Scialpinismo e ciaspole per il turismo invernale sostenibile in Pakistan

Sono rientrati i sei componenti della spedizione “Altopiano del Deosai Ski Traverse”, organizzata da EvK2Minoprio e Cuore Attivo Monte Rosa. Fulcro del progetto la formazione di guide locali per destagionalizzare il turismo con alternative sostenibili e rispettose dell’ambiente

Altopiano DeosaI corso d'acqua

Un corso d’acqua sull’Altopiano del Deosai © Samuel Confortola

Un viaggio in Pakistan per promuovere la frequentazione turistica, sostenibile e rispettosa, del Gigit-Baltistan, anche durante il periodo invernale. Sono rientrati da pochi giorni i sei componenti della spedizione organizzata nell’ambito del progetto “Altopiano del Deosai Ski Traverse” della fondazione EvK2Minoprio e dell’associazione Cuore Attivo Monte Rosa. Un’iniziativa che aveva l’obiettivo di formare delle guide locali per accompagnare i visitatori alla scoperta dell’altopiano del Desoai e delle valli limitrofe anche nella stagione fredda. La spedizione è stata finanziata dal governo del Gigit-Baltistan con il supporto dell’Ambasciata d’Italia a Islamabad.

Traversata Altopiano Deosai Pakistan

La traversata dell’Altopiano del Deosai © Samuel Confortola

Destagionalizzare un turismo in crescita

«Non era mai stata presa in considerazione la possibilità di promuovere turisticamente le terre alte pakistane anche d’inverno. Negli ultimi anni la crescita del turismo interno ha portato su queste montagne milioni di visitatori nel periodo estivo. Stiamo parlando di un’area la cui ricettività era “tarata” su un numero di turisti nell’ordine delle migliaia, quasi tutti stranieri, che venivano sia per effettuare salite alpinistiche che per fare trekking», spiega la guida alpina Maurizio Gallo, presidente di EVk2Minoprio e responsabile generale del progetto. «I conseguenti problemi in termini di ospitalità e di inquinamento sono facilmente immaginabili. Così, per la prima volta, il governo del Gigit-Baltistan ha deciso di investire su un progetto di promozione turistica invernale sostenibile, mostrando un notevole interesse nei confronti della nostra iniziativa. L’intento è infatti quello di decongestionare l’area nei mesi estivi, oltreché, naturalmente quello di creare nuove opportunità di lavoro per gli abitanti di queste montagne. L’obiettivo dei nostri progetti è infatti quello di lasciare qualcosa di concreto sul territorio per contribuire al suo sviluppo sostenibile».

Formazione Guide Naltar Pakistan

La formazione delle guide locali a Naltar © Samuel Confortola

Formazione scialpinistica per dodici allievi locali

Il progetto “Altopiano del Deosai Ski Traverse” ha previsto una prima parte di formazione a cui hanno preso parte dodici allievi locali. «A Naltar, una piccola stazione sciistica nei pressi di Gilgit, abbiamo tenuto lezioni sullo sci in discesa, sullo scialpinismo, sulla sicurezza e sull’autosoccorso, con qualche rudimento di nivologia», racconta Michele Cucchi, guida di Alagna Valsesia, fondatore di Cuore Attivo Monte Rosa e responsabile operativo del progetto. «Per loro era fantascienza, non avevano idea che si potesse andare con gli sci anche in salita. Siamo rimasti comunque molto soddisfatti da come sono andate le cose, sono tutti ragazzi molto motivati».

Deosai Cielo Stellato Pakistan

Il cielo stellato dell’altopiano © Samuel Confortola

Per la prima volta sull’Altopiano del Deosai in inverno

La mancanza di attrezzature adeguate e il pericolo valanghe di quei giorni di marzo hanno però convinto gli italiani a effettuare da soli la seconda parte del progetto: la traversata dell’Altopiano del Deosai per la prima volta in inverno.

«Da Chilum, villaggio vicino ad Astore, siamo saliti al Deosai Pass (4200), che dà accesso all’altopiano. Siamo stati in giro cinque giorni in totale autonomia, scendendo poi verso Satpara», racconta Cucchi. «È una traversata per scialpinisti con una certa abilità. Non solo tecnica, ma anche ambientale, dato il totale isolamento in cui ci si trova. La quota supera i 4000 metri, la quantità di neve è elevata, dai due ai tre metri, e di notte fa parecchio freddo. Intorno ci sono cime sopra i 5000 metri, potenzialmente meravigliose da salire con gli sci. Per la discesa abbiamo notato altre possibilità che vanno verso est, forse meno pericolose da affrontare rispetto a quella scelta da noi. Sono itinerari da esplorare in un prossimo momento».

Altopiano Deosai sci

Con gli sci sull’altopiano © Samuel Confortola

Itinerari da percorrere con le ciaspole per il nascente turismo locale

La conclusione dell’esperienza trova d’accordo le due guide alpine: la promozione della traversata scialpinistica per il momento andrebbe proposta ai visitatori stranieri con una preparazione adatta per affrontare le difficoltà sopracitate. Visitatori da supportare attraverso il lavoro di guide locali da formare e, magari, come suggerisce Gallo, «da uno o due punti tappa da posizionare sull’altopiano, costruiti con il minor impatto ambientale possibile e che siano poi smontabili durante l’estate».
Per i turisti locali l’idea è pensare alla realizzazione e promozione di itinerari più semplici, nelle valli basse intorno all’altopiano.

«Itinerari che siano affrontabili con le ciaspole. Al momento la frequentazione dell’ambiente montano con le ciaspole è sicuramente la più indicata per i pakistani, soprattutto se pensiamo alle famiglie. Si potrebbe dare vita a piccoli campi in cui far provare loro brevi trekking sulla neve»

Festa Ritorno Pakistan

Ragazzina pakistana durante la festa per il ritorno dalla traversata © Samuel Confortola

Entusiasmo pakistano

Insomma, l’idea è quella di tornare per continuare nell’attività di formazione di guide (compresa quella con le ciaspole) che conoscano il mondo neve.

«L’entusiasmo dei pakistani è totale, l’accoglienza e la festa che ci hanno riservato sono stati incredibili. L’intento dei nostri progetti è quello di trasmettere loro l’importanza di puntare su una forma di turismo sostenibile. Per fare questo è essenziale lavorare sulla mentalità delle persone, in primis quella dei visitatori. Il processo sarà lento, ma è già attivato, e il governo locale ci crede molto».

Oltre a Gallo e Cucchi, hanno partecipato alla spedizione le guide alpine Marco Zaninetti e Paolo Dalla Valentina, il maestro di sci Matteo Negra e il fotografo e videomaker Samuel Confortola.