Sentieri e rifugi, sguardo in avanti sul futuro prossimo della montagna

Il racconto della seconda giornata del primo congresso congiunto strutture operative Sentieri e Cartografia (Sosec) e Rifugi e Opere Alpine (SOROA) che si è tenuta domenica 15 gennaio a Trento

Un momento della tavola rotonda

«Come Presidente generale ho il compito di guardare avanti. L’obiettivo del Sodalizio è quello di scardinare il sistema che vuole riproporre il modello della città in montagna. Prima di tutto partirei dalla legge nazionale: Nei prossimi mesi riproporremo alle istituzioni nazionali, il tema della legge quadro della montagna. In particolare, non abbiamo, nelle normative nazionali, la definizione di sentiero e rifugio», ha dichiarato il Presidente generale del Club alpino italiano Antonio Montani, in chiusura alla tavola rotonda che ha concluso la seconda giornata del primo congresso congiunto strutture operative Sentieri e Cartografia (Sosec) e Rifugi e Opere Alpine (SOROA) Il convegno si è tenuto a Trento sabato 14 e domenica 15 gennaio 2023. 

«Per quanto riguarda il lavoro delle due strutture operative partirei anche qui dal prossimo futuro: si pensi alla certificazione ecologica dei rifugi o alla mappatura delle sorgenti d’acqua. Allo stesso tempo, un occhio di riguardo lo meritano i bivacchi mobili. Infatti, l’obiettivo è quello di progettare un modello Cai da replicare in scala, dedicato all’Appennino», continua Montani.

Sguardo in avanti 

Lo sguardo in avanti è il punto in comune delle due strutture operative, che puntano al potenziamento e al consolidamento della digitalizzazione del database unico rifugi 2.0 e del Catasto nazionale sentieri. Con il primo, la Soroa si concentra su «un’ottica di trasversalità, capace di andare oltre alle sole strutture del Cai, per coinvolgere tutta la forma ricettiva dell’intera montagna italiana», spiega il Presidente Riccardo Giacomelli. L’obiettivo futuro è quello di fornire uno strumento per facilitare la prenotazione consapevole, dedicato all’utente e al rifugista stesso. 

Per quanto riguarda la Struttura Operativa Sentieri e Cartografia, il catasto nazionale dei sentieri racchiude, al momento, 112mila chilometri di percorsi. L’obiettivo, entro il 2024, è di includere tutti i 180mila chilometri di sentieri, con 200mila metadati e 25 milioni di punti gps. «Vogliamo uniformare la raccolta dati sul terreno e consolidare il processo di validazione e fruibilità dei sentieri stessi», ha spiegato il Presidente Alessio Piccioli.

Dal particolare al generale

Allo stesso tempo,  il tema dello sviluppo sostenibile e del futuro prossimo della montagna, è stato il protagonista della tavola rotonda che ha fatto sedere intorno allo stesso tavolo, oltre al Presidente generale Montani, anche il Direttore editoriale del Cai Marco Albino Ferrari e la Vicepresidente della Sat Iole Manica. Oltre a loro, hanno portato il loro contributo anche diversi esponenti di realtà esterne al Sodalizio: Angelo La Torre (delegato Era-Fie), Andreas Aschaber (delegato Euma), Massimo Manavella (presidente Coordinamento nazionale rifugisti italiani), Roberto Failoni (assessore al Turismo della Provincia autonoma di Trento), Alessio Saba (dirigente Forestas), Maurizio Davolio (presidente Aitr) e Sara Bonfanti, che ha percorso il sentiero Italia Cai nella sua interezza.  A moderare il dibattito Pier Giorgio Oliveti, delegato affari esteri del Cai.

Sara Bonfanti © Cai

Dall’inquadramento filosofico del valore culturale del rifugio, espresso con le parole di Albino Ferrari, passando per le possibilità di collaborazione con realtà esterne come la  European Mountaineering Association o la Federazione europea delle associazioni di escursionismo, fino alle realtà regionali come l’agenzia Forestas, in Sardegna.