Montagne360 racconta l’impresa alpinistica italiana della quinta ripetizione invernale della via Solleder-Lettenbauer alla Civetta

Tanto alpinismo ma anche escursionismo nell’ultimo numero della rivista del Cai, con la Relazione morale del Presidente generale Vincenzo Torti e la presentazione del Bilancio d'esercizio 2021 da parte del Direttore Andreina Maggiore.

La parete nord-ovest della Civetta, al centro la Solleder-Lettenbauer

Tre giorni di scalata di misto, due bivacchi sulla ‘parete delle pareti’, 1200 metri di sviluppo. Diego, Marco e Nicola sbucano sotto la croce di vetta alle 17.30 del 9 marzo, ognuno con il proprio zaino di attrezzatura ed emozioni distinte. Restano lì un’ora per godersi il tramonto: il momento perfetto a conclusione di una scalata tanto agognata. È tutta italiana la quinta ripetizione invernale della via Solleder-Lettenbauer alla Civetta e ve lo raccontiamo nell’ultimo numero di Montagne360.

Diego, Marco e Nicola sulla croce di vetta

Nella rubrica Peak&Tip, il direttore Luca Calzolari scrive di una nuova fragilità: l’ecoansia. Un disturbo che colpisce soprattutto i giovani e le persone più consapevoli dei problemi e degli effetti che, sul breve e lungo periodo, possono essere causati dalla crisi climatica.

Ma non tutto il male viene per nuocere perché, come afferma il direttore «colpisce positivamente il fatto che questa emozione sia figlia della consapevolezza dei più giovani, che dimostrano di avere a cuore il loro destino e quello del mondo. In secondo luogo l’ansia, almeno finché non diventa patologia, può essere canalizzata in qualcosa di positivo che si traduce e concretizza nelle relazioni, nella partecipazione e nell’attivismo».

Calzolari c’informa inoltre che, fra le auto-cure proposte dallo psicoterapeuta Matteo Innocenti nel suo ultimo libro Ecoansia. I cambiamenti climatici tra attivismo e paura, vi sono la riconnessione con la natura, l’attivismo per l’ambiente e le camminate nei boschi «respirando i suoi odori, come quello delle cortecce degli alberi che rilasciano sostanze antidepressive e ansiolitiche».

La Relazione morale e il bilancio del Sodalizio 2021

Non mancano inoltre, nelle pagine della rivista del Cai, la Relazione morale sullo stato del Club alpino italiano in cui il Presidente generale Vincenzo Torti ha sottolineato il raggiungimento del più elevato numero di iscritti in un momento in cui, a dispetto delle criticità individuali e collettive, si manifesta una ripresa di tutte le attività grazie all’impegno del volontariato, che costituisce la colonna portante e la vera forza dei Cai. 

«Ad ogni singola Socia e a ciascun Socio – scrive Tortia prescindere dal loro livello di impegno in ambito associativo, dico grazie per la loro convinta appartenenza, perché dietro a quel piccolo “bollino” che viene apposto alla tessera, si racchiude, sempre e comunque, un’espressione di condivisione e partecipazione ad una realtà, quella del Cai, destinata ad incidere in modo sempre più significativo, e positivamente, nella società attuale».

Fra i punti programmatici presenti nella Relazione morale – molti dei quali sono dettagliati nel Rapporto sull’attività del 2021 – troviamo il nuovo Protocollo fra Ministero del Turismo e Cai sottoscritto a Roma il 17 giugno 2021. Un documento strategico per l’individuazione delle linee di intervento di sviluppo economico, in termini ambientali ma anche con riferimento alla mobilità dolce e alla conservazione delle risorse naturali.

«Si è trattato di un passaggio che, di lì a pochi mesi, si è rivelato determinante nelle potenzialità e prospettive del Club alpino italiano per il triennio 2022-2024, per effetto dell’incremento degli stanziamenti a favore del Sodalizio, portati da un milione a sei milioni di euro, per ciascuna annualità del triennio», continua il Presidente generale.

Torti ha poi ricordato il lavoro dei volontari nella tracciatura del Sentiero Italia CAI e il costante impegno del Sodalizio per l’ambiente, con l’approvazione di sei documenti di posizionamento su tematiche importanti e attuali come l’industria dello sci, l’energia, la biodiversità, i boschi, le foreste e il ruolo delle Aree protette.

Senza dimenticare l’importanza dei progetti rivolti al mondo della Scuola: da quelli dedicati alla formazione degli insegnanti al concorso nazionale Sbulliamoci: smontiamo i bulli e le bulle, passando per la Settimana del Sentiero Italia CAI per la Scuola, ideata per coinvolgere docenti e alunni su tutto il territorio nazionale, insieme all’iniziativa Dal Monte ai monti, che prevede la visita guidata al Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” e alla Biblioteca Nazionale Cai a Torino, con successive escursioni in ambiente nel Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Torti Ad Bormio sabato

Il Presidente generale del Cai Vincenzo Torti © Cai

Particolare attenzione viene rivolta ai giovani, con iniziative che vedono il Sodalizio attivo accanto a realtà che parlano direttamente il linguaggio delle ragazze e dei ragazzi.

«Dalla sintonia con Hervé Barmasse, alpinista e comunicatore a tutti noto, e Tudor Laurini, in arte Klaus, youtuber 24enne amante della montagna, è nato il progetto “WeClub – Alpinismo: ama, rispetta, comunica” che ha ottenuto il riconoscimento e il cofinanziamento del Ministero della Cultura. Hervé Barmasse incontrerà sul territorio alcune nostre realtà sezionali con le quali condividerà salite di montagne simbolo, unitamente a Klaus, al cui linguaggio videografico sarà affidato il racconto dell’esperienza della fatica alpinistica, promuovendola presso il mondo dei suoi followers», sottolinea Torti.

La Relazione morale continua con l’omaggio alle attività legate alla Montagnaterapia, che impegna, con generosità e solidarietà, ben 125 Sezioni nella promozione di una montagna aperta veramente a tutti.

Viene inoltre ribadita la ferma condanna del Club alpino italiano per «l’attacco militare perpetuato dal Presidente Russo in odio al Popolo Ucraino e alla sua Sovranità nazionale».

In conclusione, profonda gratitudine è espressa nei confronti dell’intero Sodalizio, sempre generosamente e operosamente accanto al suo Presidente generale (carica che ricordiamo attualmente è ricoperta da Antonio Montani, eletto alla recente Assemblea dei Delegati a Bormio, in quanto Torti, in scadenza del secondo mandato, non era più eleggibile).

Contestualmente alla Relazione morale troviamo un articolo sul bilancio del Sodalizio 2021, a firma del Direttore Andreina Maggiore, che descrive un risultato positivo.

«Sebbene l’esercizio 2021 abbia registrato una ripresa delle attività istituzionali, le ricadute connesse allo stato di emergenza sanitaria non sono state ancora del tutto superate; tuttavia, il Club alpino italiano conferma la propria solidità economico-finanziaria, la costante capacità di autofinanziamento – con un tasso di autonomia finanziaria pari al 60.8% – nonché la capacità di dare concreta e stabile realizzazione ai propri obiettivi istituzionali», sostiene nelle proprie conclusioni Maggiore.

Andreina Maggiore bormio sabato

Il Direttore del Cai Andreina Maggiore © Cai

Dentro la natura

È tutto dedicato all’escursionismo il focus di Montagne360: il primo itinerario proposto si sviluppa sul Monte Tonale, teatro dei combattimenti della Guerra Bianca, dal 1915 al 1918. Un “sentiero di pace”, numerosi chilometri di camminamenti militari collegati fra loro, con tanti manufatti ancora ben conservati che rammentano la nostra storia rendendo onore alla memoria di una valle incantevole ricca di storia e tradizione. 

A seguire viene proposto un percorso di 108 chilometri, divisi in sette tappe, per un’intera settimana nel Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, attraversando la bellezza del paesaggio montano, già riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, e degli alpeggi che possono evocare la vita e le vicende della simpatica Heidi. Luoghi incontaminati ed autentici, dove il tempo sembra essersi fermato.

Fioriture sul Monte Tonale Occidentale, sullo sfondo il Castellaccio e i ghiacciai del Gruppo dell’Adamello © Marco Gulberti

Da un parco all’altro, dalle Dolomiti allo Stelvio, viene proposto un itinerario di sei giorni (compiuto insieme ad un bambino di 8 anni) intorno al Monte Confinale: 3300 metri di dislivello per un totale di circa 55 chilometri. E infine un percorso a piedi, fuori dai sentieri consueti, in sette tappe da Roma (centro) fino al Gran Sasso.

Sarà invece Feltre ad ospitare la 23esima Settimana Nazionale dell’Escursionismo, in programma dal 26 giugno al 3 luglio. Organizzato dal Cai Feltre, in collaborazione con il Cai Veneto e la commissione centrale escursionismo del Cai, l’evento di quest’anno si concentrerà sulle valli e sugli itinerari escursionistici che circondano la città.

Sul Gruppo del Cimonega © Roberto De Pellegrin

Geodiversità e biodiversità: dai Tatra alle arrampicate tra i coralli 

Il viaggio nelle Terre alte continua sui monti in cui è iniziata la grande stagione dell’alpinismo polacco: i Tatra. Qui troviamo, oltre a turismo e biodiversità, un museo che è un tesoro di conoscenze sul territorio. Parte della catena dei Carpazi, queste montagne sono le più elevate dell’Europa centrale e l’unica area che presenta caratteristiche decisamente alpine: ci sono i boschi di latifoglia, di aghifoglie, grandi prati e le rocce ricoperte di muschi e licheni. La biodiversità crea le condizioni per l’habitat ideale per l’orso bruno, la marmotta e i camosci. Il comprensorio dei Tatra, già riconosciuto dall’Unesco come riserva della biosfera, è protetto da due parchi nazionali, con una rete escursionistica con percorsi di varia difficoltà e lunghezza, oltre a 20 rifugi che permettono la scoperta di un ambiente unico.

Panorama sui Tatra da Bachledzki Wierch (Polonia)

Le Terre alte sono tra gli ecosistemi terrestri più minacciati dai cambiamenti climatici e gli uccelli costituiscono un indicatore importante per comprenderne le mutazioni. Per questo vi raccontiamo di come due realtà museali del Trentino-Alto Adige – il Muse di Trento e il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige – stanno portando avanti dei progetti di ricerca e monitoraggio proprio dell’avifauna in alta quota, anche in collaborazione con il Comitato Scientifico del Cai. Nei prossimi anni si cercherà di coinvolgere più rifugi dell’area dolomitica, che potrebbero diventare dei veri e propri osservatori di biodiversità alpina.

Fringuello alpino, Montifringilla nivalis © Chiara Bettega

Forse non tutti sanno che le imponenti pareti rocciose di Lumignano, nel comune di Longare (Vi), una delle più popolari palestre d’arrampicata d’Italia, si formarono ben trentatré milioni di anni fa, quando il Mar Mediterraneo era popolato da una varietà di coralli simile a quella degli attuali mari tropicali. Oggi quel paesaggio sottomarino si può ricostruire con le informazioni custodite nei fossili e nelle rocce delle falesie di Lumignano. Allo scopo di valorizzare questo importante patrimonio geologico è stato realizzato un sentiero di circa sei chilometri che percorre alcune delle maggiori aree di interesse geologico, storico e naturalistico. 

Arrampicata a “Lumignano Classica” © Nicola Micheli

E tante altre storie di montagna

Il portfolio di questo numero ci porta nelle Valli di Lanzo, al confine con la Francia: le prime “palestre” degli alpinisti sabaudi, nella seconda metà del XIX secolo.  Ma rappresentano anche un territorio integro e solitario, dove perdersi tra i colori di panorami ampissimi, valloni solitari dove poter camminare tutto il giorno senza incontrare anima viva se non stambecchi, camosci, caprioli, marmotte, e, in cielo, aquile e gipeti. L’autore delle immagini è Roberto Bergamino, appassionato fotografo che ha pubblicato come autore, coautore e curatore 25 guide escursionistiche e volumi fotografici e collabora con numerose riviste di montagna.

Uno dei luoghi più solitari delle Valli di Lanzo, il Lago Paiare 2400 m, nel Vallone di Vassola (Val Grande) © Roberto Bergamino

Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di giugno, che, oltre ad arrivare nelle case dei Soci è acquistabile in edicola a 3,90 euro.

La copertina di Montagne360 di giugno 2022