Il Rifugio Quintino Sella al Felik sarà plastic free

Quasi ultimato il progetto del Cai Biella che prevede il collegamento tra la struttura principale con i bagni e la realizzazione di un “vascone” per la raccolta dell’acqua

Rifugio Quintino Sella al Felik

Vista del Rifugio Quintino Sella al Felik © Andrea Formagnana

«Un rifugio che porta il nome del fondatore del Cai deve garantire il minor impatto ambientale possibile. Pur con tutte le difficoltà, stiamo portando a termine un progetto a cui teniamo davvero, è un segnale di reciproca affezione con la montagna». Eugenio Zamperone, presidente del Cai Biella (Sezione proprietaria del rifugio Quintino Sella al Felik) commenta così lo stato dei lavori di ristrutturazione della struttura, ubicata a 3585 metri di quota nel massiccio del monte Rosa,.

Più confort e abolizione della plastica

Il progetto prevede una riqualificazione in chiave green dell’edificio, che lo renda contemporaneamente anche più confortevole per gli avventori. È stata infatti collegata la parte principale con quella che ospita i bagni: fino a oggi infatti per andare alla toilette era necessario uscire all’aperto, cosa che poteva creare dei disagi, specialmente di notte.
Cogliendo i cosiddetti due piccioni con una fava, nelle fondamenta della nuova struttura è stato realizzato un “vascone” per la raccolta dell’acqua, ponendo così fine a una carenza che non consentiva il lavaggio delle stoviglie. In precedenza, infatti i gestori erano obbligati a utilizzare piatti, posate e bicchieri di plastica.

Lavori Rifugio Sella al Felik

I lavori al rifugio

Nuova struttura montata in 40 giorni

«Al momento dell’ideazione del progetto avevamo come obiettivo la maggior efficienza degli spazi e la riduzione dell’uso della plastica. Questo naturalmente per ragioni ecologiche, ma anche estetiche» spiega Zamperone. «Inoltre, volevamo mettere in sicurezza il rifugio, soprattutto per quanto riguarda il pericolo incendi. Quest’ultima parte del lavoro è ancora in corso e ci impegnerà nei prossimi mesi».
Il presidente del Cai Biella ci tiene a congratularsi con chi ha portato avanti i lavori.

«Sono stati semplicemente fantastici, considerato che la finestra di tempo per lavorare a queste quote è molto ridotta, due mesi al massino. La nuova struttura in legno è stata realizzata al millimetro dall’azienda trentina X-Lam Dolomiti, portata in quota con l’elicottero e montata in loco in soli 40 giorni, nell’estate dello scorso anno. A settembre 2019 era già ultimata, consentendoci così di poter lavorare sugli interni: dalla pavimentazione ai servizi igienici, fino ad arrivare ai nuovi spazi per la cucina e il magazzino».

Il nuovo “vascone” per la raccolta dell’acqua

La novità più importante riguarda il “vascone” citato più sopra. Continua Zamperone:

«Abbiamo innanzitutto verificato che non ci fosse permafrost nell’immediato sottosuolo, cosa che ci ha permesso di realizzare un grande contenitore. Quest’ultimo viene alimentato dall’acqua di scioglimento, che viene poi depurata, sanificata e messa in condizione di essere utilizzata per il lavaggio delle stoviglie e dagli ospiti per la propria igiene personale».

Particolare assolutamente non secondario, il “vascone” abbatterà anche il numero dei voli in elicottero, necessari per il rifornimento di stoviglie di plastica e per il trasporto a valle dei rifiuti.

Stoviglie Rifugio Sella al Felik

I piatti in porcellana che saranno utilizzati © Andrea Formagnana

Una capienza ridotta, ma maggiore comodità

Anche Adriano Favre, il rifugista (con un recente passato alla guida del Soccorso alpino valdostano), è soddisfatto: «Nel 2021 i lavori saranno ancora in progress con l’ultimazione dell’adeguamento antincendio. Contiamo di terminare in tempo per il 7 e l’8 agosto 2021, giorni in cui abbiamo programmato l’inaugurazione. La zona notte sarà più confortevole, grazie alla riduzione della capienza. In questo modo la permanenza per gli avventori sarà sicuramente più gradevole e potremo adeguarci meglio a nuove eventuali restrizioni per il Covid».

Prenotazioni solo online

Favre annuncia anche un’altra novità: la prenotazione online. «Chiederemo una caparra, per evitare che le persone non si presentino senza avvisare. Purtroppo, è una prassi relativamente diffusa che quest’estate ci ha creato diversi disagi, dato che la nostra capienza era fortemente ridotta per consentire il distanziamento».

Un sogno che si avvera

La conclusione di Favre è dedicata alla riduzione dell’utilizzo della plastica:

«Per noi è un sogno che si avvera, ne sentivamo il bisogno anche prima che questo argomento diventasse mainstream. Saremo tutti molto felici, sia noi sia i nostri avventori, che in questi anni, soprattutto gli stranieri, non hanno esitato di segnalarci la necessità di fare ancora di più per l’ambiente».