Ritorno dentro alla montagna

Le limitazioni dovute alle regole mirate a contenere la pandemia hanno tenuto la gente lontano dalle montagne e dalle grotte, quelle da esplorare e quelle turistiche

Grotta del Vento Concrezioni

Concrezione nella Grotta del Vento © Mario Verole Bozzello

Le persone ritornano sulle montagne e dentro alle montagne, a provare emozioni dimenticate, a vedere o rivedere fantastici mondi sotterranei. Abbiamo chiesto a Mario Verole Bozzello, gestore della Grotta del Vento in Toscana, speleologo e amante del trekking di parlarci di questa nuova stagione, soprattutto nelle Alpi Apuane in Toscana. La Grotta del Vento è stata inaugurata oltre 50 anni fa e rappresenta un punto di riferimento per il turismo ambientale in Toscana.

Solo 97 visitatori nella prima settimana di riapertura

La grotta fu scelta come luogo per divulgare la conoscenza del modo sotterraneo in modo sicuro per i visitatori e per le grotte, evitando, ad esempio lo scempio e l’asporto di concrezioni. Per decenni, la Grotta del Vento è rimasta sempre aperta, tranne il giorno di Natale, poi è arrivata la pandemia.

«La Grotta del Vento, quest’anno, ha riaperto per le visite il 26 aprile 2021, il primo giorno consentito per la riapertura in Toscana, come in gran parte d’Italia. Nei primissimi giorni l’affluenza è stata molto bassa, con soli 97 visitatori nella prima settimana. Nello stesso periodo del 2019 erano stati 982. Probabilmente il pubblico non sentiva ancora il ritorno alla normalità ed è difficile dargli torto, visto che, ad esempio, la maggioranza dei ristoranti della zona, con le attuali norme, aveva deciso di non riaprire. Non bisogna dimenticare che la visita ad una grotta turistica può essere occasione anche per fermarsi a degustare i piatti tipici, in locali caratteristici che spesso conservano la cultura del luogo. Erano completamente assenti i turisti stranieri e fortemente ridotti in numero, quelli provenienti da fuori regione».

Fuori dalla grotta, in montagna, sono tornati gli appassionati?

«Sì, continua la straordinaria attrazione della montagna sulla scia del boom dello scorso anno. Nei fine settimana, all’inizio del sentiero per il Monte Forato, i posti di parcheggio erano tutti esauriti e molte automobili di escursionisti erano parcheggiate lungo la strada. L’autonomia dovuta al pranzo al sacco e la facilità a tenersi lontani dagli assembramenti, fanno ancora della montagna una destinazione ambita».

Monte Forato

Monte Forato © Mario Verole Bozzello

Con le riaperture auspicabile una frequentazione consapevole

Gli ultimi dati, la mobilità tra le regioni e la buona stagione stanno modificando i dati dell’affluenza e delle visite nelle grotte turistiche che hanno riaperto e dove è vivamente consigliato prenotare le visite, che avvengono nel rispetto di rigorose norme di sicurezza. Così, le persone tornano alla montagna, sulle vette, lungo i sentieri, nelle grotte e negli abissi. C’è da auspicare una frequentazione consapevole, una riduzione dell’improvvisazione che l’anno scorso ha portato a un alto numero di interventi del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico per togliere dai problemi chi stava frequentando luoghi che, pur senza presentare difficoltà estreme, richiedono un approccio consapevole.
Per quanto riguarda le grotte turisticizzate ricordiamo che non sono luoghi “chiusi”, ma ambienti interni alla montagna, percorsi da correnti d’aria anche intense e dove si può assistere a spettacoli della natura unici, sempre guidati da persone competenti e anche molto rigorose nel far rispettare le regole per visite sicure.