La Terapia Forestale di Cai e Cnr esce dai confini italiani

Il progetto, le cui attività partiranno a breve anche nell'Italia meridionale, sta riscuotendo l'interesse di altri paesi europei, con richieste di collaborazione e inviti a convegni

Terapia forestale bosco rifugio porta

Grigna meridionale. Il bosco intorno al Rifugio Porta dove si sviluppa il percorso di Terapia Forestale © Giovanni Margheritini

Il progetto Terapia Forestale, in quasi tre anni di sviluppo, è cresciuto molto, nel nostro Paese e non solo. Ne sono convinti il Comitato scientifico centrale e la Commissione centrale medica del Cai, promotrici dell’iniziativa insieme al Consiglio nazionale delle ricerche (Ibe-Cnr).

«Siamo stati più volte invitati da altri paesi europei, come Francia, Spagna, Portogallo, Polonia, Austria e Ungheria, a intraprendere con loro progetti analoghi», affermano congiuntamente Csc e Ccm. «Questo per contribuire con la nostra esperienza al rapido progresso delle loro ricerche scientifiche, favorendo così la realizzazione di progetti di Terapia Forestale su basi già fortemente comprovate e riconosciute dalla letteratura scientifica internazionale».

La buona pratica del Friuli Venezia Giulia

Ad esempio è è in corso in questo momento il progetto transfrontaliero tra Friuli Venezia Giulia e Carinzia, coordinato dall’Università di Udine, «il cui progetto di Terapia Forestale è completamente conforme al nostro. Le Sezioni Cai locali stanno collaborando per l’individuazione dei percorsi e assistendo il Cnr sul campo per le sperimentazioni scientifiche. Altre richieste si sono già trasformate in partecipazione a bandi europei Horizon 2020».

Copertina Terapia Forestale

La copertina di “Terapia Forestale” © Cnr

L’interesse del mondo accademico internazionale

Le competenze scientifiche e i risultati ottenuti da Cai e Cnr, con la consulenza scientifica del Centro di riferimento regionale in fitoterapia (Cerfit) presso l’Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi, hanno interessato il mondo accademico internazionale (in particolare grazie alla diffusione del volume Terapia Forestale, liberamente scaricabile online).

«È il caso della Nippon Medical School di Tokio con il convegno online “The role of forest medicine in post-COVID-19 health management and disease prevention in Italy” del 22 marzo scorso. Qui è intervenuto Francesco Becheri, responsabile scientifico per il protocollo di Terapia Forestale del progetto e socio Cai. Oppure dell’invito al World Foresty Congress a Seoul in Corea dal 2 al 6 maggio prossimi, dove Becheri presenterà in presenza il progetto nell’ambito del tema “Integrating forest therapy in public health”».

La Terapia Forestale arriva nell’Italia meridionale

Continuano anche le attività sul nostro territorio: il prossimo mese di maggio inizieranno le attività sperimentali nell’Italia meridionale, in particolare in Sicilia, con il coinvolgimento delle Sezioni Cai locali.

Csc e Ccm fanno sapere infine che è in lavorazione la seconda edizione del volume Terapia Forestale.