondo contributo è dedicato alle forme di vita, tante e inattese, che abitano il sottosuolo e le grotte delle montagne italiane: millepiedi che sopravvivono sul monte Baldo e sulla Presolana nutrendosi dell’acqua dei nevai; un magnifico coleottero cieco, dal colore bruno rossiccio, trovato negli ultimi decenni in una grotta del monte Redondo; per arrivare al curioso ritrovamento di pipistrelli mummificati in una grotta sulle pareti della Cima Valmora, in alta Val Seriana.

A chiudere il trittico di narrazioni ci sono infine i colori rari e bellissimi dei fenicotteri rosa che scelgono la riserva siciliana di Salina di Priolo come luogo ideale per la riproduzione. A differenza delle saline che si trovano nel trapanese, dove si produce il sale e le vasche rimangono prive di acqua di mare per il periodo primavera-estate-autunno, in quelle di Priolo l’acqua rimane tutto l’anno assicurando ai fenicotteri e ai nascituri il cibo necessario.

In discesa sulla neve polverosa verso il lago Fedaia (Trento) © Daidola

I magnifici sette (e oltre)… itinerari scialpinistici

C’è solo l’imbarazzo della scelta nelle proposte per vivere le Terre alte d’inverno. Fra gli itinerari scialpinistici suggeriti: sette (più due) hanno come teatro perfetto il versante nord della Marmolada e sono adatti ai medi o ai buoni sciatori alpinisti, ideali per una “settimana bianca” da dedicare alla Regina delle dolomiti.

Paesaggi grandiosi e incontri con gli animali che abitano il territorio sono gli elementi peculiari dei percorsi proposti sul versante valdostano del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Per camminare in un ambiente maestoso con moltissime possibilità di osservare camosci, stambecchi, con le alte vette grandiose quinte naturali.

Scendendo in Appennino, invece, sono tre le possibilità proposte per immergersi nel paesaggio aspro e mutevole dei calanchi ai piedi del Monte dell’Ascensione, a nord di Ascoli Piceno: un vasto territorio, in gran parte impervio e poco conosciuto, che fa parte della Rete Natura 2000.

Restando nelle Marche, un contributo approfondisce i segni geologici dei terremoti del 2016, ancora chiaramente visibili sui versanti del Monte Vettore, oltre a testimoniare il ricordo di una drammatica tragedia. Una caratteristica unica nel territorio italiano che fa della montagna più alta dei Sibillini un geosito studiato dai geologi di tutto il mondo.

Cai Scuola, per la prima volta un corso di formazione sbarca all’estero

Lo scorso autunno sull’isola di Gozo, la più occidentale delle isole maltesi, si è tenuto un corso per la formazione dei docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado in materia di educazione ambientale. Il numero di gennaio 2022 della rivista del Cai racconta questa esperienza – per la prima volta al di fuori dei confini nazionali – maturata nell’ambito del progetto Cai Scuola. Si tratta del primo corso dall’inizio della pandemia nel quale gli insegnanti hanno affrontato temi legati alla geologia, morfologia e archeologia dell’arcipelago maltese; ma anche alla storia, all’economia e alla tutela della biodiversità grazie al progetto Eco-Gozo, che ha lo scopo di incoraggiare lo sviluppo dell’isola con l’obiettivo di proteggere l’ambiente e la coesione sociale, mantenendo distinta la propria identità culturale.

Gozo Malta

Il Gruppo Cai Scuola impegnato in un’escursione sulla scogliera di San Lawrenz sull’isola di Gozo (Malta) © Francesco Carrer

E tante altre storie di montagna

I lettori di Montagne360 troveranno in questo numero della rivista un portfolio fotografico dedicato alle varie forme dell’acqua: uno degli elementi più mutevoli del mondo delle Terre alte che può essere pioggia, neve, ghiaccio, nebbia, brume. E ora, con i suoi eccessi, rappresenta un monito dello stato della natura e del clima.

Di volontariato come grande bene comune, invece, ci parla il direttore Luca Calzolari nel suo Peak&Tip. Lo fa ricordando che oggi, a 31 anni dalla approvazione della legge quadro sul volontariato (Legge n. 266/91), ci troviamo di fronte alla riforma del terzo settore (da una parte) e alla proposta (dall’altra) di candidatura transnazionale del volontariato a bene immateriale dell’Unesco.

«Le donne e gli uomini del Cai – scrive Calzolari sanno bene che il volontariato, unito alla passione per la montagna, è una componente fondamentale del cuore pulsante della vita del Sodalizio. Quindi sì, a mio modo di vedere, il volontariato ha tutte le carte in regola per essere riconosciuto bene immateriale dell’Unesco».

Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano, come sempre, il numero di dicembre di Montagne360.

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copertina Montagne gennaio 2022

La copertina di Montagne360 di gennaio 2022