Nuova intesa tra Regione Piemonte e Cai

Ieri è stato firmato il nuovo protocollo che punta su rifugi, sentieri, ambiente e cultura per favorire la frequentazione della montagna e rilanciare l'economia locale

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Ragazzi del Cai Valsessera sui sentieri © Fb Alpinismo giovanile Cai Valsessera

Miglioramento della qualità dell’offerta dei rifugi, manutenzione dei sentieri con formazione degli operatori, promozione della frequentazione della montagna nel rispetto del suo patrimonio ambientale, storico e culturale, anche con l’organizzazione di specifiche iniziative di sensibilizzazione dei giovani. Questo prevede il nuovo protocollo d’intesa siglato ieri dalla Regione Piemonte e dal Cai regionale, che ha come obiettivo la valorizzazione del patrimonio naturale, culturale e paesaggistico delle montagne e lo sviluppo di forme eco-compatibili di gestione e di sviluppo del turismo montano.Il documento, valido tre anni, è stato sottoscritto dal vicepresidente e assessore alla Montagna della Regione Fabio Carosso e dal presidente del Cai Piemonte Bruno Migliorati.

Una collaborazione consolidata

Il vicepresidente Carosso si è detto felice della continuazione di una collaborazione consolidata da alcuni anni, che permetterà alle persone che vogliono praticare la montagna di percorrere sentieri sempre curati e di essere consigliate sull’utilizzo di un corretto equipaggiamento. Ha inoltre affermato che questa Amministrazione ritiene il miglioramento dell’economia dei territori montani fondamentale per lo sviluppo dell’intero Piemonte e che la pandemia ha insegnato che il ripopolamento della montagna necessita della disponibilità di servizi adeguati.

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In cammino sui sentieri piemontesi © Fb Alpinismo giovanile Cai Valsessera

Dai bambini alle persone con disabilità

Il presidente Migliorati, dal canto suo, ha sottolineato l’importanza che riveste questo nuovo accordo con la Regione e ha garantito l’impegno dei propri associati per rendere sempre più accessibili e sicuri i percorsi escursionistici piemontesi e per adeguare i rifugi Cai anche alle nuove esigenze dettate dalla crisi climatica.

Non manca, nel testo dell’intesa, la promozione della Carta etica della Montagna, tramite azioni volte a valorizzare l’economia locale grazie a una frequentazione turistica sostenibile e socialmente inclusiva. Una frequentazione che che presenti percorsi innovativi di fruizione capaci di coinvolgere anche le le famiglie, i bambini e le persone con disabilità.

Le risorse necessarie verranno reperite dalle fonti di finanziamento regionali, nazionali e comunitarie. Le attività previste dal protocollo saranno coordinate da una cabina di regia composta da quattro persone, due nominate dalla Regione e due dal Cai.