Sul Sentiero Italia CAI pedalando

Alessandro Gamannossi, Paolo Rossi e Alessandro Tosi sono i componenti di uno dei due gruppi che hanno inaugurato il SiCai in Mtb lo scorso giugno. 250 km percorsi in quattro giorni, da Bocca Trabaria al Lago Scaffaiolo

Crinale del Monte Falterona

Panorama sul crinale del Monte Falterona visto dalle Balze delle Rondinaie © Cai

«Ề stato un viaggio ricco di natura e punti d’interesse. Ci ha regalato grandi emozioni per quello che abbiamo ammirato, soddisfazione per aver percorso bellissimi e divertenti sentieri e, non meno importante, lo abbiamo fatto in ottima compagnia e affiatamento. Lo raccomandiamo a tutti coloro che amano questo tipo di escursioni in mountain bike». Queste le parole di Alessandro Gamannossi, Paolo Rossi e Alessandro Tosi. I tre Soci Cai sono i componenti di uno dei due gruppi che hanno inaugurato, dal 2 al 6 giugno scorsi, le tappe del Sentiero Italia CAI percorribili in mountain bike.

Com è nata questa esperienza?
«L’idea di questo viaggio nasce prima di tutto dalla passione di andare in bicicletta a contatto con la natura, maturata nella voglia di percorrere per un lungo tratto quello che, per alcune tappe, avevamo avuto modo di provare e proporre: il Sentiero Italia CAI in mountainbike. Come biker e soci Cai, il progetto di partecipare alla realizzazione della versione Mtb del Sentiero Italia ci ha entusiasmato e abbiamo dato ben volentieri il nostro contributo, provando il tratto tosco-emiliano-romagnolo, in direzione Sud-Nord, da Bocca Trabaria al Lago Scaffaiolo. Nello stesso momento altri biker hanno percorso l’altra metà di questo tratto del SiCai Mtb in senso opposto (Nord-Sud) partendo dal Passo della Cisa per incontrarci al Lago Scaffaiolo. Noi abbiamo percorso, in quattro giorni, circa 250 km e oltre 10.000 m di dislivello positivo. Dotati di bici equipaggiate per bikepacking, avevamo l’opzione di poter bivaccare, se necessario, ma in realtà abbiamo approfittato dell’offerte di alloggio previste alla fine di ogni tappa».

Dai Prati alla burraia

Veduta sul versante toscano dai Prati alla Burraia © Cai

Raccontateci qualche dettaglio del viaggio
«Bocca Trabaria è un valico appenninico che divide l’Umbria dalle Marche ed è stato il punto di partenza del nostro viaggio, iniziato nel tardo pomeriggio del primo giugno scorso. Le prime tre tappe (L01-03 Bocca Trabaria – Chiusi della Verna) percorrono la Via di Francesco, appoggiandosi a sentieri Cai ben tracciati. Alcuni tratti sono molto divertenti, tecnici quanto basta per poterli fare anche con una mountainbike equipaggiata con borse. I sentieri si alternano a strade forestali che lasciano spazio a bei panorami tipici di questa zona della Toscana. L’ambiente attraversato è perlopiù collinare, costituito da tipici boschi di faggete e castagneti. Il percorso incontra o costeggia diversi luoghi religiosi, come l’eremo del Cerbaiolo, l’eremo della Casella, per non parlare del Santuario della Verna».

Quanto avete pedalato ogni giorno?
«Il percorso giornaliero che siamo riusciti a tenere è stato importante, mediamente 75 km con 2000-2500 m di dislivello positivo. La lunghezza quotidiana è stata imposta dal tempo che avevamo a disposizione ed è fattibile se preceduta da un ottimo allenamento. Si può certamente percorrere il Sentiero Italia CAI Mtb in modo più rilassato, magari facendo anche una sola tappa al giorno, secondo il proprio ritmo e preferenza».

Foreste Casentinesi Sasso Fratino

Veduta sulla Riserva Integrale di Sasso Fratino, dopo Poggio Scali nelle Foreste Casentinesi © Cai

Quali sono stati i punti più belli?
Dopo aver concluso la tappa L04 che ci porta a Badia Prataglia, le successive due tappe (L05-06 Badia Prataglia – Passo del Muraglione) percorrono l’incanto delle Foreste Casentinesi e pertanto si rivelano il tratto più bello del viaggio. Si raggiungono poi quote di altitudine maggiore, percorrendo anche tratti di crinale, con panorami mozzafiato sia verso il versante emiliano che quello toscano. Il percorso passa dall’eremo di Camaldoli, punto centrale del tratto, tramite un bellissimo sentiero in discesa nel bosco. Da sottolineare anche il bellissimo panorama a 360° di cui si gode dal Poggio Sodo dei Conti (1.590 m slm) e il sentiero che corre lungo il crinale (a tratti tecnico ed esposto) con vista spettacolare verso il Falterona e la valle di Castagno d’Andrea».

Come vi siete trovati nei vari punti tappa?
«In tutte le strutture dove abbiamo alloggiato siamo stati molto bene, sia per l’ottimo cibo sia per il meritato riposo dopo intere giornate trascorse pedalando. Ci sentiamo, in particolare, di raccomandare il rifugio escursionistico Cà la Fonte a Passo di Viamaggio e la Casa nel Bosco vicino al Passo del Muraglione».

Passo della Calla

Passo della Calla (fine tappa L05) © Cai

Torniamo al racconto, mancano le ultime due giornate
«Il terzo giorno di viaggio ci ha visto percorrere le successive 4 tappe (L07-10 Passo del Muraglione – Montepiano) dove abbiamo affrontato la parte più provante per dispendio di energia, nella prima tappa fino al Passo della Colla di Casaglia e nella terza che percorre la Via degli Dei fino al Passo della Futa. I tratti di crinale su sentiero sono in generale faticosi, spesso in salita dove si è costretti a spingere la bici, alternati ad altrettante discese che, però, non sembrano mai lunghe a sufficienza per recuperare fiato per la successiva salita. Il quarto e ultimo giorno (Tappe L11-13 Montepiano – Lago Scaffaiolo) ci ha portato sulle montagne dell’Appennino nelle province di Prato e Pistoia, passando attraverso le magiche faggete della Foresta dell’Acquerino. Un’area bellissima, immersa nel verde e ricchissima di acqua. Si raccomanda particolare attenzione nello scendere dal Monte delle Scalette, da dove però si ha una vista panoramica eccezionale sulle vallate sottostanti. Purtroppo, l’ultima tappa (L13 Pracchia – Lago Scaffaiolo) non era praticabile a causa di una frana e di tratti di sentieri ostruiti da alberi caduti e spezzati dalle eccezionali nevicate invernali. Per questo motivo abbiamo optato per un’alternativa a quota più bassa, percorrendo anche asfalto, per raggiungere l’altro gruppo di biker che veniva dal Passo della Cisa».

Quali sono dunque le vostre impressioni sul SiCai in Mtb?
«Il Sentiero Italia CAI che abbiamo percorso, pur essendo adattato per il cicloescursionismo, è impegnativo fisicamente. Per goderselo appieno, occorre percorrerlo tenendo conto di tutti i fattori in gioco: tipo di percorso, ciclabilità, tipo di bici (muscolare o a pedalata assistita), bagaglio eccetera».