Montagne360, perché lassù nessuno è escluso

Dai sentieri "misurabili" e accessibili fino all'intervista, intima e personale, al regista della docufiction dedicata a Walter Bonatti. Questo e altro nel numero di settembre della rivista del Cai

Attività di montagnaterapia © Ornella Giordana

C’è ben più di un motivo che rendere speciale il numero di settembre di Montagne360. Non solo perché settembre è il primo mese d’autunno e uno dei mesi migliori per dedicarci a escursioni, passeggiate e trekking. A settembre il clima è più clemente e asseconda le nostre fatiche, e poi ci sono i cieli che iniziano a farsi più limpidi e i colori che cominciano a cambiare. Insomma, a settembre assistiamo al primo grande ciclico cambiamento che la natura ha da offrire.

Da qualche giorno, ormai, il numero della rivista è in distribuzioni. Già disponibile nelle edicole, sta progressivamente raggiungendo le case di abbonati e soci Cai. Quindi alcuni di voi avranno già avuto l’opportunità di sfogliarlo, scoprendo cos’è che rende questa rivista una rivista speciale. Sì, perché oltre al cambio di stagione ormai prossimo, agli approfondimenti culturali di cui parleremo più avanti e agli itinerari proposti, ci sono narrazioni che avvicinano la montagna alle persone, più di quanto si possa immaginare.

Sentieri accessibili

Una riduzione simbolica delle distanze che trova la sua declinazione nel focus di Montagne360, il cui titolo, che poi corrisponde anche lo strillo di copertina, è già di per sé esplicito: “Sentieri accessibili”. Insomma, qua si parla della “montagna adatta a tutte le abilità”. Ecco perché questo numero è speciale. S’affrontano i temi dell’inclusione, della disabilità, della cura e della socialità. Tutte dimensioni del principio universale che dovrebbe alimentare il nostro amore per le montagne. Perché alla fine, comunque la si rigiri, la questione è sempre la stessa e ruota attorno a un valore assoluto come il rispetto. Dell’ambiente, certo, ma anche e soprattutto delle persone.

«La vita migliora quando esistono relazioni sociali, una reale inclusione e opportunità diffuse per accedere a luoghi e servizi altrimenti inarrivabili» scrive il direttore di Montagne360, Luca Calzolari, nell’introdurre al focus. «Ecco, è proprio su questo che stavolta ci concentriamo: i luoghi. Luoghi che diventano spazi da vivere insieme e che per noi sono identificabili con le montagne, coi boschi, con i parchi e con tutte quelle aree in cui la natura determina la bellezza dei contesti e la salubrità dell’aria. Due elementi che rendono la vita una vita migliore. Questo concetto dovrebbe valere per tutti, ma non tutti sono sempre stati ugualmente inclusi. È quindi giunto il momento di ribaltare il paradigma. Il Club alpino italiano, e noi con lui, stiamo andando proprio in quella direzione».

L’inclusione è un valore

Non c’è niente di astratto in questo tipo di ragionamento. Due sono infatti gli elementi di partenza. Entrambi nati all’interno del Cai, entrambi ugualmente concreti: il riconoscimento e la messa a sistema delle attività di montagnaterapia (prima) e la redazione di un documento per misurare e classificare i percorsi accessibili (dopo). Ovviamente il percorso non si esaurisce qua. Anzi, forzando un po’ la mano del tempo potremmo dire che è appena cominciato. E infatti, forse non a caso, tra settembre e ottobre, a Parma, ci saranno due appuntamenti che vanno proprio in quella direzione: il primo raduno di escursionismo adattato (11 e 12 settembre) e il settimo convegno nazionale sulla montagnaterapia (#Confinicomuni, dall’11 al 16 ottobre).

La copertina di Montagne360 di settembre 2021

Seguendo il principio secondo cui non si lascia indietro nessuno, nel focus si racconta il percorso fin qui compiuto dal Cai (lo fanno Maria Ornella Giordana e Marco Battain), ma si parla anche di disabilità col presidente della Fish Vincenzo Falabella e con l’Inps (Alessia Viviana Congia), di riabilitazione e cura (Giovanni Antonio Checchia, Elena Merighi, Mariano Nardiello, Dario Ellena), delle scale di difficoltà (Alberto Perovani Vicari) e infine di corsi specifici, di jolette e di altri ausili tecnici (Flavio Violatto).

Storie da leggere

Oltre alle tradizionali rubriche (cultura, scienza, libri, clima e non solo) e alle escursioni (dal Selvaggio Blu al Palanuda passando per il Sabotino), tra le altre cose ci sono due imperdibili narrazioni, diverse tra loro ma ugualmente emozionanti. Se da una parte Andrea Formagnana racconta l’avventura di Massimo Coda e Andrea Lanfri, i due alpinisti con protesti che hanno tentato di scalare tutti i quattromila del Monte Rosa (“Due uomini e una gamba”), dall’altra c’è l’intervista di Luca Calzolari a Stefano Vicario, che oltre a essere il figlio di Rossana Podestà è anche un ottimo regista. Ed è proprio lui l’autore della docufiction “Sul tetto del mondo” che racconta la storia di Walter Bonatti e di sua madre Rossana (andrà in onda per la prima volta domenica 12 settembre 2021, in prima serata su Raiuno). La conversazione non è per nulla formale e a tratti intima ed estremamente persone (e per questo, appunto, imperdibile).

[Clicca qui per consultare on-line il numero di settembre 2021 di M360 o qui per l’archivio della rivista]