Su Montagne360 c’è una “foresta” di idee

Salvaguardare boschi e foreste significa difendere la vita (compresa la nostra). Analisi, proposte e nuovi punti di vista sul numero di luglio della rivista del Cai, che presenta anche itinerari per l'estate ritrovata

Quel gran genio di Albert Einstein sosteneva che “ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata”. Quello su cui però dovremmo riflettere non ha nulla a che fare con questa bellezza straordinaria e spesso difficile da codificare. Einstein, che ha speso una vita per cercare di spiegare l’esistente, ne sa qualcosa. No, qua il problema si ribalta. Perché nessuno ormai mette più in discussione il valore assoluto della natura. Ma nonostante questo assistiamo a una progressiva distruzione di quella stessa bellezza, così essenziale alle nostre vite e all’equilibrio – purtroppo sempre più fragile – del nostro ecosistema. C’è quindi una natura da preservare e conservare.

Il potere della natura

Ma cos’è che, più e meglio di qualsiasi altra cosa, è in grado di esprimere la forza e il potere di questo motore che genera e conserva la vita? La risposta più evidente è di fronte ai nostri occhi, e i più fortunati ci vivono addirittura in mezzo. Stiamo parlando delle foreste. La copertina del numero di luglio di Montagne360 esplicita questo concetto e lo rende evidente in una sola immagine, che da sola racconta la storia e il significato della relazione tra uomo e natura. Quello di cui parliamo è un rapporto complesso che ha sempre creato ostacoli a coloro che hanno tentato di riassumerlo in una definizione. Ciò che più assomiglia alla formalizzazione di questa relazione si trova nel primo articolo della Convenzione europea del paesaggio, approvata e sottoscritta a Firenze circa vent’anni e adottata dai paesi membri dell’Ue.

“Il ‘paesaggio’ designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e umani, e dalle loro interrelazioni”.

Difendendo la vita

Insomma, tutto è paesaggio. Ma se non ci fossero le foreste non ci sarebbe vita, e quindi neppure il paesaggio. Detta così, la questione potrebbe apparire più filosofica che pratica. Invece c’è ancora molto da imparare (e da fare) affinché le montagne e i boschi e le foreste abbiano un presente (e soprattutto un futuro). E così Montagne360, prendendo spunto dal documento redatto dalla Commissione centrale tutela ambiente montano (Cctam) dal titolo “Il Cai, il bosco e le foreste”, ha pensato bene di approfondire l’argomento offrendo “idee e buone pratiche per proteggerli”.

“L’unione dell’elemento umano a quello imprevedibile della natura ha messo a dura prova boschi e foreste per la cui tutela e corretta gestione, pur essendo stato licenziato nel 2018 il Testo unico in materia di foreste e filiere forestali, non sono ancora stati emanati tutti i relativi decreti attuativi, fra i quali la Strategia nazionale forestale” scrive nella sua introduzione il direttore della rivista, Luca Calzolari.


Un rapporto impari

La proporzione tra l’uomo e quell’albero antico, imponente e ramificato che domina e occupa lo spazio di copertina ben esprime gli ordini di grandezza. Di fronte alla natura noi siamo una piccola cosa. Piccoli, sì, ma a volte devastanti. Come se non bastassero gli eventi naturali che negli anni recenti hanno messo a dura prova i territori. Anche questo è uno dei tanti temi approfonditi nella rivista, a cominciare dalla tempesta Vaia.

Proposte per ricominciare

Infine, com’è ovvio che sia, non di sole foreste si occupa Montagne360. Perché è arrivata l’estate, e con la bella stagione le regioni sono tornate bianche. Un coloro che nelle nostre menti fa subito emergere il pensiero della neve, mentre in realtà stavolta si tratta di un nuovo inizio, non meno significativo di altri. Ora che i confini sono meno marcati ed è perfino caduto l’obbligo d’indossare mascherine all’aperto, sulla rivista non possono certo mancare proposte di escursioni o esplorazioni in grotta (dal Piemonte al Friuli Venezia-Giulia, fino alla Slovenia).

Il valore aggiunto

E poi spazio alla cultura col ritorno del Trento Film Festival – il primo evento di cinema a tornare in sala – e con la narrazione del rapporto tra il padre di Sherlock Holmes, Arthur Conan Doyle, e le montagne. Montagne360 propone inoltre le tradizionali rubriche (dalla scienza ai libri, dall’alpinismo – col mezzo secolo della Cecchinel-Nominé – ai cambiamenti climatici) e un suggestivo portfolio che fa leva sulle nostre memorie con antiche cartoline che raccontano la storia dei rifugi Cai e della vita che le si muoveva tutt’attorno.

[Clicca qui per consultare on-line il numero di luglio 2021 di M360 o qui per l’archivio della rivista]