Torna a nuova vita la chiesa della Madonna della Còna

Il 7 novembre riapre il luogo di culto più “alto” delle Marche. Una storia di amore e solidarietà per il territorio che, anche grazie al Cai Macerata, supera ogni avversità e festeggia 500 anni

Chiesetta della Madonna della Cona

La chiesetta della Madonna della Còna torna a nuova vita © Cai

L’Italia, si sa, è il paese dei campanili. Che siano secchie rapite, arancine femmine contro arancini maschi, le baruffe di casa nostra spesso non vanno oltre l’orizzonte che si vede dal campanile della cattedrale cittadina. C’è dietro una storia simile, con un lieto e pacifico fine, anche per la chiesa della Madonna della Còna, che sarà riaperta al pubblico il 7 novembre, dopo essere stata gravemente danneggiata dal sisma del 2016. Ce lo ricordiamo tutti, quel maledetto terremoto di magnitudo 6.0. Una catastrofe che ha sconvolto l’Italia centrale. Compresa la piccola chiesa – devastata dalle scosse del 26-30 ottobre – che si trova in una terra storicamente contesa, al confine fra Marche ed Umbria. L’edificio sacro, situato a Forca di Gualdo, a 1496 metri di quota, detiene anche il primato di essere il più “alto” della regione Marche, oltre ad essere «la prima chiesa ricostruita dopo il sisma», secondo quanto afferma l’architetto Luca Maria Cristini, fra i curatori del progetto che hanno prestato gratuitamente la loro professionalità nell’ambito dei lavori di restauro con parziale ricostruzione e risanamento dell’opera.

Un luogo simbolo di pace

La chiesetta sorge sul territorio di Castelsantangelo sul Nera (Mc), che però “moralmente” appartiene anche a Castelluccio di Norcia (Pg). Per comprenderne meglio la posizione simbolica e le origini occorre fare un passo indietro nel tempo. Precisamente alla Battaglia di Pian Perduto del 19 luglio 1522, che avviene sulla Piana di Castelluccio, prima dominio dell’impero romano e successivamente diviso tra i Comuni di Visso e di Norcia. È proprio questa città umbra ad aprire un contenzioso con Visso per la definizione dei confini a la delimitazione dei territori comunali. Dopo qualche secolo di scontri e rivendicazioni reciproche, si arriva alla Battaglia di Pian Perduto, il culmine delle antiche controversie, che mette fine a secoli di scontri tra gli eserciti dei due litigiosi “vicini di casa”. La tradizione vuole che quello di Visso, composto da soli 600 soldati, riesce a sconfiggere i Norcini che, sebbene forti di 6.000 combattenti, non hanno la meglio. Per suggellare questo avvenimento, nel XVI secolo viene costruita la chiesetta della Madonna della Còna, luogo simbolo della pace tra Castellucciani e Gualdesi.

Il ruolo del Cai nell’opera di ricostruzione e restauro

A 500 anni dalla Battaglia di Pian Perduto, la piccola chiesa-rifugio mantiene un grande valore simbolico per escursionisti, appassionati della montagna e della natura.
Tanto che nel dicembre 2017 la Sezione Cai di Macerata, particolarmente attenta al patrimonio artistico dell’Appennino centrale danneggiato dal sisma, individua proprio nella chiesetta della Madonna della Còna il bene artistico “da adottare” in quanto simbolo culturale e religioso di quell’area montana e punto di incontro tra le regioni Marche e Umbria. Prende quindi il via l’iniziativa Restauriamo la Chiesa della Madonna della Còna, sulla quale vengono indirizzate le energie della Sezione per un possibile e tempestivo ripristino e che vede, in un secondo momento, l’adesione anche delle Sezioni Cai di San Severino Marche e di Camerino; nel marzo 2018, inoltre, il Macerata Opera Festival sceglie come charity partner la Sezione cittadina del Cai a sostegno del progetto di recupero della chiesa.
Oltre all’impegno per reperire le risorse finanziarie, le tre Sezioni Cai hanno avuto un ruolo di primo piano anche nella progettazione dei lavori di ricostruzione e restauro. Nel 2019, infatti, hanno formato una cabina di regia insieme all’Arcidiocesi di Camerino, ai Comuni di Castelsantangelo e di Macerata e al Cosmari, il soggetto pubblico che gestisce il ciclo dei rifiuti nella provincia. Quest’ultimo ha contribuito anche a garantire le entrate economiche che mancavano per la ricostruzione della cappella.

Chiesetta della Madonna della Cona

La chiesetta della Madonna della Còna durante i lavori di ricostruzione e restauro © Cai

La riapertura al pubblico

L’inaugurazione della “nuova” chiesa della Madonna della Còna si terrà domenica 7 novembre, alle 11, alla presenza dell’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche e vescovo di Fabriano-Matelica Mons. Francesco Massara e delle autorità. Per l’occasione sarà inoltre presentato – presso la Sala polivalente della frazione di Gualdo – l’iter di ricostruzione e restauro, che sarà anche oggetto di un progetto editoriale dedicato alla Madonna della Còna. Quest’ultimo si inserisce in un più ampio piano di iniziative, promosso dalla Regione Marche, in programma l’anno prossimo per celebrare il cinquecentesimo anniversario della Battaglia del Pian Perduto. Saranno infatti previsti eventi che coinvolgeranno tutta la comunità marchigiana, con particolare attenzione alla popolazione di montagna.

«È stato un gesto d’amore e solidarietà per il nostro territorio, per i nostri monti», confida in tono soddisfatto l’Ing. Romualdo Mattioni, Consigliere della Sezione Cai Macerata e fra i curatori del progetto. «Ci siamo da subito attivati per prenderci cura della chiesetta della Madonna della Còna. Volevamo fornire un contributo reale e concreto per ridare nuova vita ad un luogo dalla forte valenza affettiva e simbolica per l’intera comunità. Il nostro intento è addirittura andato oltre le aspettative iniziali divenendo qualcosa di molto più grande. Ma di questo non possiamo che felicitarci».

Il recupero e restauro del luogo simbolo della Battaglia del Pian Perduto è una bella storia tutta italiana di come la cooperazione fra vari attori territoriali possa ridare vita a un luogo che, per la sua particolare posizione di confine, ha da sempre avuto una storica funzione di rifugio, di luogo d’incontro fra popoli e “campanili”.